La rivista femminista più longeva d’Italia

L’Italia è stato terreno fertile per le lotte femministe, per la creazione di un nuovo immaginario, in cui la donna finalmente prendeva voce, insieme ad altre donne, sperimentava, si metteva in gioco, cominciava a conoscere il proprio corpo, la propria individualità, si riscopriva attraverso il dialogo, la ricerca e il confronto con altre donne. Dagli anni ’70 moltissime donne in tutta Italia hanno dato vita a movimenti, incontri, scontri, studi di genere riprendendo il modello americano; a Roma nel 1969 nasce il Centro Culturale Virginia Woolf, conosciuto anche come Università delle donne. In varie città italiane si sono costituiti gruppi come Rivolta femminile, il Movimento di Liberazione della donna, il Collettivo Lesbiche Italiane, Movimento liberazione della donna autonomo MLDA, Erba Voglio, DWF, Coordinamento delle studentesse medie, i Circoli UDI, e molti altri. Alcuni di questi gruppi esistono ancora, altri sono scomparsi, mentre nuovi si sono costituiti negli anni successivi. Le donne di questi gruppi hanno dato vita a riviste, radio, manifestazioni, biblioteche, eventi culturali. Hanno costruito una ricca rete di cultura femminile che prima non esisteva. Le riviste sono state il veicolo principale di diffusione e comunicazione delle idee, dei progetti e degli obbiettivi di questi movimenti. Chi non ricorda la rivista Effe che per anni ha dato della donna italiana un’immagine nuova, forte, dinamica, non stereotipata? Chi non ricorda le sue magnifiche copertine, l’abilità di trattare il femminismo in maniera trasversale, affrontando temi diversi: dalla politica, alla cultura, dalla maternità al lavoro, dalla psicologia alla letteratura? Insieme ad Effe tante sono le riviste che hanno preso piede nel territorio italiano e soprattutto romano: Aidos, Grattacielo, L’Orsaminore, Limentetimena, Quotidiano donna, Leggere donna, Lilith, via Dogana e molte altre. Tutte queste riviste hanno dato una lettura alternativa, personale e adottato linguaggi diversi permettendo al femminismo di quegli anni di scontrarsi, unirsi ed evolversi.

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Tra tutte queste riviste, una spicca per la sua storia originale e longeva: si tratta di Noidonne, la rivista italiana con la tradizione più lunga e ancora edita online. La sua redazione si trova oggi a Roma all’interno dell’immobile di via Lungara, nei pressi della Casa internazionale delle donne, l’UDI e la biblioteca Archivia nella quale queste riviste sono oggi consultabili.

Noidonne ha una tradizione così longeva che anticipa addirittura il movimento femminista italiano di seconda generazione, riallacciandosi a una tradizione politica fortemente di sinistra, infatti le prime edizioni di Noidonne risalgono al 1937 sotto la direzione di Marina Sereni e sono espressione dell’associazione dell’Unione popolare che raccoglieva le donne antifasciste emigrate in Francia. Proprio per questo motivo e per la particolare situazione storica, Noidonne non nasce in Italia, ma a Parigi. Solo alla fine della Guerra, nel 1944, nel pieno della Resistenza e della lotta contro il nazifascismo, le pubblicazioni riprendono in Italia con edizioni regionali prodotte e diffuse clandestinamente. Nel luglio di quello stesso anno, finalmente, Noidonne esce dalla clandestinità ed è stampato a Napoli sotto la direzione di Laura Bracco, con la collaborazione di Rosetta Longo e Nadia Spano. Dopo solo 3 pubblicazioni Noidonne si trasferisce Roma e si unisce alla redazione Vittoria Giunti, un’insegnante che aveva fatto parte della lotta antifascista clandestina.

Ma che cos’era Noidonne? Quali i suoi obbiettivi e il suo pubblico? Anna Marisa Rodano, deputata senatrice ed esponente del Partito Comunista Italiano, ne dà una definizione, nel ’77, ricordando la storia della rivista che ha saputo adattarsi e rinnovarsi ai tempi mutati:

Gli intendimenti con cui il giornale usciva erano chiari: essere un giornale per tutte le donne, costituire un legame per tutte le energie femminili vogliose di battersi per sconfiggere il fascismo e partecipare direttamente alla costruzione di un’Italia diversa, far conoscere la lotta delle donne nell’Italia occupata, sollecitare nell’Italia liberata lo sviluppo di un movimento di donne.

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Mutano i tempi e anche Noidonne, ancora portavoce di una politica si sinistra al femminile, non rinuncia a trattare argomenti diversi, dando spazio anche a temi più tradizionali. Noidonne si rivolge alle nuove donne italiane di sinistra, audaci e attive politicamente, ma dà spazio a molto di più, trattando di letteratura, moda, cucina, musica, arte.

Nasce come mensile, ma negli anni successivi la periodicità diventa quindicinale e poi settimanale sotto la lunga direzione di Giuliana Dal Pozzo e di Miriam Mafai. Tornerà ad essere mensile nel 1981, mantenendo tale cadenza fino al dicembre 2016, quando, sospese le edizioni in versione cartacea, si trasforma in un sito, poi in un settimanale online e approda sui social. Fino agli anni Novanta Noidonne è stata la rivista dell’Udi (Unione Donne in Italia), un rapporto dinamico che dal 1944 nel tempo si è modificato arrivando alla completa autonomia. Nel 1969 fu costituita la Cooperativa Libera Stampa, originale iniziativa imprenditoriale che è stata anche editrice del giornale.

Nonostante i cambiamenti di forma e contenuti, le diverse vesti grafiche, il passaggio al digitale, Noidonne resiste e rimane il più duraturo dei periodici femministi italiani, con una tradizione vastissima e varia, non rinunciando mai a far sentire la sua voce, nonostante gli impedimenti sociali ed economici di un Paese che a volte pare regredire.

Anche dal punto di vista grafico, il progetto Noidonne è davvero ricco e vario a secondo del periodo di pubblicazione, infatti ha spesso cambiato formato, testata, logo e colori; quello che è stato costante, però, è la voglia di sperimentare, giocare con la pagina, migliorarsi. Caratterizzato da una grande varietà di impaginazione, con gabbie grafiche sempre diverse e da grande dinamismo, ha saputo cambiare e sperimentare negli anni, rivitalizzandosi.

Ancora oggi, grazie all’intenso e coraggioso lavoro delle sue addette, Noidonne è consultabile a chi lo desiderasse sul sito http://www.noidonne.org e grazie a un progetto iniziato nel 2017 gran parte dei suoi numeri storici sono stati digitalizzati, partendo proprio dai primi! Noidonne è parte importante e fondamentale della storia del femminismo italiano che grazie alla sua originalità, e costanza nell’impegno della sua redazione, oggi sotto la direzione di Tiziana Bartolini.

 

Articolo di Marika Banci

1--BExhxDopo la laurea in Lettere moderne, Marika si iscrive al corso triennale di Progettazione grafica e comunicazione visiva presso l’ISIA di Urbino. Si diploma nel 2019 con una tesi di ricerca sulle riviste femministe italiane dagli anni ’70 ad oggi e la creazione di una rivista d’arte in ottica di genere dal nome “Biebuk”. Designer e illustratrice, ha dedicato alle tematiche femministe molti dei suoi ultimi progetti.

 

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