Sulle vie della parità. Le scuole marchigiane a Roma

Le Marche hanno avuto ieri pomeriggio un’accoglienza speciale presso le aule dell’Università Roma Tre per la premiazione del concorso Sulle vie della parità.
Il premio di Toponomastica femminile, giunto alla sua sesta edizione ha visto partecipanti da tutte le regioni d’Italia. C’è da dire che per le Marche esiste un’edizione speciale, grazie all’impegno dell’associazione maceratese Osservatorio di Genere, che organizza e gestisce una prima giornata di premiazione, tenutasi lo scorso otto marzo in Regione.
Le scuole marchigiane hanno ricevuto molti premi per progetti di vario tipo: componimenti poetici, siti internet, ma anche giochi, interviste e video dedicati a figure femminili.
Premiata la scuola ITIS “E. Mattei” di Recanati con due poesie intitolate “Nascono poche volte queste donne” e “Una donna che sa il fatto suo”;  due componimenti frutto di un lavoro di approfondimento sulla figura di Adele Bei, sindacalista e politica italiana.
Al “Monologo di una staffetta” dell’IIS agrario “G. Garibaldi”di Macerata è andato un premio per un lavoro che racconta la testimonianza della staffetta partigiana Nunzia Cavarischia. L’Istituto “Carlo Urbani” di Porto Sant’ Elpidio è invece stato premiato per Amelia Sorcinelli. Maestra e anima del “Giardino dell’infanzia”, il percorso di una donna che ha dato valore e importanza alla sua città con la sua opera di educatrice.
Vittoria anche per l’accurato sito web dedicato all’egittologa Alessandra Nibbi, realizzato dal liceo scientifico dell’IISS “Carlo Urbani” sempre della città di Porto Sant’Elpidio.
E un premio anche a “Women at work. Le Marche si raccontano”; una video inchiesta a cura degli studenti dell’IPSIA “E. Rosa” di San Severino Marche, per rappresentare la forza, il temperamento e l’operatività di tante donne oggi impegnate a rendere i territori colpiti dal terremoto del 2016 ancora produttivi e vivibili.
L’IIS “Luigi Donati” di Fossombrone (PU), attraverso la forma espressiva del canto ha approfondito la vita e la storia dell’antifascista Leda Antinori, per coinvolgere anche gli studenti diversamente abili della scuola in un coro senza esclusioni.
L’Istituto comprensivo “E. Fermi” di Macerata (secondo anno dell’indirizzo Montessori) ha presentato un lavoro da cui emerge il vero metodo montessoriano. Gli alunni e le alunne, dopo aver discusso sulla figura di Maria Montessori e aver visto insieme un film sulla sua vita, hanno lavorato esprimendosi liberamente con colori, scritte e disegni in un’opera condivisa che hanno poi raccolto in un grande cartellone e riflettuto sul percorso svolto (video: http://tiny.cc/jvk05y).

Un progetto che merita particolare attenzione per la sua potenziale replicabilità è stato presentato da ragazzi e ragazze del III C Tecnico Grafica e Comunicazione dell’Istituto Professionale “A. Olivetti” di Fano. Si chiama Donne in gioco. Donne straordinariamente normali che hanno costruito la storia di Fano e dintorni e consiste in un originale gioco da tavola che diverte e contemporaneamente permette di conoscere il cammino compiuto da alcune donne-simbolo delle Marche. Nato dal desiderio di accendere i riflettori su figure straordinariamente normali che hanno abitato il territorio, Donne in gioco è un gioco dell’oca, che ha per protagoniste donne meritevoli di memoria che appartengono al territorio locale. Quando il dado si ferma sull’immagine di una figura, si legge la sua storia. Si tratta di un prototipo, sperimentato in un’attività di peer education con alcune classi delle scuole elementari, che può essere esportato in altre realtà nazionali.

Motivazione del premio
Il lavoro “Donne in gioco” ha straordinaria forza innovatrice. In esso infatti la commissione non ha riconosciuto solo la qualità del lavoro ben fatto, e già questo basterebbe, ma anche il fatto di porsi come uno strumento attivatore di tanti risultati raggiungibili sul piano educativo e divulgativo. Giocando e divertendosi, bambine e bambini, ragazze e ragazzi, ma anche adulti, potranno conoscere il cammino compiuto da alcune donne-simbolo delle Marche e addestrare la loro democrazia paritaria. 

Il concorso ha dato inoltre due frutti immediati. Due scuole, alla fine di questo iter didattico, hanno deciso di dedicare un luogo a figure femminili. Lo scorso 29 marzo c’è stata una cerimonia di intitolazione dell’aula magna dell’IPSIA “E. Rosa” di San Severino Marche che è stata dedicata a Marta Bellomarì (1939-2017), insegnante, medica e scout, donna appassionata, forte e consapevole, capace di lasciare una traccia indelebile nelle vite di chi l’ha amata, conosciuta o solo incrociata nell’arco della sua poliedrica e non sempre lineare esistenza. L’altra importante intitolazione è prevista per il prossimo 21 maggio presso l’Istituto agrario di Macerata per dedicare uno dei viali alberati della scuola a Nunzia Cavarischia.

Sulle vie della parità è un concorso importante, significativo e necessario per molti motivi, ma ci piace ricordare che soprattutto offre una nuova possibilità alle giovani generazioni: individuare finalmente anche modelli femminili ai quali attingere nel complesso lavoro della crescita e della costruzione della propria identità.

 

Articolo di Sofia Fazi

IMG_1169.jpgSofia Fazi nasce a Macerata dove vive e lavora. Laureata in Culture e diritti umani all’Università di Bologna, si specializza in Storia Contemporanea presso l’Università di
Modena e Reggio Emilia. Ha conseguito un master in Content Management ed editoria 2.0. Da marzo 2018 collabora con l’Osservatorio di Genere.

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