Editoriale

Carissime lettrici e carissimi lettori,

apriamo oggi il numero attuale di vitaminevaganti.com e festeggiamo insieme il compimento della prima decina di questa rivista che speriamo stia facendo “esplodere le menti” e sia capace di dare “nuove energie intellettuali” a chi legge mantenendosi sempre all’altezza di quel “taglio anticonformista, paritario, scevro di pregiudizi e aperto a qualsiasi tipo di diversità” che costituisce lo scopo fondamentale di questa pubblicazione come detta il nostro proposito informativo a cui vi rimando! Ogni ricorrenza è anche pretesto di bilanci, osservazioni e riflessioni alle quali ci piacerebbe tanto si unisse la vostra partecipazione. Sensazioni, impressioni, ma anche eventuali mancanze di argomenti non trattati oppure il giudizio favorevole di scelte che vi abbiamo proposto. Un dialogo tra chi scrive e impagina e chi legge. Sicuramente vitaminevaganti.com ha avuto, in questo primo step dalla sua nascita, letture numerosissime e like sui social su cui, articolo per articolo, si è diffusa.

In questi dieci numeri abbiamo trattato sicuramente di donne: festeggiando nuove strade, o piazze o parchi o targhe intitolate in Italia, da Torino a Palermo, dal Veneto alla Toscana alle Marche, a chi di loro ha dato prestigio all’umanità e al nostro Paese.  Abbiamo scritto di piccole donne e di piccoli uomini coraggiosi, come Greta e Rami (ma come non ci dimentichiamo di aggiungere i tanti ragazzini e le tante ragazzine che hanno partecipato al concorso di Topomastica femminile: Sulle vie della parità), sperando insieme che le nuove generazioni credano che un mondo migliore si possa costruire e che non cedano all’indifferenza e alla violenza distruttiva. Abbiamo parlato di fatti legati alla cronaca, ma che hanno aperto e aprono un dibattito importante nella vita interna nazionale. Come è stato per il Congresso delle famiglie che si è svolto a Verona ad aprile da cui sono emersi tentativi di riportare indietro non solo la legislazione italiana, con il richiamo, ad esempio a mettere in discussione e ritoccare la legge 194, ma anche a influenzare le coscienze su un’etica riguardante il ruolo della donna e la concezione non più univoca della famiglia e del comportamento del genitore/genitrice, o di entrambi, verso i figli e le figlie.

Abbiamo festeggiato i libri e la lettura, necessaria e adatta a qualsiasi età, persino dalla nascita con i libri in plastica o in cartone dedicati ai piccolissimi, raccontando della Fiera del libro per ragazzi di Bologna, tra le più importanti nel settore, e del Salone del Libro di Torino che anche quest’anno ha fatto parlare di sé (come ha sottolineato la sindaca Appendino) scegliendo di schierarsi e di scegliere di non parteggiare non contro un editore o un libro (quello del ministro degli Interni e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini), ma contro una pubblica espressione di fastidio verso l’antifascismo sul quale è basata prima di tutto la nostra Costituzione.  Abbiamo celebrato la Pasqua di tutti: dei cristiani, degli ortodossi e degli ebrei, che è “caduta” per i figli e le figlie di Abramo nello stesso periodo, con le sue tradizioni, i suoi dolci, i suoi gioielli preziosi regalati all’arte dalle mani di Karl Gustavovic Fabergé.  Abbiamo con dolore raccontato delle fiamme che hanno distrutto tanta parte di Notre-Dame di Parigi, un monumento che appartiene all’umanità intera per i suoi molteplici valori: religiosi, artistici, letterari e personali di chi di noi è stata o stato nella capitale francese e si è messa o messo in posa per una foto ricordo davanti a uno dei più sentiti simboli dell’Europa, tracciando un segno di unione e una speranza in questo periodo preelettorale così discusso. Ma insieme al dispiacere per le mura e la guglia capitolata a terra della Nostra Signora parigina abbiamo festeggiato insieme con gioia e convinzione, nonostante alcune assenze costituzionali, il 25 aprile e il 1° maggio, per la difesa della libertà e del lavoro. E poi abbiamo dato da questa rivista gli auguri sentiti alla maternità non solo alle madri, ma a tutte le donne che sanno dare maternità con il loro corpo (uniche) e con le loro idee, attraverso la loro capacità di essere “tutte regitore (termine emiliano rivolto a una donna che sa essere versatile nel gestire la propria occupazione e interessi ndr), di saper frazionare il tempo e viaggiare in esso riuscendo così a superare la situazione degli interni in cui la donna è stata per secoli confinata”, come magistralmente ha scritto ultimamente Piera Degli Esposti, artista da sempre dalla parte delle donne e della fantasia! Abbiamo festeggiato le mamme sofferenti delle piazze argentine e di Istanbul, e Felicita, la madre-coraggio di Peppino Impastato, alla quale hanno da poco distrutto la targa che ne indicava a Palermo la strada a lei nominata. Abbiamo dato gli auguri a tutte le donne che non si vergognano di mostrare il seno in pubblico per allattare il loro piccolo o delle tante che sanno celebrare la loro “dimensione generativa e non solo riproduttiva”.

Abbiamo ricordato e ci siamo soffermate e soffermati insieme su tutte queste cose e su tante altre ancora, per arrivare oggi al numero dieci.

Anche qui ricorrenze e richiami a donne e avvenimenti importanti ce ne sono. Prima fra tutte la commemorazione dell’Attentatuni, il terribile attentato che il 23 maggio di ventisette anni fa fece saltare in aria un intero tratto dell’autostrada A26, a pochi chilometri da Palermo, per uccidere il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della sua scorta, preannunciandone un altro di attentato: quello che avrebbe ucciso, a meno di sessanta giorni di distanza, di fronte alla casa dell’anziana madre, l’amico e collega Paolo Borsellino. Poi rammentiamo un altro caso giudiziario, un altro colpo, ma ancora tristemente insoluto, alla storia oscura dell’Italia: il delitto di Ilaria Alpi che qui ricordiamo, in tutta la sua non definizione.

Commemoriamo anche don Gallo nell’anniversario della sua morte (il 22 maggio) che ha lasciato non solo Genova, ma si può dire l’umanità intera, orfana di un alleato, di un uomo sempre incondizionatamente dalla parte dei più deboli. La scorsa settimana, dopo nove puntate è terminata la serie di articoli dedicati a Fabrizio De André, il grande amico di don Andrea Gallo e cantautore legato alla città comune a entrambi, terra che li ha accolti e li ha amati incondizionatamente. Oggi inizia un’altra serie dedicata a un altro cantautore, questa volta del sud, della Puglia: Caparezza il cui nome d’arte in dialetto vuole dire testa riccia, davvero posseduta dal personaggio in questione. Caparezza è un autore caustico, che ha cambiato totalmente pelle dai suoi esordi, anche lui sicuramente convinto che le canzoni e la musica devono aiutare a modificare il mondo in cui viviamo.

Per trasformare il mondo bisogna porre la nostra attenzione su ciò che abbiamo iniziato a danneggiare. Leggeremo un interessante articolo sulle api la cui scomparsa progressiva ci mette in guardia sullo stato del pianeta. E la pasta, così essenziale per la tavola italiana, deve essere scelta con attenzione e qui leggendo impareremo a farlo.

Le donne raccontate non potevano non esserci. Cominciando da Emma Perodi, la aretina famosa autrice delle Novelle della nonna, giornalista attenta, morta a Palermo un secolo fa. Proprio a Palermo lunedì prossimo (il 20 maggio dalle h.9,00) le sarà dedicato un convegno,  (organizzato con la collaborazione di Toponomastica femminile) all’Archivio storico comunale di via Maqueda 157, per analizzare la sua opera insieme a studiosi e intellettuali di università italiane e straniere che evidenzieranno la visione multiculturale della scrittrice avanguardia per i suoi tempi e si celebrerà un gemellaggio tra i Parchi letterari: di Palermo e del Casentino, intitolato appunto alla Perodi.

Poi ancora figure belle di donne con Teresa Noce e Paola Masino, grande scrittrice ingiustamente poco ricordata, invece figura di grande spessore e amica delle più illustri menti femminili a lei contemporanea, da Matilde Serao a Maria Ortese a Natalia Ginzburg. E come non leggere con interesse le vicende di Adelaide Bernardini, compagna di vita di Capuana, oscurata un po’ dalla figura del marito, che suscitò l’ira di Pirandello per il manoscritto verghiano de I Malavoglia messo all’asta dalla scrittrice siciliana. Buona lettura, dunque, ancora per tanti di questi numeri di vitaminevaganti.com, a tutte e a tutti!

 

Editoriale di Giusi Sammartino

aFQ14hduLaureata in Lingua e letteratura russa, ha insegnato nei licei romani. Collabora con Synergasia onlus, per interpretariato e mediazione linguistica. Come giornalista ha scritto su La Repubblica e su Il Messaggero. Ha scritto L’interpretazione del dolore. Storie di rifugiati e di interpretiSiamo qui. Storie e successi di donne migranti e curato il numero monografico di “Affari Sociali Internazionali” su I nuovi scenari socio-linguistici in Italia.

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