Le circensi

Il 18 giugno si celebra la Giornata mondiale della giocoleria, ma da tempo non è più soltanto il circo a offrirne lo spettacolo: nelle nostre città artiste e artisti di strada spezzano la noia dei semafori e lo stress del traffico con un minuto di acrobazie. Lanciano in aria palle colorate, bastoni, clave, e con rapidità e prontezza le raccolgono; roteano lingue di fuoco, passeggiano sui trampoli o si esibiscono su rulli e monocicli in equilibrismi che durano una manciata di secondi. Eppure non hanno l’aria di aver fretta quando salutano con una lenta riverenza, togliendosi il cappello con quel gesto ampio e rasserenante.
Non pretendono, non invadono, sono lì a strapparci un sorriso con la loro gioiosa destrezza, a regalarci un antidoto “contro il logorio della vita moderna”.

Sono giovani, spesso con una laurea in mano e tanta voglia di non lasciarsi sopraffare dalla paura del futuro: girano per il mondo come fossero in tournée, trasformando gli incroci in palcoscenici.
Sembrano far parte di un universo parallelo che non si lascia ingabbiare in categorie e schemi: accogliente, riflessivo, gioviale, rispettoso, ma anche hippy, trasgressivo, audace, ironico.

Foto 1. Andrea Zennaro.jpg
Foto di Andrea Zennaro

La giocoleria è arte, è sport, è filosofia, è meditazione…
Un’arte antica, con una presenza femminile forte e una diffusione capillare: dalla civiltà etrusca a quella faraonica, dalla Grecia all’India e alla Cina, dalla Polinesia al Messico azteco. Cadde in disgrazia quando i clerici redattori delle cronache medioevali la dipinsero come pratica di stregoneria e manifestazione di bassa morale, ma riuscì a sopravvivere integrandosi nel circo.

FOTO2.bianco-nero.jpg
Foto di Andrea Zennaro

Nato ai tempi dell’antica Roma per mostrare spettacoli di cavalli e corse di bighe, il circo è cambiato nel corso dei decenni. La sua incarnazione più recente ha eliminato il tendone e gli animali e ha trovato spazio anche all’interno dei teatri, grazie soprattutto al successo del Cirque du Soleil in Francia. Ma il circo, di strada ne ha fatto davvero tanta e, dal tempo in cui le troupe di saltimbanchi di città in città mostravano delle creature bizzarre, sorelle siamesi o donne barbute e maghi assortiti e bambine contorsioniste, si è arrivati a trovare nel circo e in specie nelle donne una straordinaria fusione di abilità fisica, grazia e bellezza.
Tante ormai le artiste internazionali di circo contemporaneo impegnate in discipline differenti, dalle evoluzioni aeree all’equilibrismo, dal verticalismo all’acrobatica al palo cinese e a terra.
In questo senso “il circo è donna”, cioè intende riportare al centro della scena le donne che nel circo hanno sempre avuto un ruolo da protagoniste, sia in scena sia dietro le quinte.
Mentre la maggior parte delle donne alla fine della seconda guerra mondiale stava a casa, tra i nuovi elettrodomestici, c’erano altre ragazze che vivevano una vita completamente diversa. Sono le ragazze del circo, libere e bellissime.
Nell’archivio di una delle più grandi riviste fotografiche, Life, la fotografa Nina Leen ha realizzato un eccezionale reportage sulle donne circensi degli anni ’50, dalle acrobate alle domatrici di animali, dalle trapeziste, alle giocoliere.
Abilità, talento, emancipazione, ma anche sacrificio. La doppia faccia delle donne circensi è proprio questa. Sono fuori dai canoni convenzionali, sono artiste orgogliose che mostrano il proprio corpo senza vergogna in un’epoca storica in cui rivoluzioni e femminismo erano ancora lontani, pronte a ogni sacrificio.
Vi sono state donne performer che già dalla fine dell’8oo hanno arricchito il mondo dell’arte circense. Maria Spelterini, ad esempio, nata a Berlino ma originaria di Livorno, fu la prima funambola ad attraversare le cascate del Niagara, nel luglio del 1876. Aveva appena ventitré anni. Ripeté il numero tante e tante volte, sempre con nuove difficoltà: un secchio d’acqua al piede, una benda sugli occhi, danzando, camminando all’indietro…
Tanti i nomi da ricordare.
Zazel, alias Rosa Richter (1810-1891), prima donna della storia lanciata da un cannone a molla al Royal Aquarium di Londra. Annie Oakley (1860-1926), tiratrice infallibile che spara e centra la sigaretta in bocca al marito. Partecipa allo spettacolo “Buffalo Bill Wild West” diventando una star, invitata da tutti i reali del mondo. Maud Wagner (1877-1961), acrobata e contorsionista statunitense, grande tatuatrice e tatuata. Katie Sandwina (1884-1952), australiana, prima donna forzuta al mondo. Stabilì il record a New York, alzando 300 pounds sopra la testa con una sola mano. Antoinette Concello (1910-1984), canadese, la più grande donna volante al mondo.
Carovane di tir, roulotte, camper, camion sempre in viaggio. Zingaresco, libero, errante. È un mondo magnetico dove regna la magia dell’arte. Spettacolo e vita, professionismo e dilettantismo. Una comunità chiusa con intrecci familiari molto forti (l’80% di circensi sposa circensi), con dentro il grande fuoco dello spettacolo e della vita itinerante. Il circo per una circense è casa, famiglia, vita.

FOTO 1.nina-leen-two-small-children-watching-circus-performer-practicing-on-tightrope-her-legs-only-visible_a-G-4919942-4990800
Nina Leen, Watching circus […], particolare

In Italia i circhi sono circa 300, quasi diecimila persone, tra artiste, artisti e personale tutto, che ruotano attorno a questo universo. Dopo aver toccato l’apice del successo nei decenni scorsi, sembrava avviarsi sul viale del tramonto, quando ecco invece nascere negli ultimi anni diverse scuole di circo che formano giovani aspiranti circensi provenienti da famiglie «ferme».
È il caso di Camilla Peluso, ginnasta che ha «scoperto» il circo per caso, una trentina d’anni fa. Entrata nel mondo dello spettacolo itinerante con uno spirito nuovo, quello di portare il circo al di fuori del circo, ha fondato la «Piccola scuola di circo di Milano», dove insegna a bambine, bambini e adolescenti un modo diverso di pensare e sperimentare le arti circensi.
Non importa come lo chiami, il circo deve farti sognare, e oggi attinge, grazie soprattutto alle donne, anche dal teatro, dalla danza e dal musical.
A dare vitalità al circo oggi come ieri ci sono le donne, sia che ci lavorano da protagoniste, sia che si esibiscano come artiste, sia che restino dietro le quinte per far funzionare la grande macchina dello spettacolo. Parliamo di icone del mondo circense come Moira Orfei (in foto) e Loredana Nones, ma anche di clown leggendarie come Gardi Hutter, del Cirque du Soleil, e di giovani trapeziste e acrobate. Molte di loro sono diventate protagoniste di romanzi. Come Sophie Fevvers nel romanzo di Angela Carter, degli anni ’80, una ragazza londinese “dotata di ali”, che ha attraversato il continente eurasiatico lavorando come trapezista.
Moira, cavallerizza a sei anni, trapezista e acrobata, domatrice di elefanti e di colombe, infaticabile nel mondo del circo, ne ha segnato la storia, insieme a un pezzo di storia di Cinema e TV: cinquanta film al suo attivo, lavorando con Fellini, Germi, Mastroianni, Gassman, Manfredi. Non ha mai abbandonato il circo e la sua preziosa roulotte: eccentrica, inconfondibile, scrupolosa nel lavoro, è il simbolo del Circo Italiano. Una zingara di successo si definì lei stessa. È morta a Brescia nel 2015, a ottantaquattro anni.

Foto 4. Moira Orfei bianco-nero.jpg
Moira Orfei

Non rimpiangono nulla le circensi.
Quando scegli il circo non scegli un lavoro, scegli una vita. E ci sei dentro per sempre. Quando il circo ce l’hai nel cuore non lo lasci più. Qui si vive di poco: l’unica ambizione, costante e inarrestabile, è garantire divertimento al pubblico, un momento magico di fantasia ed emozione.

Articolo di Giulia Basile

62239253_365918477239533_7698025560005410816_n.jpgFondatrice della Sezione Comunale Avis di Noci (Bari) ed ex sindaca dello stesso Comune, si dedica con tenacia, da sempre, al difficile compito della formazione. Convinta attivista sociale, collabora con molte associazioni territoriali e nazionali. La creatività espressa in molte sue pubblicazioni di poesia e prosa e la cura nel trasmettere l’amore per la cultura sono il fiore all’occhiello del suo percorso.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...