Le notti magiche della nazionale italiana

Dopo l’epilogo del campionato nazionale femminile terminato con la vittoria delle ragazze della Juventus unite nei festeggiamenti insieme ai pluriscudettati colleghi maschi, scatta il momento della nazionale italiana che debutta ai mondiali di calcio in Francia come meglio non poteva, battendo all’ultimo respiro 2:1 l’Australia, una delle squadre pretendenti alla vittoria finale.

Proprio un anno fa le azzurre della ct Milena Bertolini festeggiavano, dopo il tris rifilato alle portoghesi a Firenze, il ritorno della nazionale nella fase finale dei mondiali dopo venti anni di digiuno, segnando il primo passo di una stagione che verrà ricordata come “l’anno zero” della rinascita, sportiva e mediatica, di un movimento troppo spesso discriminato, snobbato e boicottato di uno sport, il calcio, storicamente considerato solo ed esclusivamente “per maschi”.

Partita combattuta e vivace allo stadio Hainaut di Valenciennes, con le azzurre che partono bene e che si vedono subito annullare un gol per fuorigioco millimetrico di Barbara Bonansea (pomeriggio da favola per lei). Al 20’ un fallo della capitana Sara Gama viene punito con un calcio di rigore che Laura Giuliani riesce a neutralizzare ma che non può nulla sulla ribattuta in rete dell’australiana Samantha Kerr, una delle giocatrici più attese del torneo.
Le nostre ragazze accusano il colpo ma riescono a trovare subito la forza di reagire centrando il pari ad inizio ripresa, con la Bonansea che approfitta di un errore di un’avversaria, si invola in area e fredda Lydia Williams. Le australiane reagiscono e si vedono annullare un gol per fuorigioco, così come ne viene annullato un altro a Daniela Sabatino poco dopo. Quando il pareggio sembra ormai scritto, un colpo di testa in mischia al 95’, ancora della Bonansea, regala una meritata vittoria alle azzurre che si ritrovano in testa al proprio girone in attesa della sfida tra il Brasile e la Giamaica.

“Ho complicato un po’ le cose con il rigore provocato, eravamo un po’ ovattate, sentivamo la pressione, ma nell’intervallo ci siamo sbloccate” così la capitana Sara Gama commenta a caldo la vittoria dell’Italia.
Una capitana e un simbolo non solo in campo, Gama, che ha rivendicato con orgoglio, in occasione delle celebrazioni al Quirinale per i 120 della FIGC lo scorso ottobre, la qualificazione ai mondiali. Sara Gama ha denunciato la fatica di decollare, in questi 120 anni, per il movimento femminile e vedersi riconosciuta la propria dignità e, nelle sue recenti interviste, non ha mai mancato di sottolineare le differenze tra il calcio nostrano – dove le donne non sono riconosciute come professioniste, non hanno contributi validi ai fini pensionistici, non hanno diritto alle ferie, alla malattia o alla maternità – e la situazione all’estero, di cui lei stessa ha avuto modo di rendersi contro nell’esperienza dal 2013 al 2015 al Paris Saint-Germain, in un calcio femminile francese che riconosce le proprie atlete come professioniste a tutti gli effetti con i relativi benefici conseguenti. Un ulteriore motivo d’orgoglio per la calciatrice è una speciale Barbie creata dalla Mattel in occasione dell’ultima Giornata Internazionale della Donn nella collezione delle diciassette personalità femminili che hanno contribuito ad ispirare le nuove generazioni.

Ma la battaglia contro i pregiudizi purtroppo è ancora lunga. Lo sa bene l’arbitra Giulia Nicastro, che lo scorso 22 maggio in occasione di una partita dei Giovanissimi maschili a Venezia, dopo essere stata bersagliata da insulti sessisti provenienti dai genitori dei ragazzi presenti sugli spalti, si è vista fronteggiata da un ragazzo quattordicenne che si è tolto i pantaloncini davanti a lei invitandola ad espellerlo oppure a fare sesso con lui. O come l’altra arbitra che a Lodi, dopo una partita di calcio under 15, si è vista filmare mentre si cambiava negli spogliatoi.

Le battaglie per la parità di genere nel calcio non sono certo finite e tutti noi amanti di questo sport, donne e uomini, dobbiamo sostenere il movimento femminile e la nazionale italiana, visibile su Sky e sulla Rai che si sono assicurate la trasmissione in diretta dell’evento, tifando per le azzurre che dopo cinque anni ci hanno riportato a rivivere le “notti magiche” mondiali dopo la delusione dei colleghi maschi vissuta lo scorso anno.

Articolo di Antonio Lupoli

Nb5PZjt9Pugliese ma romano d’adozione, è un atipico impiegato assicurativo accanito lettore con un curioso debole per la Geografia. Appassionato da sempre di musica, soprattutto rock, non ha ancora una preferenza netta tra i Beatles e i Rolling Stones. Di musica, così come di attualità e di calcio, scrive da anni articoli online. Nel tempo libero studia il francese e tifa Juve.

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