Dottoresse al fronte. Elena Fambri, igienista e Croce al Merito di Guerra

A Elena Fambri si devono le campagne di medicina sociale degli anni Venti e Trenta del Novecento che funsero da base per la eugenetica fascista. Elena fu docente nelle scuole per Infermiere Professioniste e per Assistenti Sanitarie Visitatrici e grande è stato il suo impegno per il lavoro femminile. Eppure nessuno la ricorda.

La damnatio memoriae non l’ha risparmiata. Nessuno ha raccontato della sua laurea in medicina, dell’arruolamento, della sua vita professionale. È  stato difficile reperire informazioni sulla sua vita, anche cercando tra i documenti storici originali trovati nei luoghi più disparati.

Quando si fa ricerca, senza successo, sulle vite di queste donne, è facile pensare che la mancanza di informazioni su di loro sia forse da attribuire alla loro appartenenza al partito fascista. Si nota subito, invece, che sui loro colleghi uomini è stato scritto molto. La ricerca è risultata ardua ma, scavando tra archivi universitari e comunali alla ricerca di informazioni su luogo e data di nascita di queste donne, è stato possibile ricostruire la loro biografia. Così, dagli Archivi dell’Università di Padova si possono finalmente leggere alcune note biografiche sulla Dottoressa Elena Fambri, Tenente Medico della Croce Rossa Italiana: «Elena Fambri, figlia del fu Paolo (o Paulo) e di Rita Levi, nata a Venezia l’8 luglio 1886, dopo gli studi al liceo “Marco Foscarini” di Venezia, si iscrisse alla Facoltà di medicina e chirurgia di questa Università (Padova) nell’anno accademico 1905-1906 (matricola 148/1), e il 25 novembre 1909 ebbe il congedo per l’Università di Roma (oggi Sapienza Università di Roma).

Voti altissimi per la nostra studentessa, tutti 30 tranne un paio di 28».

Dagli Archivi dell’Università di Roma apprendiamo che «il 28/11/1909 si iscrive, con matricola n. 5828, al 5° anno del corso di laurea di Medicina e chirurgia presso l’Università degli Studi La Sapienza, proveniente dalla Regia Università di Padova dove depositò il diploma di licenza. Il 24/07/1912 si laurea in Medicina e chirurgia discutendo le tesi:

“Trattamento dell’iperacidità gastrica”, interrogata dal Prof. Lo Monaco;

“Trattamento chirurgico delle crisi gastriche”, interrogata dal Prof. Alessandri.

Viene approvata Dottore in Medicina e Chirurgia con voti 100/100».

Dal sito “Scienza a due voci” si apprende inoltre che nel 1915 è stata assistente presso la Clinica psichiatrica dell’Università di Modena, diretta dal Prof. Arturo Donaggio.

 

La notizia del suo servizio in zona di guerra si trova in un articolo pubblicato da Filomena Corvini che la cita come «figlia del più noto Paolo (Paulo) Fambri, parlamentare e scrittore, ma presente e operativa al fronte». Nella rivista “Il Policlinico” si legge che «Elena Fambri di Venezia (che) fu tenente medico a Gradisca nell’ospedale da Campo n. 235 e (che) volle rimanere al suo posto fino a che l’ultimo ferito fu messo in salvo. Le è stata conferita la Croce al Merito di Guerra».

Un’altra testimonianza presente nel Bollettino delle Nomine, pubblicato il 15 febbraio 1922, cita la «Signorina Fambri Elena di Paulo» quale «tenente medico assimilato nell’ospedale da campo 235». Bisogna ricordare che gli ospedali da campo erano schierati in zona di guerra. L’ospedale 235, che si componeva di 200 posti letto oltre a quanto necessario per il funzionamento, era gestito dalla sesta compagnia di Sanità di Bologna. Dal 1915 fu posizionato a Torre Zuino fino al giugno 1916, poi a Mogliano Veneto per pochi mesi, e a Gradisca fino all’ottobre 1917. Infine a Treviso e a Caltana per tutto il 1918. Da questo si può supporre che Elena, nel 1917, fu attiva sul fronte a Gradisca.

Nel 1922 venne fondato l’Ipas (Istituto per l’igiene, previdenza e assistenza sociale), di cui troviamo interessanti notizie anche nell’articolo “Per il miglioramento della stirpe. Note sulla propaganda igienico-sanitaria durante il fascismo” di Giuseppe Fidotta.

Questo Istituto fu fondato dal medico Ettore Levi (1880-1932), poi espulso in quanto ebreo e morto suicida, con il quale Elena Fambri collaborò. Dopo l’allontanamento del collega, Elena Fambri scrisse una serie di lettere a Rachele Mussolini per perorare la causa del collega (o dell’Istituto?). Queste lettere furono recapitate a Mussolini e l’Istituto fu così salvo e poté continuare la sua attività sulla prevenzione delle malattie, prima fra tutte la tubercolosi. Proprio la Dottoressa Fambri, infatti, sostenne la formazione delle Assistenti Sanitarie Visitatrici, figure professionali mutuate dagli Stati Uniti. Costoro seguivano i malati di tubercolosi e le loro famiglie ed erano molto attive a livello di prevenzione effettuando verifiche presso le abitazioni e i luoghi di lavoro per combattere la creazione di condizioni favorevoli alla diffusione della malattia.

Per ironia della sorte, l’attività di propaganda dell’igiene condotta dall’Istituto fu volta allo scopo della difesa della stirpe. Assunse l’amministrazione del Centro ospedaliero la Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali che, nel 1933, prese il nome di Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale.

Il suo compito istituzionale era descritto come «propaganda, consultazione, coordinamento e studio sulle cause degli evitabili danni sociali, sui danni morali e soprattutto economici agli individui e alla comunità».

L’Istituto produsse una ricca serie di filmati e cartelloni pubblicitari il cui contenuto aveva come scopo la divulgazione dell’igiene. In questo periodo Elena Fambri produsse una grande letteratura sul tema dell’igiene, creando anche testi per maestri elementari. Una citazione del 1926 rivela la passione della Dottoressa per il suo lavoro ed è proprio con le sue parole che è bello ricordarla: «Se in igiene la propaganda è scienza per il suo contenuto, essa è e deve rimanere ad ogni costo arte per le infinite forme di cui deve sapersi vestire».

 

Tra le opere di Elena Fambri si ricordano:

L’ alcolismo, Elena Fambri, E. Sormani, Milano 1938

La criminalità, Elena Fambri, E. Sormani, Milano 1938

La propaganda, Elena Fambri, Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali, Roma 1930

La protezione della donna lavoratrice in Russia, Elena Fambri, Tipografia Pallotta, Roma 1934

Abitazione, Elena Fambri, E. Sormani, Milano 1938

La casa del povero: problema mondiale, Elena Fambri, Tipografia Pallotta, Roma 1933

La casa e il problema demografico, Elena Fambri, [Roma: s.n., 1939?]

 

Articolo di Elena Branca

S72cBoQe.jpegSocia della Società Italiana di storia della Medicina e dell’A.N.S.M.I. Piemonte e Valle d’Aosta, è cultrice di storia della Croce Rossa e della Medicina (con particolare riferimento al ruolo della donna). Si occupa inoltre di rievocazione storica con il Gruppo Storico A.N.S.M.I. Piemonte, 12th Durham Light Infantry Italian Reenacting Group, The Gordon Hilanders 1914 18 Italian branch.

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