“Io sono Chiara”. Il teatro a scuola contro gli stereotipi

Alla VI edizione del Concorso “Le vie della parità”, organizzato dall’associazione Toponomastica femminile, è stato premiato un progetto curato dalla pedagogista Myriam Perseo e dall’insegnate Maria Pilosu realizzato presso la scuola dell’infanzia di via Monte Spada a Quartucciu, in provincia di Cagliari.

Tramite il loro lavoro, Maria e Myriam hanno messo in luce l’obiettivo principale del macro-progetto WoWoman che ha come obiettivo “il riconoscimento e la valorizzazione delle pari opportunità, attraverso il contrasto ai pregiudizi e agli stereotipi legati ai ruoli maschili e femminili e la valorizzazione delle diversità in tutti i contesti”.

I percorsi di riflessione hanno coinvolto alunne e alunni, insegnanti e famiglie attraverso seminari di educazione alla lettura, cineforum e teatro. Una delle attività principali del progetto didattico è stata un seminario condotto da una psicologa e psicoterapeuta che ha interessato scuola e famiglie in un percorso di educazione contro gli stereotipi di genere. Parallelamente è stato attivato con la Biblioteca della Provincia un servizio di prestito delle numerose pubblicazioni a supporto delle tematiche trattate in sede di seminari scolastici.

All’interno di modelli didattici alternativi nel segmento educativo dell’infanzia, Maria e Myriam hanno scelto di far conoscere alcune protagoniste femminili di rilievo e attive sul territorio della Sardegna. Tra queste c’è Chiara Vigo, tessitrice del “bisso di mare”, che è stata ospite a scuola per narrare l’antica arte che si tramanda da ventotto generazioni fra le donne della sue famiglia.  Il bisso è prodotto dalla Pinna Nobilis, un mollusco che si trova nelle profondità del Mediterraneo. Chiara racconta le sue immersioni nel mare di S. Antioco, a 13 metri di profondità, in apnea per raccogliere la cosiddetta “seta del mare”. Dopo un lungo procedimento ne ottiene un filo dorato con il quale tesse i suoi preziosi tessuti.

A scuola Chiara ha mostrato ai bambini e alle bambine l’antica opera di tessitura. Si è creata un’atmosfera incantata, con momenti di grande coinvolgimento emotivo e di commozione, in cui, al tessere la trama con il bisso si è sovrapposto un tessere legami fra le persone presenti. Gli alunni e le alunne hanno dialogato con Chiara e hanno creato un racconto intorno alla sua figura immaginandola dapprima bambina e poi adulta, come donna coraggiosa “nel portare avanti la sua scelta di vita”.

Teatro come linguaggio pedagogico. Le insegnanti sono state anche registe: una volta raccolte le idee, i pensieri e le parole di tutti i bambini e le bambine, hanno dato corpo a una storia cooperativa dal titolo “Io sono Chiara”, raccontata tramite il teatro delle ombre. Si è trattato di un teatro essenziale, il cui scopo è stato quello di valorizzare il corpo e i suoi linguaggi.  Liberare i corpi per renderli parte fondante del processo di apprendimento ha richiesto un’attenzione e una cura pedagogica nei confronti dell’ambiente: si è dovuto creare uno spazio accogliente in cui potersi sentire sereni.

QUARTUCCIU copia. Quattro scene del lavoro
Il teatro delle ombre

Prima di realizzare il corto, alunne e alunni hanno potuto scoprire il teatro delle ombre lasciandosi andare a sperimentazioni creative. Il teatro delle ombre ha infatti il valore di permettere a tutti di esprimere se stessi senza inibizioni, timori o paure: è un’arte povera ma di grande impatto emotivo ed espressivo. Alunne e alunni hanno realizzato la scenografia e i personaggi con il cartone nero e da questo lavoro è nato il cortometraggio Io sono Chiara, girato spontaneamente in una settimana. La collaborazione di tutti ha dimostrato il grande coinvolgimento emotivo nella narrazione: sono stati gli stessi bambini e bambine a ideare i dialoghi, lo sfondo, i rumori e i suoni di sottofondo.

Conclusioni. Le testimonianze delle insegnanti

“I bambini hanno colto pienamente anche il messaggio di Chiara: tutti dovrebbero impegnarsi per rispettare la terra, l’aria, l’acqua, la natura e la sua bellezza, l’arte, andando oltre lo sguardo, oltre ciò che appare”.

“Il corpo è divenuto luogo di apprendimento, spazio dell’emozionalità, degli affetti, delle aspettative, dei sentimenti che attraverso i sensi regala nuovo senso all’esperienza scolastica”.

“L’esperienza e la realizzazione del corto hanno permesso di offrire un contributo alla costruzione del futuro cittadino che possa uscire dall’indifferenza per prendersi cura dell’altro, dell’ambiente, del mare con agire donativo, gratuità. Chiara Vigo ha donato se stessa, la sua sapienza, la sua maestria ai bambini e alla comunità e insegna che ognuno deve poter esprimere liberamente e con coraggio, proprio come lei, la parte migliore di sé: «Io sono questa e non posso essere un’altra cosa», chi va da lei lascia fuori dalla porta i preconcetti”.

https://youtu.be/Zyd9bilszMA (link al corto)

https://abbracciamiunastoria.wordpress.com/ (link del blog della scuola dell’infanzia)

Articolo di Agnese Onnis

3x6tMxbqLaureata in Pedagogia e abilitata all’insegnamento nella scuola primaria e  secondaria, ha insegnato nel primo ciclo della scuola fino al 2011. In qualità di docente e pedagogista è stata membro di Commissioni e Dipartimenti disciplinari d’Istituto per la progettazione curricolare e integrata, Funzione strumentale Commissione di Valutazione d’Istituto, Didattica della Lingua italiana e di Intercultura.

 

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