Editoriale. Un’estate bollente finisce. A chi ci consegnerà?

Habemus Papam. La fumata nera sembra dileguarsi e la bianca pare annunciare una buona novella. Ma ancora c’è da aspettare. Dunque andiamo a cominciare….

Il mese di Augusto, autocelebrazione dell’imperatore romano, è arrivato anche quest’anno al suo termine e con il mese finisce anche il periodo feriale, a parte, purtroppo ancora rari esempi di partenze intelligenti, fuori dai periodi di massa, un tempo caldamente raccomandate ma di fatto mai universalmente adottate in modo da evitare eterne code autostradali, sovraffollamenti nei luoghi deputati con ristoranti, spiagge, negozi e persino sentieri di montagna pienissimi proprio come in città, nei posti dove si abita, si lavora, si studia nel resto dell’anno.

Tutto ciò che, insomma, a pensarci bene, rappresenta essere il perfetto contrario del concetto di relax, dello stacco netto dallo stress quotidiano. Il fatto però è che a settembre, giorno più o giorno meno secondo i diversi calendari regionali, iniziano di nuovo le scuole e, anche se non si è insegnanti o personale ausiliario, spesso si è madri e padri di ragazze e ragazzi di ogni età che sui banchi di scuola e nelle università sono richiamate/i a studiare. Quindi una valida giustificazione che annulla la volontà, là dove ci può essere, di partire con intelligenza.

Questo agosto è andato al suo termine e meteorologicamente non ci ha confermato, con le sue temperature roventi, il detto popolare che lo vuole “capo d’inverno”. Rovente lo è stato anche per i tanti motivi che qui abbiamo esaminato a lungo nelle settimane passate. Tutto sembra risolversi, ma a ben guardare è ancora appeso al filo dei confronti e delle incertezze.

Con la fine del mese terminano, una mera coincidenza, anche gli appuntamenti con il nostro Abbecedario, che ci ha accompagnato per venticinque settimane, dalla A alla Z, passando per tutte le ventuno lettere dell’alfabeto italiano e aggiungendone le altre cinque comprese nello script latino base delle lettere di molte delle lingue indoeuropee. In compagnia degli scritti della professoressa Graziella Priulla, insieme ai bei disegni di Marika Banci, nati dal compimento di un esame all’università di Parigi nella sua esperienza di giovane Erasmus, abbiamo riflettuto, lettera dopo lettera, sugli innumerevoli stereotipi di genere, sui numerosissimi preconcetti che dividono il mondo e che fanno volgere uno sguardo diverso a seconda se il concetto riguarda una donna o un uomo. La professoressa Priulla ci ha fatto riflettere sulla lingua (gli –ina –uccia dedicati alla donna confrontati ai maggiorativi positivi con cui ci rivolgiamo all’uomo), ci ha portato a viaggiare sui mille modi di dire che relegano la donna in un piano inferiore rispetto all’uomo dal quale, secondo la visione comune, lei debba sempre imparare, stare nella subordinata posizione dell’ascolto. “Chi dice donna dice danno”, “Donna al volante pericolo costante”, fino all’adagio operistico “La donna è mobile, qual piuma al vento” che pone in subordinazione la metà del cielo, non l’altra metà come dal poco felice motto coniato di Mao che, sinceramente, secondo noi, implica anche in questo caso, una prima parte dominante.

Dalla A di Altezza per cui le donne non devono mai, anche fisicamente, superare la statura dell’uomo, il partner in particolare, alla Z del nome di Zenobia, la seconda moglie di Settimio Odenato, re di Palmira (la bellissima città della Siria oggi distrutta dalla pazzia e dall’odio di un fondamentalismo religioso) la quale, lo leggerete proprio in questa ultima puntata, ha saputo concretizzare il connubio tra donna e potere, di solito presente solo per l’uomo. Ma nell’Abbecedario non è protagonista solo la donna. Per esempio alla lettera D come Danza si analizza l’eterno preconcetto che questa disciplina artistica sia preclusa ai ragazzi. Vi ricordate il famoso film? E comunque è anche per tanti versi la storia vera del grande Rudol’f Nureev. Così sicuramente è messo alla berlina il ragazzino che viene visto giocare con le bambole. Ma chiaramente di fondo il discorso è sempre lo stesso, il punto focale sta nel concetto, non paritario, di concepire la donna come portatrice di delicatezza, accondiscendenza, non intraprendenza, qualitativamente non importante.

Ma iniziamo a viaggiare in compagnia degli articoli presenti in questo numero. E cominciamo dall’improvvisa voglia di decoro che sembra improvvisamente ossessionare coloro che sono addetti al governo delle città (ma non solo). Se ne parlerà lungamente in un articolo, primo di più puntate sull’argomento, per approfondire e sviscerare ciò che forse nasconde non pochi lati oscuri o almeno non così chiari come sembra.

Si parlerà poi della lingua e del linguaggio. Qui una sorpresa, almeno per i più e per i non addetti ai lavori. Il fatto è questo: uno studioso di linguistica ha osservato e minuziosamente studiato le costruzioni e strutture che sono molto simili tra il latino e il sardo e ha finito per trovarsi a concludere che tra le due lingue la paternità spetterebbe proprio alla lingua sarda su quella che sarà poi parlata da Cicerone. Davvero una notizia sorprendente!

La poesia non poteva mancare. Il romantico, seppure malinconico racconto riguardante un’affascinante ragazza con la frangetta ci svela tanta parte della poesia di Eugenio Montale, un amore proibito, perché lui era già impegnato, lontano nello spazio perché lei viveva oltreoceano. Non dimentichiamo poi l’anniversario della morte del grande poeta, critico, scrittore Cesare Pavese, amico di Fernanda Pivano, che qui abbiamo appena ricordato, e che in un giorno di fine agosto si tolse la vita nella sua stanza al secondo piano dell’hotel Roma, in faccia alla stazione Porta Nuova, a Torino.

E poi l’intervista impossibile, con Marina Cvetaeva la poetessa russa tra le più grandi del XX secolo, con i suoi versi taglienti tra Majakovskij e la poesia simbolista. Amica di Pasternak e di Rilke, ci lascia una storia di vita vivace, ma sfortunata, culminata anche per lei nella scelta del suicidio.

Il coraggio lo troviamo e lo leggiamo negli articoli dedicati a tante donne audaci e colte. Tante figure femminili che danno onore all’umanità tutta. Come le madri coraggiose che si sono trovate a combattere la mafia, ognuna a modo suo. Come la scrittrice britannica Virginia Woolf sempre all’avanguardia, invitante e arricchente. O come la professoressa Elisabetta Baracchini, una fisica che “spia” la materia oscura presente corposamente nell’universo con quell’apparente contraddizione che rende la fisica una disciplina tra le più affascinanti!

E poi c’è Pippi. Sì proprio lei: Pippi calzelunghe la ragazzina protagonista di “carta” disegnata per la prima volta dalla bravissima illustratrice Ingrid Vang Nyman che ne ha sottolineato la sua essenza ribelle. La televisione poi ci ha fatto conoscere con le treccine dritte orizzontali e un fiume di lentiggini che sembrano fluire via dal suo allegro sorriso. Uscita dalla penna di Astrid Lindgren nel 1945 per non far annoiare la figlia ammalata è diventata per noi tutte, e anche per i maschi, la più rivoluzionaria delle ragazzine di ”carta” che ci hanno insegnato la vita! Buona lettura e buon mese di settembre a tutti e tutte. Che sia fertile di idee!

Come uno scritto che si rispetti per una comunicazione importante aggiungiamo che list but not to least vi invitiamo, soprattutto a chi di voi è nel mondo della scuola, a leggere il bando del concorso Sulle vie della parità, indetto da Toponomastica femminile e che quest’anno vanta anche la collaborazione del prestigioso Premio Calvino. Urgono, dunque, tante fertili idee. E che vincano le migliori! Sempre.

Articolo di Giusi Sammartino

aFQ14hduLaureata in Lingua e letteratura russa, ha insegnato nei licei romani. Collabora con Synergasia onlus, per interpretariato e mediazione linguistica. Come giornalista ha scritto su La Repubblica e su Il Messaggero. Ha scritto L’interpretazione del dolore. Storie di rifugiati e di interpreti; Siamo qui. Storie e successi di donne migranti e curato il numero monografico di “Affari Sociali Internazionali” su I nuovi scenari socio-linguistici in Italia.

 

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