Il lago cantato

Domenica 8 settembre 2019, organizzata con il supporto dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Cori e dell’ASBUC, ha avuto luogo la 27° edizione de “Il lago cantato, rassegna di oralità contadina”. La giornata si è svolta all’interno della cornice naturale del Lago di Giulianello (Cori, LT), eretto a monumento naturale nel 2007 e punto di rara bellezza nei dintorni.
La manifestazione è iniziata alle 8:30 con la pulizia del lago grazie a volontari e volontarie, giunte da più comuni del circondario, e in seguito si è svolta attraverso canti, musica, workshop e assemblea pubblica.

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Canti, perché ad accompagnare tutta la giornata vi è stata la presenza delle donne contadine del luogo, che attraverso il loro canto, portano avanti una tradizione ormai antica. Intonano La Passione, ma anche canti popolari che le accompagnavano durante il lavoro e il percorso dal paese alla campagna: donne ormai anziane ma con voci potenti e spirito forte e battagliero. Ed è proprio qui che vediamo l’intreccio con l’associazione “Toponomastica femminile” che, attraverso una mostra realizzata nell’ambito del progetto Open Cori, finanziato dalla Regione Lazio, ha avvicinato le persone presenti alla manifestazione alle vite delle contadine, così importanti per la storia del nostro Paese.

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In seguito si è svolto un workshop sulla realizzazione di cesti in salice e canne di bambù e nel tardo pomeriggio ha avuto luogo l’Assemblea Pubblica, durante la quale, è stato anche illustrato il lavoro di Toponomastica femminile. Vi è stato inoltre l’Intervento del presidente dell’Ente Lago che ha evidenziato il forte interesse della comunità a impedire la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina e Valmontone-Cisterna e tutte le azioni svolte per continuare in questo intento. Tale ente è stato fondato al fine di tutelare questo monumento naturale attraverso iniziative di vario genere. Tra le proposte vi è la realizzazione di pannelli che descrivano la storia dei luoghi e, con la presenza di QR Code, diano l’accesso diretto all’ascolto dei canti contadini, e di un percorso vita attorno al lago nel quale poter svolgere attività ginniche all’aperto.

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Infine, cosa più importante, è stata la presenza di una comunità unita, socievole e disponibile, una sorta di grande famiglia che ha accolto paesane/i e forestiere/i, nel cercare di portare avanti le tradizioni del luogo e manifestando tutto il suo interesse nella difesa di un paesaggio di immenso valore e che appartiene a tutti e a tutte, cercando di sensibilizzare sia vecchie che giovani generazioni.

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Acquarello di Silvia Dell’Orco

 

Articolo di Silvia Dell’Orco

70146511_2298086070301380_5282903778029207552_nNata a Cori nel 1993, laureata in architettura a Roma, ama viaggiare e ha vissuto in diverse città europee. Associa la sua passione per il disegno, all’architettura, alla produzione di gioielli e alla manualità artistica.

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