Mr Nobody. L’incertezza della vita

Ebbene sì, sono tornato. Dopo aver trascorso buona parte del mio tempo a riflettere su cosa il futuro mi riserverà e a chiedermi quali strade dovrò scegliere e seguire fino a che non mi si parerà davanti un altro bivio, mi sono imbattuto in un  film di Chuck Cotard che proprio di scelte parla.

Navigando su internet ci si può rendere conto che per quanto Mr. Nobody sia nel mainstream un (appunto) signor nessuno, in realtà il film ha tutte le carte in regola per essere uno dei più ambiziosi di questo nuovo millennio. Lo rivelano le quasi due ore e mezza di durata, l’argomento trattato e il cast ben assortito di attori noti, ma soprattutto gli effetti speciali di prim’ordine che farebbero impallidire qualsiasi Blockbuster dei tempi moderni e gridare quasi al miracolo, sapendo che è stato il frutto di una coproduzione franco-belga.

Durante la vita prenatale gli esseri umani conoscono già interamente il proprio futuro, solo prima della nascita un angelo dell’oblio, preposto, provvederà a cancellarlo dalla mente di ciascuno, ma Nemo Nobody, per una “dimenticanza “ del proprio angelo, sarà condannato ad avere  memoria e coscienza di come sarà la sua esistenza.

Fatta questa premessa, il film ci conduce in un universo caleidoscopico attraverso le scelte multiple del protagonista che, conoscendo gli accadimenti più importanti  della sua vita, sperimenta piste diverse e più percorsi alternativi con altrettanti  esiti. Trascinati da un luogo all’altro e da un tempo all’altro tra  momenti passati ormai da tanto tempo ed altri che dovranno ancora accadere ci accorgiamo di quanto in un film come questo, dove le scelte la fanno da padrone, siano messi in gioco temi molto profondi legati alla vita, ma anche al tempo e soprattutto all’amore, onnipresente nelle vicende dei protagonisti e in tutte le realtà  e dimensioni temporali.

Passeggeri di una nave senza rotta ci ritroviamo catturati e proiettati in un continuo altalenare fra passato,  futuro e altre realtà parallele, dentro storie che l’ultracentenario Nemo, ultimo dei mortali, tutto ricoperto di rughe dalla testa ai piedi, rivela ad un’umanità diventata ormai immortale e senza  memoria che intende servirsi dei suoi ricordi per conoscere qualcosa del proprio  passato.

Nemo Nobody (e non è un caso che il suo nome faccia riferimento al prode Ulisse) è capitano di questa nave che, a causa dei confusi ed improbabili ricordi indotti dall’ipnosi, sembra andare sempre alla deriva. Anche se costretto, dovrà continuare a ricordare perché lui è l’unico che può permettersi di raccontare le esperienze di un mondo ormai dimenticato, è l’unico che fin da bambino aveva già la piena consapevolezza dei vari destini che lo attendevano. Per quanto per certi versi e per certe situazioni noi ci potremmo in qualche modo immedesimare in quel bambino/ragazzo/uomo (quest’ultimo ruolo interpretato dal notevole attore Jared Leto) sappiamo bene che solo a lui è stata donata la capacita di conoscere in anticipo il suo destino e alle fine potremmo anche dubitare del fatto che si tratti davvero di un dono fortunato…

Per tornare al bivio, tutti hanno avuto o avranno a che fare con scelte, più o meno volontarie, che hanno prontamente cambiato o cambieranno le varie abitudini quotidiane (scuola, citta, amici, amori ecc.) nel timore che il futuro potrebbe farci ritrovare disperati a rimpiangere i “bei  vecchi tempi”.

Ma qui entra in gioco il colpo da maestro di Mr. Nobody: anche se ci accomuna l’impossibilità di sapere quale sia la vita giusta o l’esistenza perfetta, resta comunque il dono di poter scegliere il sentiero che va verso destra, quello a sinistra, o l’immobilità: quello è il momento in cui ogni cosa sarà possibile, ma solo dopo, non importa se tra pochi istanti, anni o alla fine dei nostri giorni, sapremo solo se ne sarà valsa la pena.

Di Valerio Cacciagrano 

VALERIO 400x400.jpgValerio Cacciagrano, in arte Chuck Cotard, studente dell’IIS Pertini Falcone indirizzo Tecnico turistico, è coinvolto con successo nel Laboratorio teatrale e in varie altre attività progettuali e creative della sua scuola. Nutre una “passione smodata” per il cinema e la sua storia. Dal 2018 è tra i curatori dell’ASFF As Film festival che si svolge al MAXXI di Roma.

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