Editoriale.“L’anno che verrà”

Carissime lettrici e carissimi lettori,
è tempo ancora di auguri, ma è anche tempo di bilanci, quelli che si fanno alla fine di un anno. Noi di Vitaminevaganti.com siamo alla nostra ultima uscita del 2019, l’anno che ci ha visto nascere, e prima di riconfermare i nostri auguri per un 2020 pieno di avvenimenti interessanti per tutte e tutti voi, compiamo insieme un piccolo “viaggio” nell’anno che ci lasciamo alle spalle senza chiaramente pretesa di comprenderli tutti, forse neppure tutti quelli importanti.
Questo 2019 è stato l’anno di anniversari importanti, tra personaggi e avvenimenti, spesso tragici. Abbiamo festeggiato, spesso anche nella rivista, il genio di Leonardo da Vinci, il cinquecentenario del grande Tintoretto e i settantacinque anni dalla morte di Vassilij Kandinskij, il maestro dell’astrattismo, autore anche di saggi sull’arte come l’indimenticabile Punto, linea superficie. Abbiamo spento le cento candeline, il 1 aprile, per la nascita del grande movimento artistico, di architettura e di designer, il Bauhaus di Walter Gropius, movimento a cui lo stesso Kandinskij apparteneva con altri del calibro di Van der Rohe, Frank Lloyd Wright, Gio’ Ponti (si sono ricordati i quaranta anni dalla morte).
Andando a zig-zag nel tempo ci siamo soffermati su Alda Merini, Fabrizio De André e la sua grande amica Fernanda Pivano. Abbiamo celebrato Niccolò Machiavelli insieme a Leonardo Sciascia e Samuel Beckett. Ed è stato anche l’anniversario, i duecento anni, dalla composizione dell’Infinito di Giacomo Leopardi, una poesia che sta in noi e ci fa compagnia come da sempre, amatissima, dai banchi di scuola, formatrice e alleata delle nostre pene adolescenziali e, da lì alla vita intera.
Gli avvenimenti ricordati in questo anno che volge al termine sono chiaramente belli e brutti, alcuni drammatici. E’ stato il compleanno dell’allunaggio con l’impronta del primo umano sul satellite vicino alla terra. Festeggiamenti anche per il mezzo secolo del festival di Woodstock e della prima apparizione di Topolino, o della apparizione discografica di Led Zeppelin, ma anche della morte di Brian Jones il famoso chitarrista dei Rolling Stone e del grande
creatore dei Queen, Freddie Mercury. Candeline da soffiarci su per Facebook, tra i social più usati.
Accadimenti forti e tragici sono stati celebrati durante quest’anno: dalla caduta del Muro di Berlino, il muro per eccellenza, ma certo non l’unico dei tanti, anche metaforici, esistenti e nati proprio in questa epoca di mancata elasticità o “porosità” dei confini, di messa in discussione di un’Europa unita (una Brexit che si realizzerà con l’anno a venire). E’ stato questo 2019 anche l’anno in cui si sono ricordate le stragi: di Bologna (da quello della stazione centrale a quello dell’Italicus) alla strage della banca dell’Agricoltura, a piazza Fontana, il più feroce degli altri tre attentati, accaduti quasi in contemporanea, tra Milano e Roma dando inizio alla cosiddetta strategia della tensione.  E’ stato l’anno in cui è andata in fiamme Notre Dame de Paris e per la prima volta i francesi non hanno assistito lì alla messa della notte di Natale.
Il dolore quest’anno è continuato a venire dal mare, dal Mare nostrum che per nome dovrebbe unificare le terre che bagna con le sue acque e che invece è sì speranza per tantissimi uomini e donne, ma tomba per le tante, troppe, persone che ne tentano la traversata. Da qui, da questo mare sono nati e fatti pubblicamente discorsi mossi dal razzismo e dall’odio, in un’accanita discussione politica e sociale. Ricordiamo la storia amara del Diciotti o quella della nave capitanata dalla giovane Carola Rackete contro la quale gli insulti sessisti ci hanno fatto vergognare e pensare che molto ancora c’è da fare per il rispetto di genere.
Il 2019 è stato un anno dell’odio, dell’abitudine alle frasi del razzismo, del pane buttato a terra e calpestato contro l’accoglienza, delle navi fermate in mezzo al mare, delle leggi contro chi porta soccorso in mare, delle proposte e dei congressi (come quello dell’aprile scorso a Verona) che minacciano le leggi dello Stato promulgate a favore di un progresso di genere. E’ stato l’anno della crisi di Governo, in piena estate con i portoni dei Palazzi governativi praticamente già chiusi per ferie, della richiesta dei “pieni poteri”, delle paure assolutistiche e sovranistiche, del cambio di squadra.
Ma è stato anche l’anno del movimento delle Sardine, della volontà di superare le negatività, di ritornare alla politica, contro un vecchio modo dei partiti di vederla come scontro e non come luogo per le proposte nuove. Sono stati i giovani e le giovani a riempire le piazze e questa ci è sembrata una buona cosa. E’ stato anche l’anno della sentenza al processo su Cucchi e l’assoluzione di Marco Cappato per la morte (per eutanasia) del dj Fabo.
Quest’anno è stato anche l’anno in cui una ragazzina, con le trecce come qualsiasi altra sua coetanea, ma con un carattere deciso a farsi ascoltare parla con fermezza della sua idea del mondo, prima ai suoi genitori poi a scuola, ai ragazzi e alle ragazze, al mondo intero. Troppo si è parlato di Greta Thumberg, ipotizzando rocamboleschi quanto improbabili “chi c’è dietro”, copione identico come è successo con altre ragazze e ragazzi che hanno avuto un’idea “adulta” (ma forse non sarebbe meglio dire matura?!) di rimproverare i potenti e il mondo, richiamandoli al loro dovere per il bene dell’umanità attuale e, soprattutto, futura. E intanto Greta viene celebrata in copertina dal Time, a dispetto di tutto, come Persona dell’anno!
Proprio l’abuso che noi umani facciamo nei confronti della natura è stato la causa delle anormali condizioni meteorologiche degli ultimi mesi, nonostante un persistente caldo davvero fuori stagione. Sono immagini che appartengono a questo scorcio di anno quelle di Venezia, città unica, inondata, anzi, quasi sommersa dall’acqua, di Matera con fiumi di pioggia che travolgono i suoi vicoli, patrimonio del mondo. Ma anche altre città, borghi, paesi di montagna sono stati colpiti da frane, con strade inghiottite nel nulla, con il fango che rovina la pace conquistata con il lavoro di anni.
Venezia ancora soffre, i cittadini sono esausti e il commercio, già sofferente per abusi e tanto altro, è in ginocchio. Per questo Capodanno le disdette, secondo gli albergatori, sono state davvero tante. Di Matera non se ne parla più e intanto finisce il suo anno importante che l’ha incoronata come città della cultura. Anche un altro luogo, sempre del nostro sud, è stato protagonista nelle cronache di questi ultimi mesi, ma per Taranto e la sua fabbrica, l’ex Ilva, con i suoi cinquemila metri quadrati di superficie, ancora non appaiono soluzioni certe, seppure avevano promesso di dare risposte in tempi brevi per i cittadini e per l’economia italiana.
Una grande vittoria in questo 2019 l’hanno avuta le donne dello sport e questo ci rallegra non poco. Quest’anno la nazionale femminile di calcio si è qualificata alla finale di Francia portando pregio all’Italia contro la delusione dell’ultimo campionato maschile. Altra significativa vittoria quella data dalla Commissione bilancio del Senato che con un emendamento ha fatto sì che cicliste, calciatrici, pallavoliste, nuotatrici e sportive professioniste tutte vengano equiparate nelle tutele ai colleghi maschi e è prevista anche qualche protezione in più per le società che le assumono. Hanno vinto le donne anche nella scrittura Leoni siciliani scritto da Stefania Auci è il romanzo più venduto dell’anno e tradotto già in una miriade di lingue. Il 2019 è stato l’anno della riconferma (la prima volta di una riconferma e la prima di una donna) di Fabiola Gianotti al Cern di Ginevra. Le donne sono state protagoniste “uniche” di un’impresa spaziale. Abbiamo avuto da poco eletta una donna a capo della Corte Costituzionale, ma sinceramente per ora ci riserviamo di pensarla una vittoria a metà perché già si sa il limite a sei mesi del suo mandato. Sicuramente una vittoria paritaria quella delle tante sindache e delle tante donne a capo degli Stati europei in questo momento. Un passo avanti lo sta facendo sicuramente il linguaggio di genere e l’attenzione alla Storia dove a scriverla sono state anche le donne. La strada, però, è ancora all’inizio e tanta è da percorrere.
Ma bisogna ancora sottolineare che questi 12 mesi che ci stiamo lasciando alle spalle sono stati anche feroci verso le donne, non meno di quelli precedenti. Sono morte in tante per mano maschile e nessuno dei loro compagni è stato un gigante buono o una vittima di un amore malato, ma solo squallidi portatori di odio e di violenza per assecondare la quale non hanno avuto timore neppure di coinvolgere i figli e le figlie, che dovrebbero essere i/le protette per eccellenza da un padre, figli e figlie troppo spesso fatti spettatori, più volte vittime vere, di tutto questo sangue.
Oggi, qui sulla rivista, a tre giorni dall’approdo del 2020, anno bisestile (che deve essere sempre un anno di numero pari) si susseguono i nostri articoli, su anniversari, incontri impossibili (questa volta sarà intervistata Audre Lorde, la rivoluzionaria poetessa nera americana che ha coraggiosamente parlato di un “femminismo bianco, eterosessuale, di classe media”). Ci sarà la seconda puntata sulla Costituzione per celebrare ancora quelle date (in questo caso il 27 dicembre e il 1 gennaio) che sono importantissime per un calendario laico, come ama ricordare l’autrice.
Le donne del vino le troviamo questa volta in Calabria in compagnia delle quattro sorelle della famiglia Malaspina. Godiamo del sapore del Cirò, dei tanti “vini parlanti” del territorio. Un libro ci accompagna, in questo periodo festivo di esagerazioni gastronomiche, a non sprecare il cibo. Un solo dato ci impressiona: un miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo sprecate al mondo ogni anno, davvero da porvi un riparo!
Uno stupendo parallelismo tra il Caffè sospeso napoletano e la Maqluba palestinese rende il cuore leggero e fa sorgere la speranza che il mondo possa rinnovarsi in amore. Infatti l’autrice accomuna i due atteggiamenti con la carità, ma non nel suo significato corrente di elemosina, ma in quello primario, originario, dal latino di “caritas” dalla stessa radice di caro, che, dunque, si ama.
Cosa ci riserverà l’anno che viene? Probabilmente, seguendo il tracciato della grande Margherita Hack, il suo destino non sarà scritto nelle stelle o nei percorsi segnati dai dodici animali dell’oroscopo cinese. Sarà l’anno del Topo, il primo segno di questo oroscopo. Forse non sarà neppure tre volte Natale e festa tutto il giorno come “scrive” al suo amico l’indimenticabile Lucio Dalla. Sarà l’anno come sempre sfalsato per alcune religioni e culture: il  5779 per il calendario ebraico, il 1441 per i fedeli di Allah e seguaci di Maometto (che partono dall’anno dell’Izira, del rifugio del profeta a Medina). In Cina sarebbe secondo la tradizione (abolita nel 1912) l’anno 4716 mentre in India varierebbe la datazione tra il 2075 (Vikram Samvat), il 1942 (Shaka Samvat), il 5121 (Kali Yuga). Il più il là nel tempo rispetto alla nostra conta sarebbe l’anno bizantino che data 7528.
Cosa augurare per l’anno che sta per aprirsi? Sicuramente meno ingiustizia. Da questa parola parte la pace, il bene, la possibilità di vita serena per tutte e tutti. “Il bene fa bene, chi aiuta soprattutto fa bene a se stesso, rimandando a un concetto di armonia. E’ un dovere lo stare bene salute fisica psichica e spirituale”, lo ha detto in una recente intervista un teologo, Vito Mancuso, e noi laicamente condividiamo.
Buon anno a tutte e a tutti e chiaramente buona lettura!

 

Editoriale di Giusi Sammartino

aFQ14hduLaureata in Lingua e letteratura russa, ha insegnato nei licei romani. Collabora con Synergasia onlus, per interpretariato e mediazione linguistica. Come giornalista ha scritto su La Repubblica e su Il Messaggero. Ha scritto L’interpretazione del dolore. Storie di rifugiati e di interpreti; Siamo qui. Storie e successi di donne migranti e curato il numero monografico di “Affari Sociali Internazionali” su I nuovi scenari socio-linguistici in Italia.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...