Il primato di Maria Gaetana

Il rapporto tra Donne e Scienza è sempre stato tormentato e ancor di più quello tra Donne e Matematica.
Non dimentichiamo come si esprimeva a tal riguardo lo scienziato Nicola Pende, fervente sostenitore delle leggi razziali fasciste: «Sappiamo che il cervello femminile non è per natura sufficientemente preparato per le carriere delle scienze, della matematica, della filosofia, della storia dell’ingegneria, dell’architettura».
E prima di lui, Giovanni Keplero affermava: «È bene dunque che la donna
faccia altre cose e non si impegni nello studio della scienza e della matematica che le sono innaturali».
A smentirli clamorosamente la storia di Maria Gaetana Agnesi che fu la prima donna a pubblicare un manuale di Matematica.
Il suo primo lavoro, risalente al 1739, era intitolato Propositiones philosophicae e conteneva 109 saggi di logica, fisica e scienze naturali.
Maria Gaetana era anche soprannominata “Oracolo delle sette lingue” poiché conosceva oltre l’italiano, il greco, l’ebraico, il latino, il francese, lo spagnolo ed il tedesco.

Di Maria Gaetana Agnesi ha tracciato un sintetico profilo Roberta Lamon.

Foto 1.Milano, via Brera. Medaglione su Palazzo Beccaria. Foto di Giovanni Dall’Orto
Milano, via Brera. Medaglione su Palazzo Beccaria. Foto di Giovanni Dall’Orto
Foto 2. Milano, Busto Agnesi a Palazzo_di_Brera-_Foto_Giovanni_Dall'Orto
Milano, Busto a Palazzo Brera. Foto di Giovanni Dall’Orto

“Primogenita di ventuno tra figlie e figli, Maria Gaetana Agnesi nacque a Milano il 16 maggio 1718, pochi anni dopo l’annessione della Lombardia all’Impero asburgico. Fin da piccola dimostrò di essere molto sveglia, intelligente e desiderosa d’imparare: così il padre Pietro decise di farla studiare, cosa non molto frequente per una donna nel Settecento, provvedendo alla sua istruzione con illustri precettori.
La casa degli Agnesi vantava uno dei salotti più in vista di Milano, frequentato da eminenti intellettuali italiani e di mezza Europa, che introdussero la giovane allo studio delle lingue e, in particolare, delle materie scientifiche. Nel 1740, a soli ventidue anni, Maria Gaetana iniziò un periodo di studi in collaborazione con padre Ramiro Rampinelli, professore di fisica e matematica a Milano e pioniere della matematica analitica, e con il matematico Jacopo Riccati. Anche se la cultura scientifica della giovane studiosa fu soprattutto enciclopedica, nel senso che si limitò ad apprendere i temi matematici trattati e discussi da altri studiosi, lei ebbe tuttavia il merito di farsene divulgatrice. In questo periodo iniziò, infatti, la stesura di un testo di analisi, Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana, che venne pubblicato in italiano nel 1748. L’opera ebbe larga fama poiché, con uno stile chiaro e semplice, diffondeva in modo scolastico ma rigoroso quanto era allora noto sulle equazioni algebriche, la geometria analitica, il calcolo infinitesimale e le sue applicazioni.
Il manuale la rese famosa anche all’estero. L’Académie des Sciences di Parigi lo giudicò un’opera ingegnosa. Lo stesso superamento di pregiudizi antifemministi manifestò papa Benedetto XIV che, volle offrirle la cattedra di Matematica all’Università di Bologna, incarico che comunque lei non assunse. Accettò solo l’aggregazione all’Accademia delle Scienze di Bologna, che le era stata conferita quando la sua opera era ancora in bozze.
Purtroppo la brillante carriera della giovane studiosa fu bruscamente interrotta nel 1751 alla morte del padre; forse sentendosi isolata rispetto a quel mondo culturale nel quale il padre l’aveva introdotta con tanto successo e rimasta sola in casa dopo il matrimonio della sorella Maria Teresa, abile musicista, perse la volontà di continuare nella via intrapresa. Cominciò così a dedicarsi a opere di carità e a scritti di carattere mistico, trasformando la propria casa in un ospizio. Singolare fu quindi la parabola culturale di questa donna che, conquistati notorietà e prestigio in campo scientifico, volle poi abbandonare tutto per dedicarsi a opere di assistenza.
Quando fu istituito a Milano il Pio Albergo Trivulzio, Maria Gaetana Agnesi fu incaricata di dirigerne la sezione femminile. In questo ospizio lavorò per ben ventisei anni, dedicandosi contemporaneamente a studi religiosi e alla composizione dell’opera Il cielo mistico.  

foto 3. incisione
Incisione su lastra di rame a pointillé, disegnata da G.B. Bosio e incisa da G.A. Sasso, tratta da “Serie di vite e ritratti de Famosi Personaggi degli ultimi tempi“, edita da Bettalli e Fanfani a Milano nel 1815-30

La fama e la fortuna di cui godette tra i suoi contemporanei dovettero essere notevoli se si tiene conto delle numerose testimonianze che la riguardano, prime tra tutte quelle di Charles de Brosses e Carlo Goldoni. Il primo la paragonò a Pico della Mirandola per la sua conoscenza delle lingue e per gli studi scientifici; il secondo la immortalò nella commedia Il medico olandese, dove viene rimarcata la fortuna delle Istituzioni in Olanda, paese in cui l’opera era conosciuta e apprezzata». 

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Bologna. Foto di Maria Pia Ercolini

Morì il 9 Gennaio 1799 e alla fine della sua vita terrena fu esaudito il suo ultimo desiderio: essere sepolta in una fossa comune.
Molte vie in Italia sono a lei intitolate ed anche alcune scuole: Roma, Rimini, Bologna, Milano, Caserta, Desio, Monza, Modena.

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Padova. Foto di Nadia Cario. Notare l’errore di concordanza linguistica

Un francobollo, emesso l’8 marzo 2018, è dedicato al suo genio: raffigura la versione colorata a mano da Sheila Terry di un’incisione, risalente alla seconda metà del Settecento di autore anonimo, che la ritrae. In basso, è riportata la curva algebrica denominata “ versiera Agnesi”.

6. Francobollo Agnesi

In copertina: il doodle e l’intitolazione riminese

 

 

Articolo di Ester Rizzo

a5GPeso3Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo, è docente al CUSCA (Centro Universitario Socio Culturale Adulti) di Licata per il corso di Letteratura al femminile. Collabora con varie testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Per Navarra editore ha curato il volume Le Mille: i primati delle donne ed è autrice di Camicette bianche. Oltre l’otto marzo e di Le Ricamatrici.

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