Tacchi a spillo e capelli tinti

Capita sempre più spesso, discutendo di femminismo, di ritrovarsi a discutere di aspetto fisico, di quanto le donne, mettendo il rossetto o tingendosi i capelli, lo facciano per rispondere a un loro desiderio o per conformarsi ad una regola.

Queste discussioni mi fanno sempre venire in mente una lettera che scrissi nel 2011 a mia figlia e che lessi pubblicamente, in piazza, nella mia città, il 13 febbraio del 2011. Ricordate quel giorno?  Fu il giorno della grande manifestazione “Se non ora quando” nata sull’onda della rabbia delle intercettazioni sui fatti di Arcore, un giorno di grandi speranze e di grande mobilitazione femminista. Pochi mesi prima avevo visto con mia figlia Il corpo delle donne e l’avevo portata ad un incontro con Lorella Zanardo e ne avevamo discusso, come di tanti altri temi simili.

Ecco alcuni passi di quella lettera:

«Sei sempre stata una bellissima bambina e adesso sei bella quasi come una donna, con in più quella spontaneità nei movimenti, quella grazia naturale propria della tua età. Ma stai attraversando un momento in cui è difficile per una giovane donna essere bella. Lo vedo, è come se ne avessi paura, come se volessi nasconderti quando ti infagotti nelle felpe da uomo, negli anfibi, nei jeans sdruciti… e i capelli… il simbolo più forte della femminilità, che molte tue compagne portano lunghi, mossi o piastrati, tu li hai tagliati cortissimi.

A quindici anni c’è chi si esibisce e chi si nasconde… è sempre stato così, però oggi è diverso, oggi io sento che molte di voi sentono più che mai il bisogno di nascondere la femminilità perché è troppo facile oggi per una bella ragazza essere valutata solo per il suo aspetto fisico ed è troppo difficile far convivere la bellezza interiore e quella esteriore. Vedi, io penso che quarant’anni di lotte, di proteste, di slogan non ci siano comunque stati utili ad aiutaci a riconoscerci il diritto di essere belle. Trent’anni fa in fin dei conti non era diverso fra noi adolescenti, se volevi essere valutata non per l’aspetto dovevi infagottarti, ma oggi è sicuramente peggio, oggi abbiamo raggiunto gli estremi.

Invece noi abbiamo il diritto di desiderare di essere belle, di non vergognarcene. Accorciamo pure le gonne e alziamo i tacchi se lo desideriamo, non è avere o no il rossetto che ci definisce, che ci dà un ruolo. Non è sbagliato essere belle o valorizzare il proprio corpo, quello che può essere sbagliato è l’uso che se ne fa. E comunque ricorda, ci sono tanti uomini grassi, brutti e pelati che si vendono… non è l’essere bella la discriminante ma non avere valori etici, non credere in sé stesse/i, non sentirsi libere/i.

E sai la cosa buffa qual è? Che sei bella lo stesso, anche di più, con quei tuoi capelli corti, senza trucco, con quello sguardo spavaldo e sicuro, con la fierezza con cui a quindici anni sai di non voler essere usata e di non volerti piegare ai modelli, con la sicurezza che hai pur non conformandoti. E sei bella di una bellezza speciale, non da bambolina, ma da donna.

Porta pure gli anfibi se oggi ti piace così ma non avere paura di mettere i tacchi, se e quando lo vorrai. Qualche anno fa confidavo alle mie amiche che la mia preoccupazione più grande era che da grande volessi fare la velina, oggi invece mi preoccupa pensare che devi crescere in una società in cui ben poco ti appartiene e quindi alle difficoltà che puoi provare desiderando cose così diverse… ma sono fiera di te e ho fiducia in te! Come ho fiducia nel coraggio e nella capacità di milioni di mamme, figlie, nonne, zie, di pretendere che le cose cambino.»

Foto 1. Paola13febbraio

Ripenso a quella lettera quando leggo articoli in cui una donna dice che sia una battaglia femminista non tingersi i capelli o quando ascolto ragazze che si dicono fiere e convinte di curare il proprio aspetto perché lo desiderano e non per seguire dei modelli. Certo, i condizionamenti ci sono e sono tanti, dalle pubblicità con bambine ipersessualizzate ai “giochi di trucco e parrucco” con cui le bambine vengono mitragliate, dai laboratori creativi per bambine su come truccarsi o smaltare le unghie ad una educazione stereotipata che fin dalla prima infanzia induce le bimbe ad essere “carine”, dal body shaming ai manifesti pubblicitari sessisti. E dobbiamo riflettere e discutere di tutto ciò con le giovani donne, per aiutarle a scegliere la loro strada, libera ma senza mettere in dubbio quella che loro riconoscono come libertà.

Sono passati quasi dieci anni e per tanti aspetti le cose non sono migliorate. Oggi in particolare stiamo discutendo della campagna della Regione Sicilia che utilizza il disegno di un paio di tette per combattere l’alcolismo, ma se cercassimo di convincere le giovani donne a non desiderare di essere come desiderano essere non avremmo fatto un buon lavoro.

Dunque sì a capelli bianchi, ma anche a capelli bianchi con le striature rosa o capelli perfettamente castani o biondi a 60 anni quando la natura provvederebbe diversamente. «Ma gli uomini non lo fanno», qualcuna dice che «gli uomini non lo fanno perché non sono condizionati socialmente». Ma chissà, magari subiscono proprio un condizionamento contrario… se fossero loro meno liberi?

 

 

 

Articolo di Donatella Caione

donatella_fotoprofiloEditrice, ama dare visibilità alle bambine, educare alle emozioni e all’identità; far conoscere la storia delle donne del passato e/o di culture diverse; contrastare gli stereotipi di genere e abituare all’uso del linguaggio sessuato. Svolge laboratori di educazione alla lettura nelle scuole, librerie, biblioteche. Si occupa inoltre di tematiche legate alla salute delle donne e alla prevenzione della violenza di genere.

4 commenti

  1. la bellezza fisica è ugualmente importante per uomini e donne ed è giusto, il potere attrattivo che suscita va accettato, ci sarà sempre. Una donna che ama truccarsi e/o mettere i tacchi alti e/o avere i capelli lunghi è libera e autentica quanto ogni altra a prescindere dal look che è empre una libera scelta. e anche depilarsi e tingersi i capelli è una libera scelta per uomini e donne, non è un condizionamento

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