Il sentiero delle donne nella città di Łódź. Da piazzetta Santa Suor Faustina a piazzetta delle Nonne Volanti

Introduzione
L’odonimia anche in Polonia, Paese di 38 milioni di abitanti e quasi mille città con lo status di distretto è scarsamente rappresentata da nomi di donne o, in generale, ispirati al mondo femminile. Ad esempio, nella città di 
Łódź – la terza per il numero di abitanti (729.000 di cui le donne sono sempre state una leggera maggioranza, da cui lo slogan Łódź jest kobietąŁódź è una donna!) – sui 2213 odonimi solo 86 (3,9%) si riferiscono alle donne, mentre le intitolazioni maschili raggiungono le 600 unità (26,8%).
Comparando questo stato delle cose con città italiane simili per grandezza, risulta che l’apporto femminile è paragonabile a Bologna, con i suoi 3,8% odonimi femminili, o a Torino con il 2,9%; la differenza concerne semmai la rappresentanza maschile: Bologna 56% e Torino 47,2%
.

Presentazione dei dati sulle intitolazioni femminili di Łódź
Adottando la metodologia d’analisi proposta dalla associazione italiana Toponomastica femminile, si può rilevare che a 
Łódź non si trova neanche un odonimo mariano: in generale, in Polonia, l’intitolazione alle Madonne è quasi inesistente, anche perché il nome di Santa Maria (pol. Maryja) e la sua stessa figura sono in un certo senso protetti, riservati all’uso in àmbito religioso.
Per quanto riguarda invece le sante, quattro odonimi si fondano su nomi femminili indicanti tre sante e una serva di Dio, tra cui Skwer
Świętej Siostry Faustyny Kowalskiej (Piazzetta di Santa Suor Faustina Kowalska), la cui vita religiosa e personale è legata anche alla città di Łódź, di cui è patrona dal 2005, perché proprio in uno dei parchi di questa città, chiamato “Wenecja” ‘Venezia’(oggi Park Juliusza Słowackiego ‘Parco Juliusz Słowacki), per la prima volta nel 1924 comparve a Helena Kowalska, la futura suor Faustina, il Cristo Misericordioso, conosciuto oggi in tutto il mondo dall’immagine della Divina Misericordia.
Qui si deve sottolineare il fatto che l’agionimia (nomi dei santi e delle sante) non è molto popolare in Polonia, anche se diventa abbastanza importante nell’odonimia femminile.
Ci si potrebbe chiedere perché in un Paese cattolico vi siano così poche strade o piazze dedicate alle sante, e in generale ai santi. Le ragioni sono storiche. Nelle città con una lunga storia come Cracovia o Breslavia, l’agiotoponimia si è mantenuta in modo assai visibile; in altre – come per la giovane
Łódź, fondata come città industriale solamente nel primo Ottocento – che hanno anche subìto un duro processo di desacralizzazione durante il lungo e buio periodo comunista dopo la Seconda guerra mondiale, i santi sulle targhe stradali non sono stati personaggi benvenuti. Un’interessante prova è proprio a Łódź, dove almeno una delle vie intitolate a nomi di battesimo femminili (Dorotea) era originariamente riferita all’omonima santa.

 Foto 1. Via Dorotea 600x450

Parlando degli odonimi formati dai singoli nomi di battesimo femminili, bisogna dire che la loro interpretazione potrebbe essere multipla. A Łódź gli odonimi femminili di questo tipo sono in totale 26: Antonina, Elena, Irena, Zofia, e così via. Potrebbe trattarsi semplicemente di nomi senza riferimento a donne reali, ma sono possibili altre motivazioni. Ad esempio, nel caso di un cortile dedicato a una ragazza dal nome Rosa, risanata da un tumore degli occhi, l’intitolazione è un gioco di parole: Rosa vs ża, popolare nome femminile che deriva certamente dal nome comune indicante il fiore, pol. ż‘rosa’. I muri delle case nel cortile sono interamente ricoperti da pezzi di specchi rotti e sistemati in modo da creare immagini di rose (in foto). È un’opera artistica della madre della fanciulla che per la malattia degli occhi vedeva il mondo a pezzi (“a rose”).

Foto 2. Pasaż Róży frammento muro300x400

Occorre inoltre ribadire che tutti questi nomi (nella maggior parte dei casi, facilmente adattabili ai nomi cristiani della cultura occidentale) potrebbero rievocare personaggi reali o almeno letterari, come p.es. Grażyna (la protagonista di uno dei poemi epici di Adam Mickiewicz, 1823). Altri potrebbero avere carattere sacro, come Maria ul. Marii ‘via (di) Maria’– ma quasi sicuramente non si tratta di Santa Maria; se fosse il nome della Madonna, la sua versione ortografica sarebbe comunque Maryja, forma polacca antica del nome Maria rigorosamente riservata alla figura della Madre di Dio,  tabù onomastico intoccabile nell’area laica.

Foto 3. ul. Marii vitamine.600x450

Questi nomi di battesimo singoli non sono neppure riferibili a miti perché la cultura polacca non vanta una mitologia così sviluppata e pregnante come quella romana o greca nei Paesi dell’area romanza. Comunque incontriamo a Łódź almeno un odonimo motivato dalla mitologia slava: ul. Goplany. Si tratta di una ninfa acquatica detta Goplana, che compare anche come figura letteraria citata da Adam Mickiewicz.
La mitologia slava potrebbe inoltre spiegare l’uso del nome femminile leggendario Dziewanna nell’odonimo ul. Dziewanny situato nel quartiere Marysin di 
Łódź, che commemora la nobile polacca Maria z Karnowskich.
La motivazione letteraria, o comunque culturale, è ovvia invece nei casi di ul. Balladyny (nom. Balladyna), ul. Szeherezady (nom. Szeherezada ‘Shahraz
ād’), ul. Telimeny (nom. Telimena), ul. Jagienki (nom. Jagienka), ul. Jagny (nom. Jagna), ul. Halki (nom. Halka), al. Joasi Podborskiej (nom. Joasia Podborska; pol. al. = aleja ‘viale’), ul. Oleńki Billewiczówny (nom. Oleńka Billewiczówna), al. Salomei Brynickiej (nom. Salomea Brynicka).
In questo ambito si possono notare inoltre la fiabesca ul. Czerwonego Kapturka (‘Cappuccetto Rosso’, grammaticalmente anche in polacco forma maschile, ma di fatto indicante una bambina…) e ul. Dobrej Wró
żki (nom. Dobra Wróżka ‘La Fata Buona’, personaggio femminile di molte fiabe internazionali).
A questo punto non escluderei da questa rassegna l’intitolazione ul. Jasia i Ma
łgosi (originariamente dalla fiaba dei fratelli Grimm Hänsel und Gretel pol. Jaś i Małgosia), anche se qui il maschile s’accoppia con il femminile, una situazione abbastanza naturale nella vita reale, tenuto conto del fatto che i due sono fratello e sorella.

La maggioranza dei personaggi femminili i cui nomi si usano negli odonimi di Łódź sono assolutamente reali e verificabili.
Si tratta di letterate/umaniste (in totale 18), soprattutto scrittrici. Tra le altre: ul. Elizy Orzeszkowej (Eliza Orzeszkowa), ul. Ewy Szelburg-Zarembiny (Ewa Szelburg-Zarembina), ul. Gabrieli Zapolskiej (Gabriela Zapolska), ul. Kazimiery I
łłakowiczówny (Kazimiera Iłłakowiczówna), ul. Marii Konopnickiej (Maria Konopnicka), skwer Ireny Tuwim (Irena Tuwim, moglie del poeta polacco d’origine ebraica Julian Tuwim), ul. Zofii Nałkowskiej (Zofia Nałkowska).

Foto 4. Irena Tuwim scheda informativa Lodz.600x450

Compaiono alcune scienziate (in totale solo 4): ul. Alicji Dorabialskiej (Alicja Dorabialska, una fisico-chimica), ul. Marii Skłodowskiej-Curie (Maria Skłodowska-Curie, la due volte Nobel polacca di fama internazionale, icona del mondo scientifico femminile, l’ispiratrice dei movimenti femministi e di molte azioni di valorizzazione femminile), skwer Aliny Margolis-Edelman (Alina Margolis-Edelman, medica e attivista sociale, moglie di Marek Edelman, famoso medico d’origine ebraica, uno dei sopravvissuti dell’olocausto, partecipante alla rivolta del ghetto di Varsavia nel 1943), skwer Jadwigi Szustrowej (Jadwiga Szustrowa, una medica specialista della tubercolosi); sono presenti donne dello spettacolo: ul. Barbary Sass-Zdort (Barbara Sass-Zdort, regista e scenografa, laureata negli anni 1950 della Scuola di Film, TV e Teatro di Łódź), ul. Hanki Ordonówny (Hanka Ordonówna, attrice e cantante del cinema polacco degli anni 1930), ul. Heleny Modrzejewskiej (Helena Modrzejewska, grande attrice di teatro dell’Ottocento), ul. Jadzi Andrzejewskiej (Jadzia Andrzejewska, interprete del cinema storico polacco, originaria di Łódź), skwer Barbary Wachowicz-Napiórkowskiej (Barbara Wachowicz-Napiórkowska, un’autrice multiprofessionale, scenografa, ecc., morta nel 2018).
Si incontrano artiste (2), al. Katarzyny Kobro (Katarzyna Kobro, scultrice, cofondatrice dell’Accademia delle Belle Arti di
Łódź) e ul. Grażyny Bacewicz (Grażyna Bacewicz, musicista, insieme al marito compare nel nome ‘Accademia di Musica “Grażyna e Kiejstut Bacewicz” di Łódź’).
Sono numerose le figure storiche e politiche (13), fra cui: pl. adw. Joanny Agackiej-Indeckiej (avvocata Joanna Agacka-Indecka, morta nella catastrofe dell’aereo del Presidente Lech Kaczy
ński a Smolensk nel 2010), ul. Anny Jagiellonki (Anna Jagiellonka, regina della dinastia dei Jagelloni, XVI sec.), ul. Dąbrówki (Dąbrówka, principessa d’origine ceca, moglie del primo sovrano polacco ufficiale Miecislao I, X sec.), ul. Elżbiety Łokietkówny (Elżbieta Łokietkówna, principessa polacca e regina ungherese, XIV sec.), ul. Emilii Plater (Emilia Plater, donna soldato, partecipante della rivolta di novembre contro i russi nel 1830/1831).
E non manca una sportiva ul. Heleny Marusarzówny (Helena Marusarzówna, campionessa di sci degli anni 1930).

Foto 5. Piazza mercato delle donne tessitrici600x450
Piazza mercato delle donne tessitrici (Rynek Włókniarek Łódzkich) 

Da notare infine alcuni odonimi collettivi che si riferiscono alle donne, nei loro gruppi professionali propri per la vita sociale e la “natura femminile” della città di Łódź.
Si possono qui citare:
– ul. Sanitariuszek (pl. nom. sanitariuszki ‘infermiere’, figure femminili caratteristiche del periodo della Seconda guerra mondiale che si commemorano in molte città polacche);
– Aleja Matek Polskich (pl. nom. matki polskie ‘madri polacche’, un viale dove è situato uno dei più importanti ospedali per donne e le loro famiglie intitolato appunto alla Matka Polka ‘Madre Polacca’ che si riferisce in modo molto rilevante alla sfera e all’importante ruolo delle donne;

Foto 6. Aleja Matek Polskich znak. 600x300

– Rynek Włókniarek Łódzkich (pl. nom. włókniarki łódzkie ‘donne lavoratrici dell’industria tessile di Łódź/tessitrici’, un settore dell’industria leggera tipico per la città del XIX e XX sec. con migliaia di donne alle macchine per la produzione di fili e tessuti; pol. rynek ‘mercato’; una piazza all’interno nel complesso culturale-commerciale dell’ex fabbrica tessile Manufaktura – in foto);

Foto 7. Manufaktura e Rynek Włokniarek.600x450

– Skwer Latających Babć z Plusem, ovvero ‘Piazzetta delle Nonne Volanti e (con) un Plus’, esistente con questo originale nome solo dal 2017. Indica un gruppo di volontarie ultrasessantenni le quali scrivono e presentano fiabe e favole ai bambini. Si tratta di un progetto ludico e sociale sotto gli auspici dell’Associazione kobiety.lodz.pl (pol. kobiety ‘donne’). Nel nome si usa una forma del verbo latać che significa ‘volare’, ma ha anche un’accezione nell’uso colloquiale di ‘passare, andare da un luogo all’altro’. Le nonne “volano” agli asili, alle scuole materne, agli orfanotrofi per i loro interventi e, dal 2013 si unisce a loro un nonno che si nasconde nel termine “Plus della denominazione. Vale inoltre la pena notare che la definizione è anche molto espressiva ed evocativa, suggerendo individui non convenzionali e un po’ folli, nel senso positivo della parola.
La piazzetta citata si trova nel centro di 
Łódź, ma è propriamente uno skwer, una piccola area priva di traffico, con panchine, alberi, vialetti; un luogo sociale di ritrovo e riposo nello spazio urbano all’aperto. È d’altronde una delle rare strutture topografiche, collocate nelle parti centrali delle città, dove è possibile incrementare l’odonimia femminile: tutte le vie e piazze sono ormai denominate, e se non cambiano nome, come accade ad esempio in seguito al processo di decomunizzazione, non contemplano denominazioni femminili.

Foto 8. Skwer Latających Babc.600x430

A mio avviso questa è una delle ragioni “tecniche” dell’impossibilità dello sviluppo delle intitolazioni nei centri cittadini in tutto il mondo. È sempre più facile denominare invece vie, piazze, rotatorie nei nuovi quartieri, spesso nelle periferie urbane. Comunque, non importa la localizzazione, la dimensione o il prestigio della forma topografica, ma è importante che si attribuiscano nomi riferiti al mondo femminile, contribuendo al graduale processo di equilibrio e parità tra i due sessi nell’odonimia e in generale anche nelle intitolazioni di luoghi pubblici come parchi, giardini, scuole, ospedali, cinema, teatri, biblioteche, compresi gli edifici religiosi. A Łódź ultimamente si è avuto qualche passo in avanti e alcune nuove intitolazioni stanno per essere approvate dal Consiglio Municipale.

 Conclusione
Sperando che questo studio possa servire anche da suggerimento turistico di 
Łódź e del “sentiero delle donne” di questa città (un’iniziativa del progetto Centrum OPUS www.lodzkiszlakkobiet.pl sul modello di altri pol. szlaki kobiet ‘sentieri delle donne’ in Polonia), chiedo ai gentili lettori e lettrici italofoni di accettare certi punti di vista espressi nel presente articolo, dovuti anche alla specificità della cultura che rappresento come polacco e patriota locale, un convinto anche se non originario łodzianin (abitante di Łódź). A proposito preciso che “una” abitante di Łódź si chiama in polacco łodzianka, termine importante per un’agglomerazione che, per certe ragioni sociali, culturali, storiche, politiche e ludiche, si vuole definire come una “città-donna”

 In copertina: logotipo Skwer Latających Babć z Plusem di ©Ryszard Tobiański 2009

 

 

Articolo di Artur Galkowski

Artur Galkowski foto profilo

Professore di linguistica italiana e francese all’Università di Łódź in Polonia, dirige la Cattedra di Italianistica dell’Istituto di Filologia Romanza. I suoi interessi scientifici si concentrano prevalentemente su onomastica, linguistica testuale, glottodidattica. Presiede la Commissione di Onomastica Slava del Comitato Internazionale degli Slavisti e fa parte del corpo direttivo dell’ICOS, International Council of Onomastic Sciences. È presidente della Società degli Italianisti Polacchi.

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