La Guerra fredda. Prima fase. Il mito americano, il Maccartismo, la Guerra di Corea

Capitolo13_indice01_VitamineNon solo gli Stati Uniti hanno vinto la II Guerra mondiale con un numero relativamente basso di morti tra i soldati, ma la loro distanza geografica ha impedito che fossero bombardati dal cielo o dal mare. Nel dopoguerra si ritrovano di conseguenza a essere il Paese più benestante, tanto da potersi permettere di fornire prestiti a mezza Europa. Gli anni Cinquanta sono per l’America un periodo di grande splendore economico e di benessere sociale. Sono gli anni del consumismo e del lusso in cui si registra un miglioramento generale delle condizioni di vita di tutta la società. Le città affacciate su entrambe le coste statunitensi costituiscono la meta di grande attrazione per arricchirsi e condurre una vita agiata e frivola: il “mito americano” è il sogno delle generazioni europee. Il rovescio della medaglia del sistema capitalista è che la ricchezza legata al lavoro non è affatto equamente distribuita e la società, lontanissima dalla parità sostanziale, presenta dislivelli sociali enormi. E soprattutto, nel Paese delle libertà e dei diritti, continua la segregazione razziale, soprattutto a discapito della popolazione afroamericana.
Diversamente dal predecessore Roosevelt, il presidente Harry Truman persegue una politica ferocemente antisovietica. Prende il nome di dottrina Truman l’intenzione degli USA di intervenire in difesa di ogni popolo libero qualora questo rischi di «perdere la propria sovranità a causa di minoranze interne o potenze straniere»: tale frase, pronunciata al momento di reprimere la Resistenza greca che vorrebbe dar vita a una rivoluzione comunista, ha come chiaro riferimento l’Unione Sovietica, accusata di voler diffondere nel mondo la dittatura comunista. L’anticomunismo isterico propugnato dal governo americano trova il suo massimo apice con la legge, voluta dal senatore repubblicano Joseph McCarthy (in copertina), che porta il nome di Internal Security Act: dal 1950 al 1954 essere comunisti è reato.

Copertina di un fumetto di propaganda americano titolante- È questo il domani? L'America sotto il Comunismo
Copertina di un fumetto di propaganda americano titolante: È questo il domani? L’America sotto il Comunismo!

Interrogatori, licenziamenti, clima da caccia alle streghe e una psicosi collettiva senza precedenti sono la conseguenza di questo fenomeno che colpisce l’intera società americana, dal mondo del cinema fino all’esercito e addirittura al Dipartimento di Stato; in seguito McCarthy verrà censurato e considerato pazzo e isterico quando arriverà ad accusare di simpatie comuniste persino il presidente successivo, Dwight Eisenhower, ma l’anticomunismo rimarrà sempre una colonna portante della mentalità statunitense.
Nel 1950, quando la Corea del Nord comunista invade la Corea del Sud capitalista, gli Stati Uniti intervengono militarmente. La Corea era stata una colonia giapponese dal 1910 al 1945, poi l’Unione Sovietica aveva cacciato il Giappone e la piccola penisola era stata divisa in due Stati sotto regimi diversi. La Guerra di Corea è una delle “guerre guerreggiate” cha a singhiozzo interrompono la Guerra Fredda senza però espandersi o cambiare gli equilibri geopolitici mondiali. L’appoggio sovietico all’invasione della Corea del Nord contro la Corea del Sud portano l’ONU a sostenere l’intervento USA in Estremo Oriente, ma le Nazioni Unite premono al tempo stesso per impedire l’espandersi del conflitto a livello globale. Nel 1953 la guerra, dopo aver provocato decine di migliaia di morti totalmente inutili tra la popolazione civile coreana, si chiude senza che i confini si siano spostati e senza che nulla di rilevante sia cambiato. Ma, intervenendo in Asia, gli Stati Uniti hanno di fatto aperto la strada alla propria ingerenza anche al di fuori della sfera d’influenza attribuita loro nelle Conferenze del 1945. Finita la Guerra di Corea, gli USA forniscono aiuti militari al governo anticomunista del Viet Nam del Sud, gettando le basi per la prossima guerra asiatica, molto più sanguinosa della precedente.

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Articolo di Andrea Zennaro

4sep3jNIAndrea Zennaro, laureato in Filosofia politica e appassionato di Storia, è attualmente fotografo e artista di strada. Scrive per passione e pubblica con frequenza su testate giornalistiche online legate al mondo femminista e anticapitalista.

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