In Portorico con Rosario

Con il meraviglioso mare caraibico di sfondo il mojito ha tutto un altro sapore e condividerlo con Rosario Ferré rende il tutto più speciale.

“Rosario, grazie di avermi incontrato. Come è nato il suo interesse per la letteratura e quali libri l’hanno principalmente influenzata?”
“Grazie a te di essere venuta fin quaggiù! Da bambina stavo molto da sola perché i miei lavoravano molto e mio fratello era più grande, non giocava molto con me. Allora io mi chiudevo nella biblioteca di papà e leggevo moltissime storie, soprattutto i classici, anche se sapevo che non voleva andassi lì. Poi, un giorno, ho scovato Le mille e una notte e mi sono appassionata al punto che ho deciso di portarmelo nella mia cameretta, non riuscendo a smettere di leggerlo…Quando mia nonna mi scoprì si arrabbiò tantissimo perché quella era un’edizione non censurata ed era piena di scene erotiche!” Ancora ride al ricordo.

“So che prima di dedicarsi alla letteratura si è però occupata di giornalismo, iniziando da giovanissima con la pubblicazione di articoli su un giornale locale. Mi vuole parlare della sua successiva esperienza come redattrice della rivista Zona de carga y descarga?”
“Certo. Nacque alla fine degli anni ’60…Inutile dire quanto fosse un periodo di fermento giovanile…Credo che la gente della mia generazione abbia ancora nascosto in fondo all’anima quel seme di ribellione! Comunque, tornando alla rivista, con le mie colleghe ci dedicavamo corpo e anima alla letteratura e seguivamo tutto il processo di redazione, pubblicazione, distribuzione e vendita con moltissima cura. Credo che sia stato uno spazio importante perché ha portato alla luce molti nomi della letteratura latinoamericana che nessuno voleva pubblicare all’epoca e anche perché ci ha insegnato moltissime cose”.

“C’è chi ha visto nella sua produzione una costante critica demistificante dell’alta borghesia portoricana, sua classe sociale d’appartenenza. È così?”
“Più che di demistificazione penso sia giusto parlare di presa in giro. Fa meno scena, ma è la verità! A me piace ridere e ritengo sia l’arma migliore contro la morte, ma la condizione è saper ridere in primis di sé stessi e del proprio quotidiano”.

“È stata aspramente criticata per la sua scelta di cominciare a scrivere in inglese, come se fosse una sorta di tradimento della sua essenza. Lei cosa ne pensa?”
“A me sembra una sciocchezza. Non si può ridurre l’essere portoricani al solo parlare la lingua spagnola. Il primo libro che ho scritto in inglese è stato La casa della laguna e il risultato è stato migliore della bozza originale, che era, tra l’altro, molto più breve. Non vedo cosa ci sia di male nello scegliere di occuparsi personalmente della traduzione delle proprie opere, invece di affidarle a un estraneo e permetterne, per forza di cose, un rimaneggiamento”.

“Quanto crede che cambi tra una lingua e l’altra a livello strutturale dell’opera?”
“L’ossatura rimane uguale, ma sostengo che il linguaggio sia inseparabile dal contenuto e che ciò che esprime una lingua non possa essere espresso ugualmente da un’altra. Per questo, alcune parti dei miei libri risultano molto differenti tra le due versioni spagnola e inglese, seppur partano dalla stessa storia di fondo”.

“Ma lei cosa spera di ottenere scrivendo libri?”
“Ho sempre scritto sperando di spingere la gente a rispettarsi”.

“In che modo?”
“Mi spiego meglio: se qualcuno si riconosce nei personaggi che scrivo e riesce a vedere in loro i suoi pregi o i suoi difetti ha un nuovo punto di partenza da cui iniziare a lavorare su sé stesso, migliorarsi e accettarsi. Solo accettandosi ci si può cominciare a rispettare”.

-.-.-

ROSARIO FERRÉ: nata nel 1938 e morta nel 2016 in Portorico, è stata una scrittrice, poetessa e saggista portoricana. In Italia le sue opere sono poco conosciute, mentre hanno avuto grande successo in America Latina e negli Stati Uniti, soprattutto La Casa de la Laguna, La Muñeca Menor e Maldito Amor.

 

 

 

Articolo di Emma de Pasquale

82266907_464813557755100_6601637314051440640_nEmma de Pasquale è nata a Roma nel 1997 ed è laureata in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente frequenta la magistrale in Italianistica all’Università Roma Tre. Ha interesse per il giornalismo e l’editoria, soprattutto se volti a mettere in evidenza le criticità dei nostri tempi in un’ottica di genere.

 

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