Nelle Filippine da Rosa

Rosa Henson è nata nella poverissima provincia di Pampanga ed è lì che, dopo un paio d’ore di autobus da Manila, sono riuscita a raggiungerla.

“Signora Henson, grazie per avermi incontrata. Mi vuole parlare delle sue origini?”
“Mia mamma è stata il mio più grande appiglio, sempre. Povera donna…Non ha avuto molte fortune nella vita e il suo più grande sogno era poter studiare. Invece, è finita a fare la serva per un ricco proprietario terriero, che ha abusato di lei anche sessualmente. Così sono nata io: figlia illegittima di un rispettato latifondista”.

“Mi dispiace…Signora Henson, se è d’accordo, io andrei dritta al punto: il suo libro Comfort Woman: Slave of Destiny. Lei è stata la prima donna filippina ad esporsi come vittima della schiavitù sessuale imposta dal Giappone alle sue prigioniere. Da cosa è nata l’esigenza di parlare?”
“Io avevo deciso di portarmi il segreto nella tomba, tanto da aver raccontato quell’atroce esperienza solo a mia mamma e a mio marito, che però è morto da tantissimi anni. Un giorno, nel 1992, ascoltavo tranquillamente la radio, quando ho sentito che l’orrore perpetuato dal Giappone stava cominciando a venire fuori e che si chiedeva alle testimoni di raccontare le proprie esperienze”.

“Riscavare nel suo passato come l’ha fatta sentire?”
“È stato come levarmi una spina dal cuore”.

“Nella sua autobiografia racconta dettagliatamente le torture a cui è stata sottoposta. Se la sente di dire qualcosa sulla sua terribile esperienza anche ai nostri lettori?”
“Certo, anche se doloroso, ritengo sempre utile ricordare. Sono stata arrestata dall’esercito imperiale giapponese nel 1943, a soli 15 anni, per aver preso parte alla resistenza armata e fui portata nelle cosiddette case di conforto: il luogo dove i soldati potevano entrare e stuprare me e le mie compagne a loro piacimento.
Ho fatto la schiava sessuale per nove mesi e venivo violentata 20 o 30 volte al giorno… Ricordo che i soldati si mettevano in fila aspettando il loro turno…Non potevo dire no: sarei stata ammazzata seduta stante. Alle mie compagne erano concessi solo quattro giorni di tregua durante il ciclo, ma io ero ancora praticamente una bambina e non avevo le mestruazioni, quindi non avevo neanche un giorno di riposo”.

“Dopo 50 anni, il Giappone ha offerto un risarcimento monetario alle vittime della schiavitù sessuale e la maggior parte delle donne coinvolte ha rifiutato i soldi. Lei perché ha accettato?”
“È inutile girarci intorno: mi servivano per le mie cure mediche e per aiutare la mia famiglia…Tuttavia, non penso siano serviti a restituirmi nulla di tutto quello che mi hanno tolto, tantomeno la mia dignità. La maggior parte delle vittime ha rifiutato i soldi perché provenivano da un fondo privato e non direttamente dal governo giapponese e questo è sembrato un po’ una presa in giro…Io ho accettato per necessità, ma neanche tutti i soldi del mondo potrebbero mai ripagare l’orrore che abbiamo vissuto”.

Ha degli occhi dolci Rosa e sembra una persona che sa come voler bene, tanto che da queste parti la chiamano tutti ‘nonna Rosa’. Eppure, in fondo a quello sguardo affettuoso, c’è un guizzo di rabbia, di fierezza mai piegata.

“Lei è ancora arrabbiata signora Henson?”
“È la rabbia ad avermi tenuto in vita. È la rabbia ad avermi spinto a raccontare, oltre alla speranza inconscia che i miei carnefici si vergognino e si sentano umiliati dalle mie parole. Però, ti sembrerà assurdo, ma credo di essere riuscita a perdonarli”.

“A perdonarli? Come ha fatto?”
“Mi ha aiutato tanto la fede, ma anche cominciare a parlare. È passato oltre mezzo secolo ormai e il risentimento non è svanito, ma penso di aver cominciato a fare pace col mio passato”.

“Grazie, signora Henson, è stato un onore.”
“Grazie a te per avermi volute ascoltare. È importante che le persone conoscano questa storia”.

-.-.-

MARIA ROSA LUNA HENSON: nata nel 1927 e morta nel 1997 nelle Filippine è stata la prima donna del suo paese a rendere pubblica la sua esperienza come schiava sessuale dell’esercito giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1996 ha pubblicato il libro autobiografico Comfort Woman: Slave of Destiny.

 

 

 

Articolo di Emma de Pasquale

82266907_464813557755100_6601637314051440640_nEmma de Pasquale è nata a Roma nel 1997 ed è laureata in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente frequenta la magistrale in Italianistica all’Università Roma Tre. Ha interesse per il giornalismo e l’editoria, soprattutto se volti a mettere in evidenza le criticità dei nostri tempi in un’ottica di genere.

 

Un commento

  1. Mi piacerebbe far leggere questa bella intervista a tutte le donne che odiano il proprio sesso, e al contrario santificano gli uomini. Care signore, leggete quanto sanno essere superiori a noi, i maschi..

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