Unione Europea, se ci sei, batti un colpo

Da sempre l’economia politica è definita “triste scienza”, perché ci mette di fronte ai vincoli di una realtà in cui «nessun pasto è gratis». Come afferma Fabrizio Galimberti, autore del libro L’economia spiegata a un figlio, questo appellativo è improprio ed andrebbe sostituito con quello di “Grillo parlante” di collodiana memoria, colui che ricorda a Pinocchio i rischi che corre quando compie certe scelte. Questa qualità della scienza economica traspare da un appello, partito con 67 ed arrivato a 157 firme, sottoscritto da economisti ed economiste (queste, purtroppo, sempre in grande minoranza) e inviato al Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, al Ministro dell’economia Gualtieri e al Commissario europeo Gentiloni.
Senza alcun dubbio la pandemia di coronavirus e la crisi economica mondiale che sta generando rappresentano il Cigno nero, quell’evento che possiede tre caratteristiche, secondo l’autore che ne ha coniato il nome, Nassim Nicholas Taleb: «è un evento isolato, che non rientra nel campo delle normali aspettative, perché in passato non ritroviamo nulla che gli somigli; ha un impatto enorme; nonostante si tratti di un evento unico ed imprevedibile, la natura umana ci spinge a elaborare a posteriori giustificazioni della sua comparsa, per renderlo spiegabile e prevedibile».                                                               In questa lettera si stigmatizza l’infelice uscita della Presidente della Bce Christine Lagarde, che ha fatto precipitare i mercati e che in un primo tempo si è discostata dalla politica del Whatever it takes di Draghi, e si suggerisce una serie di provvedimenti da adottare nel più breve tempo possibile, per attenuare la recessione e forse la depressione che seguiranno alla pandemia. Attesa la natura globale della crisi, occorrono interventi congiunturali tempestivi da parte degli organismi internazionali e sovranazionali. I firmatari e le firmatarie dell’appello sostengono l’indispensabilità di stanziamenti urgenti a favore del sistema sanitario, delle famiglie e delle imprese, da non lasciare ai singoli Stati europei, che aggraverebbero il debito pubblico e presterebbero il fianco a speculazioni sugli spread. Questa è l’occasione per l’Unione Europea di dimostrare ai suoi cittadini e alle sue cittadine che i valori di solidarietà, uguaglianza e dignità proclamati dalla Carta dei diritti fondamentali sono davvero alla base dell’organizzazione sovranazionale, e di attuare politiche di espansione della domanda globale, mettendo a disposizione grandi quantità di risorse per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale.
Ed ecco, in breve, le richieste delle persone firmatarie dell’appello all’Unione Europea e alla Bce:

a) finanziare immediatamente i sistemi sanitari dell’Ue con l’aumento di personale sanitario, posti letto, attrezzature per la protezione di lavoratori e lavoratrici e per i test clinici;
b) garantire un sussidio di disoccupazione per lavoratori dipendenti e autonomi;
c) garantire un indennizzo autonomo per le famiglie in quarantena domiciliare;
d) fornire sussidi ed aperture di credito alle imprese che hanno fermato l’attività;
e) assistere i minori in caso di ricovero di entrambi i genitori e gli anziani non autosufficienti;
f) finanziare il sistema scolastico per il potenziamento di apparecchiature necessarie alla didattica a distanza;
g) realizzare un grande piano di investimenti, relativo ad infrastrutture e ambiente, per rilanciare l’economia europea.
Gli autori e le autrici di questa lettera sostengono che le idee che hanno guidato fino a questo momento la politica economica degli Stati europei sono profondamente sbagliate, perché hanno riposto una fiducia ingiustificata nei mercati che si sono spesso sostituiti al processo democratico. All’inizio della pandemia le classi dirigenti dell’Unione Europea non avevano nemmeno ritenuto necessario sospendere il Patto di stabilità, dimostrando una rigidità e una miopia pericolosissime per i popoli che dovrebbero governare. Nonostante ciò, i provvedimenti annunciati sono ancora insufficienti e sottoposti a vincoli ingiustificati in tempi di pandemia.   

FOTO
Ursula e Christine

Anche a proposito del Mes, il Fondo Salva Stati, gli economisti e le economiste criticano fortemente l’uso che se ne vuol fare e chiedono che la Bce dichiari ufficialmente che i 750 miliardi che ha promesso di stanziare per iniettare liquidità nel sistema siano solo la risposta alle prime necessità della crisi, ma che saranno seguiti da altre emissioni monetarie, tutte quelle che si rendano necessarie. Gli acquisti di titoli pubblici da parte della Bce non dovranno avvenire sulla base della quota di capitale della Banca che ogni Stato possiede, ma per contrastare la speculazione; la Bce dovrà dichiarare che i titoli del debito sovrano detenuti in base ai vari programmi di acquisto saranno rinnovati indefinitamente; la Bce si dovrà ingegnarsi a trovare una formula compatibile con i Trattati per acquistare a titolo definitivo bond senza scadenza emessi dagli Stati, con rendimento zero o prossimo allo zero, da collocare presso le Banche.
Per il futuro sarà necessario: che i Governi smettano di affidare alle sole esportazioni la crescita, abbandonando la politica di austerity di bilancio; che i Governi Ue sconfessino il Fiscal Compact, anche perché in tal senso si è pronunciato il Parlamento Europeo.
I Governi dell’Ue si dovranno accordare per mantenere solo per le spese correnti il pareggio di bilancio e dovranno adottare una politica fiscale anticongiunturale che consenta deficit pubblici o aumenti degli stessi.
Oltre a queste prime indicazioni gli autori e le autrici dell’appello fanno anche riferimento all’emissione di eurobond. Se gli organi dell’Unione Europea non cambieranno rotta e politiche, ammettendo di avere sbagliato, faranno pagare la loro incapacità di leggere la realtà ai cittadini e alle cittadine europee e metteranno a rischio la stessa esistenza dell’Unione.
Anche Mario Draghi, in un articolo del “Financial Times” del 25 marzo scorso, sostiene che i livelli di debito pubblico devono essere incrementati e che, per superare la crisi, occorre coinvolgere l’intero mondo finanziario. Secondo l’ex Governatore della Banca d’Italia, l’Europa è pronta a fronteggiare questa crisi gravissima, forse la più grave tra quelle conosciute, «in quanto dispone di una struttura finanziaria capillare, capace di coinvolgere finanziamenti verso ogni angolo dell’economia, a seconda delle necessità. L’Europa dispone anche di un forte settore pubblico, in grado di coordinare una rapida risposta a livello normativo e la rapidità sarà assolutamente cruciale per garantire l’efficacia delle sue azioni».
A questo appello mancano le firme di due economiste molto autorevoli. Secondo Loretta Napoleoni, questo Cigno nero è molto peggio di quello, che potremmo definire grigio, rappresentato dalla crisi dei mutui subprime del 2007/2008. In quell’occasione, a parte il sacrificio di Lehman Brothers, le decisioni opportune furono prese con tempestività dal mondo finanziario e furono in grado di contrastare gli effetti di una pandemia finanziaria. Questa volta la crisi è ingestibile, non è stata affrontata dall’Oms in modo adeguato, sta scatenando il panico e mettendo in ginocchio il mondo.                                      Secondo Mariana Mazzucato, adesso che i Governi sono chiamati in causa e hanno il coltello dalla parte del manico, devono intervenire nell’economia non solo elargendo risorse, ma per fare capitalismo in modo diverso, creando e plasmando un mercato capace di produrre una crescita sostenibile e inclusiva. Tra i tanti suggerimenti dell’economista c’è quello che i Governi investano in ricerca per la salute pubblica. Per scoprire vaccini occorrerà «un coordinamento internazionale di proporzioni erculee».
Mentre scrivo questo articolo, riguardo all’appello all’unione Europea, registro una notizia negativa ed una positiva. La negativa riguarda l’opposizione di Germania Olanda e Finlandia all’emissione di eurobond all’ultima riunione del Consiglio Europeo, che ancora una volta vede prevalere gli interessi nazionali su quelli della comunità, quella positiva riguarda la dichiarazione di Jacques Delors. «Il clima che sembra regnare tra i capi di Stato e di governo e la mancanza di solidarietà europea fanno correre un pericolo mortale all’Unione europea», ha affermato il novantaquattrenne, ex ministro francese dell’Economia che ha presieduto la Commissione dal 1985 al 1995, sostenitore da sempre degli eurobond e di una vera integrazione europea.

FOTO 1
Jacques Delors

In questo periodo in cui gli anziani e le anziane stanno pagando un prezzo altissimo con le loro vite, tre uomini avanti con gli anni: Jacques Delors, Papa Francesco e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno il coraggio di alzare la voce e prendere posizione contro la politica miope e neoliberista dell’Unione Europea, un’organizzazione che avrebbe dovuto essere sovranazionale e perseguire l’interesse comune e che invece è diventata un’istituzione intergovernativa, in cui le decisioni sono prese dagli organi che rappresentano gli interessi degli Stati. Se continuerà su questa strada, probabilmente l’Unione Europea non avrà più alcuna ragion d’essere. Ascoltiamo, allora, non solo l’appello degli economisti e delle economiste, ma anche il grido di questi tre grandi anziani, così preziosi in tempi di pandemia, che invitano alla solidarietà e alla condivisione.

In copertina: Consiglio Europeo. Foto The Social Post

 

 

Articolo di Sara Marsico

Sara Marsico.400x400.jpgAbilitata all’esercizio della professione forense dal 1990, è docente di discipline giuridiche ed economiche. Si è perfezionata per l’insegnamento delle relazioni e del diritto internazionale in modalità CLILÈ stata Presidente del Comitato Pertini per la difesa della Costituzione e dell’Osservatorio contro le mafie nel sud Milano. I suoi interessi sono la Costituzione, la storia delle mafie, il linguaggio sessuato, i diritti delle donneÈ appassionata di corsa e montagna. 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...