Salvatore Morelli. Un ‘santo laico’ risorgimentale femminista ufficialmente riconosciuto

Ricordiamo in questi giorni l’anniversario di nascita di Salvatore Morelli (Carovigno, Brindisi, 1 maggio 1824 – Pozzuoli, Napoli, 22 ottobre 1880), il più tenace e memorabile difensore dei diritti delle donne nel Parlamento e nel Paese dell’Italia una e libera.

La Presidente della Camera on.le Laura Boldrini, terza carica dello Stato repubblicano, ha deliberato durante il suo mandato (2013-2018), con grande sensibilità civile e di nobile memoria collettiva, la costituzione di una Sala delle Donne (14 luglio 2016, in occasione del 70° del voto alle donne nel 1946), delle Madri della Patria, che ricordasse con busti e ritratti donne deputate e non di singolare fama, anche per creare un contrappeso ai tanti busti tutti maschili (tranne quello di Nilde Iotti) presenti tra Camera e Senato.
Ma ha voluto, come eccezione doverosa (e di questo bisognerà esserle sempre grati), anche per l’assenza di deputate prima del 1946, onorare il deputato del Risorgimento, dell’Italia una, libera, costituzionale (nata il 17 marzo 1861 nella cara Torino, prima capitale della Nazione, con solenne deliberazione del Primo Parlamento Nazionale), che più si è battuto in modo memorabile e tenace nel Parlamento e nel Paese per i diritti delle donne, Salvatore Morelli.

FOTO 1 Morelli_Salvatore

La cerimonia di inaugurazione alla Camera del busto di Salvatore Morelli si è tenuta nella mattinata del 3 maggio 2017 nella sala della Commissione delle Pari Opportunità ed è avvenuta insieme a quella dell’altra grande figura, che si è battuta tra seconda metà dell’Ottocento e inizi del Novecento per l’emancipazione e per i diritti delle donne, Anna Maria Mozzoni (Milano, 5 maggio 1837 – Roma, 14 giugno 1920), che conobbe e ammirò Morelli e si mosse lungo il suo solco, a segnalare la profondità storica anche in Italia, come in altri paesi, del moto di emancipazione della donna. Un pugliese e una milanese univano e richiamavano nella cerimonia l’Italia finalmente una e libera tutta, che incominciava a porre in modo concreto, a partire dalla svolta epocale del 1861, dopo millenni di oppressione e di rimozione, la questione femminile.
I due busti in terracotta sono opera del maestro romano Andrea Fogli.
È stato anche inaugurato nella Sala delle Donne nella stessa mattinata del 3 maggio 2017 il ritratto dell’undicesima sindaca del 1946, la calabrese Ines Nervi, di San Pietro in Amantea (Cosenza).
Ha detto Boldrini per le due personalità le seguenti essenziali parole: Morelli fu «un uomo di grande visione a cui noi dobbiamo molto», Mozzoni fu «una conferenziera instancabile, che  correva in lungo e in largo per cercare  di suscitare l’entusiasmo delle donne, affinché reclamassero i loro diritti. Queste sono le donne di cui abbiamo bisogno!»
Durante la cerimonia, alla quale è stata presente anche l’onorevole Livia Turco, ha tenuto la relazione principale
la prof.ssa Maria Grazia Colombari di Saluzzo, autrice del volume Salvatore Morelli il deputato delle donne (2017), dicendo tra l’altro che Morelli è da definire quasi «un santo laico» e che fu «avveniristico, se si pensa (tra le altre) alla sua proposta di un nuovo diritto di famiglia con cento anni di anticipo e a quella di dare il cognome della madre al figlio, spesso illegittimo, in un’epoca in cui la violenza sul genere femminile era all’ordine del giorno, tra le mura domestiche e fuori.» Oltre a possedere una delle più acute menti del tempo, Morelli fu «un uomo che si spese tantissimo per i diritti delle donne, in un’epoca in cui era scomodo parlarne e che per questo venne prima deriso, poi lasciato solo e dimenticato…in Parlamento presentò 17 disegni di legge e tenne oltre 200 interventi in aula. Voleva che le donne sposate potessero mantenere il cognome, equiparare i figli legittimi e quelli illegittimi, dare alla donna la possibilità di gestire il proprio denaro senza passare dall’autorizzazione maritale; voleva che le donne potessero testimoniare, che fossero istruite, che votassero. Dobbiamo a lui tantissimo. Un uomo avanti con i tempi. Troppo avanti per poter essere capito. L’autorizzazione alle donne per esercitare le professioni fu data nel 1919, Morelli lo aveva capito molto prima. Insieme ad Anna Maria Mozzoni diede vita a un movimento, andando incontro a tante difficoltà».
La
Presidente Boldrini ha compiuto non solo un atto doveroso, ma anche un’azione riparatrice nei confronti dell’ingiusta dimenticanza, che dalla morte è calata per vari motivi sulla figura di Salvatore Morelli, compiendo un atto di nemesi storica, e ha posto le basi solide di una memoria che non si potrà più obliare.
La dimenticanza era giunta fino al punto che stava per scomparire la sua stessa tomba nel cimitero di Pozzuoli, se non fosse stata ritrovata e ripresa dal dott. Vincenzo Adinolfi, che ha dedicato poi tante energie negli anni per rinnovare la memoria di Morelli nella città, giungendo a far apporre anche una targa marmorea sulla facciata dell’albergo dove morì.
Salvatore Morelli è profondamente legato alla storia risorgimentale di Terra di Lavoro, perché
egli poté divenire deputato e quindi portare avanti le sue memorabili e anticipatrici battaglie per i diritti civili e politici delle donne (dal divorzio al diritto di voto) grazie al consenso che gli diedero per ben quattro legislature (1867-1880) i cittadini liberali progressisti del Collegio di Sessa Aurunca, Terra di Lavoro (collegio che comprendeva oltre Sessa e Carinola, oggi in provincia di Caserta, anche Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Spigno Saturnia, Minturno, oggi in provincia di Latina e Coreno Ausonio, oggi in provincia di Frosinone).
Egli si batté anche per la bonifica delle aree paludose nel territorio sessano, per la costruzione dell’importante infrastruttura ferroviaria Sparanise-Gaeta, che faceva uscire dall’isolamento tutto il distretto di Gaeta (non essendovi allora la direttissima per Formia, che fu costruita negli anni Venti del Novecento), del Ginnasio Liceo di Sessa, la prima istituzione secondaria pubblica e laica della storia del territorio, che fu la fucina dei professionisti dell’area al di qua e al di là del Garigliano, prima che fosse istituito nel 1927 il Ginnasio-Liceo di Formia.
Morelli ebbe in provincia amicizie e consensi fervidi. Il suo legame con Terra di Lavoro era stato negli anni borbonici precedenti di dolore, perché egli, da intransigente oppositore liberale, democratico, nei duri anni di carcere e confino (1849-1859), fu relegato anche a Ponza prima e a Ventotene poi, dove si rese famoso non solo per l’opera gratuita pedagogica rivolta ai minori poveri dell’isola, ma anche perché salvò due bambini che stavano per annegare e, pur avendo così la possibilità di essere liberato, volle che la libertà fosse data a un amico confinato sposato e con figli, segno della sua nobiltà e grandezza di animo, oltre che di mente.
A Ventotene fu in corrispondenza segreta con Luigi Settembrini, detenuto per motivi politici nel vicino isolotto per ergastolani di Santo Stefano.

FOTO 2. Salvatore-Morelli-libro-la-donna-e-la-scienza

Salvatore Morelli è l’autore di uno dei più grandi trattati a livello europeo sull’emancipazione della donna La Donna e la Scienza, pubblicato nel 1861, che ebbe diverse edizioni e diffusione europea, sullo stesso livello, se non superiore, a quello del grande filosofo inglese John Stuart Mill, dal titolo La servitù delle donne (1869), e che fu apprezzato da personalità come Mazzini, Garibaldi, Victor Hugo, e negli Stati Uniti.
Le donne e le forze politiche che formalmente ci tengono alla difesa dei loro diritti devono assumere l’impegno di mai più dimenticarlo, di onorarlo e sempre più approfondirlo.

Foto 3. Tomba Morelli

Per saperne di più
http://www.targatocn.it/2017/05/05/leggi-notizia/argomenti/eventi/articolo/a-montecitorio-inaugurati-i-due-nuovi-busti-di-salvatore-morelli-e-anna-maria-mozzoni-femministi-n.html
https://www.saluzzoggi.it/single-post/2018/11/19/Laura-Boldrini-inaugura-la-sala-di-Palazzo-Italia-intitolata-a-Salvatore-Morelli
https://www.youtube.com/watch?v=98fP4nnxc14

 

 

Articolo di Nicola Terracciano

foto Terracciano

Già docente di storia e filosofia e preside di licei in varie città d’Italia, è oggi presidente del Comitato di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e ha scritto vari saggi in relazione al suo svolgimento bisecolare. Si è interessato per il Novecento di Carlo Rosselli e delle tradizioni antifasciste e antitotalitarie di Giustizia e Libertà, del Liberalsocialismo, del Partito d’Azione.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...