Siamo tutte massaie e non diciamo corbellerie!

In quarantotto ore più di 1200 adesioni: questo il numero della “nota di protesta” lanciata dall’Associazione Toponomastica femminile e inviata ad alcuni organi di stampa e rappresentanti delle Istituzioni, per condannare fermamente linguaggio e stereotipi sessisti dilaganti in campo politico e giornalistico.
L’ennesima offesa, questa volta, è arrivata dall’assessore regionale della Lombardia Giulio Gallera, che dovendo giustificare un suo clamoroso errore, ha affermato in una trasmissione televisiva, che si era espresso in quel modo per essere compreso anche dalle massaie.
Un termine sicuramente desueto ma che denota un attuale, profondo imperante sessismo.
Alla “nota di protesta” hanno aderito le scrittrici Dacia Maraini e Giuseppina Torregrossa, l’attrice Lucia Sardo, 43 associazioni presenti in tutto il territorio nazionale, giornaliste, direttrici di giornale, sociologhe, docenti universitarie, consigliere di parità provinciali e regionali, donne e anche alcuni uomini appartenenti a tutte le categorie lavorative e all’intera società.
Un’indignazione collettiva che, speriamo, possa contribuire alla crescita del rispetto dovuto al genere femminile soprattutto da chi ricopre incarichi di governo e rappresentanza.
Il rispetto formale e sostanziale è un diritto che ci spetta e lo reclameremo sempre a gran voce.
Non è più tempo di stare zitte!

Comunicato stampa, 28 maggio 2020
L’assessore della regione Lombardia, Gallera, durante la trasmissione “Stasera Italia weekend” di retequattro, con la frase «l’ho spiegato in maniera semplice per la massaia», ha offeso l’intelligenza delle donne per giustificare la delirante gaffe da lui pronunciata sul coefficiente di contagio del covid 19.
Troppo spesso, ormai, le donne vengono denigrate nel linguaggio usato da giornalisti e rappresentanti delle Istituzioni. Questo non è un attacco politico, come vuol far credere Gallera, è semplicemente dire BASTA con fermezza al sessismo imperante nel nostro Paese. Non è più tollerabile. Le “massaie” hanno fatto la storia dell’Italia e ancora oggi sono la ricchezza della Nazione perché svolgono gratuitamente il lavoro di cura che spetterebbe ad uno Stato civile e democratico ed il lavoro domestico che dovrebbe essere equamente condiviso tra i generi.
Assessore Gallera: le italiane sono quasi tutte massaie, dalle professioniste anche con ruoli apicali alle casalinghe poiché tutte svolgono un lavoro prezioso per l’Italia. Non tolleriamo più arroganza e ignoranza di chi come lei ci offende e purtroppo ci governa.

 

 

Articolo di Ester Rizzo

a5GPeso3Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo, è docente al CUSCA (Centro Universitario Socio Culturale Adulti) di Licata per il corso di Letteratura al femminile. Collabora con varie testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Per Navarra editore ha curato il volume Le Mille: i primati delle donne ed è autrice di Camicette bianche. Oltre l’otto marzo, Le Ricamatrici e Donne disobbedienti.

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