L’antroponimo Maria Skłodowska-Curie nel patrimonio toponomastico polacco (parte seconda)

Come è stato esposto nella prima parte, tra i luoghi che vengono denominati con il nome di Maria Curie ci sono soprattutto vie, ma in casi singoli compaiono anche piazze, come quella di Lublino o un’altra a Tychy, in Alta Slesia. Questa intitolazione è stata assegnata inoltre ad una rotatoria, Rondo Marii Skłodowskiej-Curie a Siedlce, in Masovia, e a un quartiere residenziale a Lipno, in Cuiavia-Pomerania. Un caso particolare è infine la denominazione di uno dei ponti sulla Vistola a Varsavia, Most Marii Skłodowskiej-Curie.   Può stupire che non esista un viale (pol. aleja) dedicato alla scienziata, tranne i vialetti di comunicazione interna in alcune aree verdi, parchi o giardini, ad esempio nel Gardino Botanico di Powsin nei pressi di Varsavia. Invece, almeno due parchi polacchi portano il suo nome: Park im. Marii Skłodowskiej-Curie a Varsavia e a Poznań.
Riguardo alle intitolazioni delle scuole il nome di Maria Skłodowska-Curie è tanto frequente quanto altri nomi femminili o maschili di personaggi storici polacchi famosi, come tra le donne la poeta Maria Konopnicka o la scrittrice Maria Dąbrowska; tra gli uomini Niccolò Copernico o i poeti romantici Adam Mickiewicz e Juliusz Słowacki.
Il nome della scienziata non dovrebbe determinare la tipologia della scuola, ma ci sono dei casi che confermerebbero questo evidente stereotipo (cfr. il nome di un complesso di scuole chimiche a Włocławek in Cuiavia). Questo stereotipo è stato adoperato anche nella denominazione di una scuola privata di insegnamento universitario a Varsavia, chiamata ufficialmente Uczelnia Medyczna im. Marii Skłodowskiej-Curie (ovvero ‘ateneo medico’).
La capitale polacca abbonda di riferimenti a Maria Skłodowska-Curie.

Foto 0. Inst Onkologii
L’immagine sul muro del già Istituto del Radio, attualmente Istituto Nazionale di Oncologia “Maria Skłodowska-Curie” a Varsavia. Foto di Artur Gałkowski 2020

Come segnalato, Varsavia è la sua città natale, della prima infanzia e dell’educazione fino agli studi universitari quando Maria comincia la sua avventura educativa e la carriera professionale presso la Sorbona di Parigi, dove studia matematica e fisica e successivamente trova lavoro e sviluppa la sua ricerca, come unica donna, tra i professori titolari allora nell’università parigina. È attiva e ispiratrice anche per la Polonia, che visita per ragioni familiari e professionali. Ancora negli anni Trenta prima della Seconda guerra mondiale a Varsavia è stato fondato un Istituto a lei dedicato: l’Instytut Radowy im. Marii Skłodowskiej-Curie in via Wawelska, 15 (ovvero ‘Istituto del radio’). Un anno dopo la sua morte, nel 1935, proprio di fronte è stato costruito un monumento con la statua della grande Maria Curie, presente fino ad oggi, anche se leggermente lesionato durante la guerra. Sul basamento che sostiene la statua è incisa l’iscrizione Marji Skłodowskiej-Curie Stolica 1935 (sic!) [‘a Maria Skłodowska-Curie la Capitale’], in cui la forma Marji conserva l’ortografia storica del genitivo scritto oggi Marii che tuttavia, firmando, talvolta usava, come pure l’antica forma Marya.

Foto 1. firma Curie copia
“Il mio desiderio più caloroso è la creazione dell’Istituto del Radio a Varsavia”
Marya Skłodowska-Curie.
L’iscrizione su una delle finestre dell’Istituto in via Wawelska a Varsavia e sul muro laterale dell’edificio. Foto di Artur Gałkowski, 2020.

Le tracce onomastiche di Maria in questa area della città continuano. Lo storico Istituto del radio in via Wawelska è stato trasformato in un Istituto nazionale di oncologia che porta il nome della sua ispiratrice, Narodowy Instytut Onkologii im. Marii Skłodowskiej-Curie.

Foto 2
Istituto del Radio. Il dono della società polacca a Maria Skłodowska-Curie, aperto nel 1932, in conformità alla sua volontà come centro medico e Istituto di ricerca sulle malattie oncologiche. Foto di Artur Gałkowski 2020

Nel giardino originario dell’epoca, adiacente alla sede storica dell’Istituto in via Maria Skłodowska-Curie, cresce un albero monumentale piantato lì dalla stessa scienziata nel 1932. È una specie di acero, ufficialmente denominato Jawor “Maria”, comunemente detto anche drzewo Marii Skłodowskiej-Curie o drzewo Skłodowskiej (pol. drzewo ‘albero’). Tutta l’area verde in cui si trova la pianta forma il Parco “Maria Skłodowska-Curie” (già citato) e si estende lungo via Maria Skłodowska-Curie dall’incrocio con ul. Wawelska. Al suo interno si può camminare su un sentiero educativo naturale denominato niente meno ścieżka edukacyjna Marii Curie-Skłodowskiej.

Foto 3.parco.
Il Parco Maria Skłodowska-Curie con l’albero commemorativo “Maria” e la statua monumento. Foto di Artur Gałkowski 2020

Il nome della scienziata non manca poi nell’intitolazione di un museo a lei dedicato nella capitale, Muzeum Marii Skłodowskiej-Curie in ul. Freta, 16. L’edificio in cui è situato è la casa natale della famiglia Skłodowski. Su una lapide affissa al muro leggiamo in polacco: W tym domu przyszła na świat dnia 7go listopada 1867 Marja Skłodowska Curie. W 1898 r. odkryła pierwiastki promieniotwórcze polon i rad [In questa casa venne al mondo il giorno 7 novembre 1867 Maria Skłodowska Curie. Nel 1898 scoprì gli elementi radioattivi polonio e radio].

Foto 4.Museo
Il Museo/la casa natale di Maria Skłodowska-Curie a Varsavia, via Freta, 16. Foto di Artur Gałkowski 2020

Ci sono anche targhe che commemorano la vita e l’attività di Maria Curie a Varsavia, fra cui quella sul muro della odierna Biblioteca Centrale Agraria in via Krakowskie Przedmieście, 66. All’epoca c’era un museo dell’industria e agricoltura dove Maria si preparava agli esami d’ammissione alla Sorbona, facendo degli esperimenti in uno dei laboratori. Inoltre, il suo lavoro insieme a quello di suo marito viene ricordato da un’epigrafe sul muro di un laboratorio radiologico in via Śniadeckich, 8. Oggi è la sede dell’Istituto di Matematica dell’Accademia delle Scienze Polacca.
Una traccia particolare si trova infine nel cimitero Stare Powązki di Varsavia dove sono sepolti i genitori, le sorelle, i cugini e gli zii di Maria Skłodowska (la tomba del loculo 164).

FOTO 5. Tomba
La tomba famigliare degli Skłodowski nel cimitero Stare Powązki a Varsavia
Foto di Artur Gałkowski 2020

Lei stessa fu seppellita prima a Sceaux presso Parigi, ma nel 1995 la sua salma insieme a quella del marito è stata trasferita nel Pantheon parigino (sulla tomba il nome è trascritto come Marie Curie-Sklodowska, senza il segno diacritico della consonante “ł”, la “uau” polacca). Di questo informa simbolicamente l’iscrizione apposta sulla tomba degli Skłodowski del cimitero Stare Powązki: Maria Curie Skłodowska 7.XI.1867 – 4.VII.1934 wraz z mężem Piotrem Curie spoczywa w Panteonie w Paryżu od 20.IV.1995 [Maria Curie-Skłodowska (…) insieme al marito Pierre Curie riposa nel Pantheon a Parigi dal 20.IV.1995]. Un’informazione simile si trova sulla tomba della famiglia Curie a Sceaux: Pierre e Marie Curie reposent au Panthéon depuis le 20 avril 1995.

Foto 6.targa simbolica
L’epigrafe simbolica che ricorda la scienziata sepolta nel Panthéon a Parigi. Foto di Artur Gałkowski 2020

Alcune altre testimonianze a ricordo della scienziata si possono rintracciare a Varsavia e in vari posti in Polonia: stanze, come quella nel Palazzo Staszic di Varsavia, Sala im. Marii Skłodowskiej-Curie; anche a carattere museale, fra cui la storica sala commemorativa Izba Pamięci im. Marii Skłodowskiej-Curie nell’Istituto Nazionale di Oncologia a Varsavia; biblioteche: Biblioteka im. Marii Skłodowskiej-Curie a Police, in Pomerania Occidentale; ospedali: Szpital Specjalistyczny im. Marii Skłodowskiej-Curie a Zgierz, nella regione di Lodz, ecc.
È interessante notare che il suo nome presente nell’intitolazione di una via ne ispiri l’uso nelle denominazioni di vari posti e istituzioni che si trovano lungo tale via e viceversa: lo testimoniano proprio le topografie urbane di Varsavia e di Lublino (istituto, monumento, parco, via…; via, piazza, monumento, università, scuola, albergo… ). Un altro caso lo troviamo a Lodz dove in via Maria Skłodowska-Curie al num. 15/17 è aperto l’ambulatorio medico Przychodnia “Skłodowskiej-Curie” e al num. 8 si situa una nuova struttura residenziale orgogliosamente chiamata “Apartamenty Curie”.
Il nome della grande polacca è la base e il riferimento personale e determinato tematicamente di diversi luoghi, ma anche di oggetti, produzioni industriali o artistiche, attività, convegni, conferenze, concorsi, associazioni, ecc. Chiudendo questa rassegna, che in questa prospettiva si potrebbe allargare a vari ambiti e Paesi (ad esempio Francia, Italia o Stati Uniti), si possono  citare la nave  “Maria Curie”, nella flotta spagnola Baleària; Rok Marii Skłodowskiej-Curie, cioè l’anno 2011 ufficialmente dedicato in Polonia alla scienziata; pociąg EIC 1307 Maria Skłodowska-Curie, ovvero un treno che collegava nel periodo 2013-2014 Varsavia e Cracovia; il programma dei finanziamenti di progetti di ricerca Marie Skłodowska-Curie Actions – Msca nell’ambito Horizon Europe 2020; i profumi “Maria Curie-Skłodowska” creati all’occasione del 150
o anniversario della nascita della patrona della Umcs a Lublino; una recente produzione cinematografica britannica intitolata in polacco Skłodowska (nell’originale Radioactive, per la regia di Marjane Satrapi, 2019) e tante altre occorrenze che arricchiscono l’onomastica skłodowskiana-curiana in Polonia e nel mondo.
Anche sul piano iconico-semiotico, il nome di Maria Skłodowska-Curie, insieme alla sua immagine, compare su numerosissimi oggetti come banconote, francobolli, opere d’arte, fotografie riprodotte su varie pubblicazioni e, oggi, anche in rete. Potrebbe essere l’argomento d’analisi di un articolo ulteriore.

 

 

Articolo di Artur Galkowski

Artur Galkowski foto profilo

Professore di linguistica italiana e francese all’Università di Łódź in Polonia, dirige la Cattedra di Italianistica dell’Istituto di Filologia Romanza. I suoi interessi scientifici si concentrano prevalentemente su onomastica, linguistica testuale, glottodidattica. Presiede la Commissione di Onomastica Slava del Comitato Internazionale degli Slavisti e fa parte del corpo direttivo dell’ICOS, International Council of Onomastic Sciences. È presidente della Società degli Italianisti Polacchi.

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