Ai Parioli da Maria

A Viale Liegi 52, nell’eterna Roma, in una casa di quattro stanze con le pareti tappezzate di libri, mi accoglie Maria Bellonci. Entrando dalla porta non posso far a meno di emozionarmi al pensiero che qui, a pochi giorni dalla liberazione di Roma nel 1944, si riunirono per la prima volta gli Amici della Domenica, la futura anima del Premio Strega.

Buongiorno signora Bellonci, grazie dell’ospitalità.
Che le offro?
Quello che avrebbe offerto a un qualsiasi Amico della Domenica!
Allora una tazza di tè e una fetta di torta: era questa la nostra tradizione.

Con le bevande fumanti a scaldarci le mani e una deliziosa torta alle mele, posso finalmente cominciare a scavare nella vita di una delle principali anime del mondo intellettuale del Novecento.

Signora Bellonci, come e quando è avvenuto il suo esordio letterario?
A vent’anni, nel 1922, composi il mio primo romanzo… Si chiamava Clio o le amazzoni. Non mi portò alcuna fortuna editoriale, visto che non fu proprio pubblicato, ma, in cambio, mi fece conoscere l’amore della mia vita: il critico letterario Goffredo Bellonci.

L’esordio, quindi, quale fu?

Fu con Lucrezia Borgia, molti anni dopo. Ci ho messo così tanto perché è un’opera che mi è costata un immenso lavoro archivistico… Ci tengo tantissimo all’accuratezza storica e amo l’idea di costruire un romanzo, con tutte le sue insenature psicologiche e introspettive, su basi storicamente vere.
Attenzione, però! La verità storica non è qualcosa di immutabile nel tempo: si deve mettere continuamente in discussione tramite approfondite ricerche di archivio e poi decidere se confermarla o rielaborarla.

Non è l’unico romanzo storico che ha scritto, anzi, è proprio questo il genere che l’ha consacrata al grande pubblico. Tra tutte le figure che ha scelto di raccontare, qual è quella che più le è rimasta nel cuore?

L’ultima: Isabella D’Este. In Rinascimento privato, che mi è valso anche lo Strega dell’86, ho voluto che fosse Isabella a parlare di sé stessa, adottando un punto di vista privato, per l’appunto, per raccontare i grandi eventi del Rinascimento italiano.

Non ha scritto solo letteratura, ma anche tanta televisione. Come si pone riguardo al tanto dibattuto rapporto tra romanzo e tv?

A me ha sempre interessato tanto, non sono mai stata contraria alla letteratura in tv. In particolare, mi sembra stimolante capire cosa succede quando una scrittrice, come me, riprende in mano la sua opera per adattarla a un altro mezzo, come il grande o piccolo schermo, e capire quali nuove realtà possono sorgere da questa operazione.
Nel mio caso, l’adattamento più riuscito è forse Delitto di Stato, una fiction del 1982 tratta da due miei testi: Segreti dei Gonzaga, del 1947,e il racconto Delitto di Stato, contenuto in Vipera Gentile, raccolta del 1972.

Un’ultima domanda, signora Bellonci: come è nato il Premio Strega e qual è stato il suo ruolo nella fondazione?
Il Premio è nato da una profondissima serie di relazioni tra me e mio marito e altri intellettuali italiani dei nostri anni. Con il tempo, siamo diventati grandi amici e amavamo riunirci proprio in questa stanza. Le riunioni domenicali sono diventate un’abitudine a partire dal giugno del ’44 e ci siamo soprannominati gli Amici della domenica. Parlavamo di cultura, delle ultime uscite, dei nostri progetti letterari e abbiamo pensato di ufficializzare le nostre discussioni in un vero e proprio concorso letterario. È stato possibile nel 1947 grazie ai finanziamenti di Alberti, il produttore del liquore Strega, da cui il Premio prende il nome.

Mi sta parlando del premio letterario più importante del nostro paese, quello che può davvero cambiare le sorti di chi vi partecipa, eppure, dalle sue parole, traspare la stessa familiarità che doveva provare quando il Premio era solo una calorosa riunione domenicale tra amici con la stessa passione, nel difficilissimo secondo dopoguerra.

MARIA BELLONCI. Maria Villavecchia, è stata una scrittrice romana, venuta al mondo il 30 novembre 1902 e scomparsa il 13 maggio del 1986.
Esordì con Lucrezia Borgia nel 1939, che le valse il Premio Viareggio, e si specializzò nel genere del romanzo storico, con opere come Segreti dei Gonzaga (1947), Marco Polo (1982) e Rinascimento Privato (1985).
Fu, insieme al marito Goffredo Bellonci, l’ideatrice del Premio Strega, fondato nel 1947, accogliendo nella sua dimora romana le più grandi figure intellettuali del secondo dopoguerra e dando vita al più grande concorso letterario italiano.

***

Articolo di Emma de Pasquale

82266907_464813557755100_6601637314051440640_nEmma de Pasquale è nata a Roma nel 1997 ed è laureata in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente frequenta la magistrale in Italianistica all’Università Roma Tre. Ha interesse per il giornalismo e l’editoria, soprattutto se volti a mettere in evidenza le criticità dei nostri tempi in un’ottica di genere.

Un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...