Salute come benessere, non solo assenza di malattia. Colloquio con Francesca Valentina Cigognetti

In questa pandemia che sembra ridurci a solo corpo, anzi nemmeno, a un solo apparato, quello respiratorio, è una vera boccata d’ossigeno parlare con chi pratica la cura delle malattie guardando alla persona nella sua interezza.

«Siamo corpo, psiche e anima», è il mantra di Francesca ValentinaCigognetti, medica specializzata in Chirurgia vascolare, specializzazione a cui poi ha aggiunto un diploma in Omeopatia, Omotossicologia e Discipline Integrate, interessandosi anche alla nutrizione biologica e alla mesoterapia. A spingerla ad ampliare i suoi orizzonti con la medicina non convenzionale è stato il tirocinio praticato presso il Centro cardiologico Monzino e l’ospedale Buzzi di Milano, dove si è occupata della diagnosi e del trattamento delle malformazioni in età pediatrica. Attualmente la sua attività si svolge sia in una struttura ospedaliera come consulente per il servizio di Ecocolordoppler, sia nell’ambito di uno studio privato che gestisce in sinergia con altre professioniste. La sua formazione le permette, a differenza dei sanitari che operano solo all’interno dei nosocomi, una visione ampia di cosa significhi essere in salute. Perché, come si diceva qualche decennio fa e oggi sembra quasi preistoria, la salute non è solo assenza di malattia, ma benessere di tutta la persona.

Ospedali come esamifici

«Gli ospedali sono diventati degli esamifici, non sono più luoghi di cura. Così i pazienti sono costretti a rivolgersi al privato, anche perché i medici di famiglia sono oberati da un numero impressionante di utenti da assistere e da una mole enorme di pratiche burocratiche». Cigognetti  è una sostenitrice della Telemedicina, che in effetti in questo particolare periodo storico sarebbe di grande aiuto per evitare il sovraccarico dei medici di base e assicurare un monitoraggio costante degliammalati. «E non è neppure un sistema particolarmente costoso, la Regione Veneto per esempio l’ha attivato», afferma.

Patologie psichiatriche in aumento

Ma non esiste solo il virus, anche se l’organizzazione ospedaliera, che dà l’assoluta precedenza alle persone malate di Covid a discapito di altre patologie anche gravi, e la comunicazione ossessiva dei mezzi di comunicazione potrebbero farlo pensare.  «L’epidemia ha fatto da detonatore a molte patologie psichiatriche, come per esempio bulimia, anoressia, depressione e autolesionismo, che restavano sottotraccia», sostiene Cigognetti, preoccupata anche per gli effetti negativi che potrà avere la Didattica a Distanza su adolescenti a cui fino a qualche mese fa ripetevamo di non abusare dei mezzi tecnologici e che oggi, invece, sono costretti/e a trascorrere ore e ore davanti a un computer.

Per curare corpo e mente serve una squadra

A dispetto di chi è convinto che le donne non siano capaci di fare squadra, la nostra intervistata tre anni fa ha creato un network di sette professioniste («le donne sono portatrici di innovazione, lo constatiamo quotidianamente») che prestano la loro attività presso il Centro Medico Fenice situato in un piccolo centro della Brianza lecchese. Alle specializzazioni sopra citate si integrano quindi le prestazioni di shiatsu e tuinà (tecnica di manipolazione corporea cinese), massoterapia, nutrizione macrobiotica, coaching e counseling, yoga. «Noi siamo energia e di questa il corpo è solo la parte visibile e tangibile, ma dentro di noi ci sono altre forme» — spiega Cigognetti —  «Anche all’interno del corpo, gli organi non sono separati, bensì tra di loro interconnessi.» E a questo punto arriva una rivelazione che lascia a dir poco sconcertati: «Durante la pandemia, il concentrarsi solo sull’apparato respiratorio ha portato a sottovalutare altri sintomi, come per esempio i fenomeni diarroici, e questo è stato tra i fattori di propagazione del contagio nelle Rsa dove molti malati indossano il pannolone».

Il metodo dei 5 passi

Nello Studio Medico Fenice si segue un metodo che viene chiamato dei 5 passi. Prevede di affidarsi a una medicina rispettosa del corpo, dell’anima e della mente; di seguire una dieta sana ed equilibrata, eventualmente integrata da complementi alimentari e nutraceutici di qualità; di dedicarsi alla cura del corpo; di dedicarsi alla cura di mente e anima; di diventare consapevoli di tutti gli aspetti della propria vita. «Vedo molti pazienti intossicati da un modo di vivere disordinato e dall’assunzione di troppi farmaci. Ma l’intossicazione non è solo corporea, spesso è anche mentale». Si arriverà mai a praticare una medicina olistica nelle strutture sanitarie pubbliche? Qualche esempio virtuoso esiste, in alcuni ospedali della regione Toscana e all’ospedale Buzzi di Milano, ma sono purtroppo casi isolati. E a non far ben sperare è anche il corso di studi universitari, dove non è previsto lo studio di materie quali per esempio la Fitoterapia e la Storia della medicina.

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Articolo di Annamaria Vicini

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Giornalista pubblicista con laurea in Filosofia e master in Comunicazione, ha collaborato con alcune delle maggiori testate nazionali. La passione per le tecnologie digitali l’ha portata a dirigere un sito internet e delle news di Mall Tivì, a curare un blog di successo e a fondare l’associazione CoderMerate, che promuove l’insegnamento del coding e della robotica educativa a bambini e adolescenti. Ha pubblicato il romanzo Non fare il male, e l’eBook Abbracciare il nuovo mondo. Le startup cooperative.

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