La rosa nell’arte. Pittrici del Novecento

Ancora nel Novecento il simbolismo della rosa intreccia il misticismo più ossequiente al naturalismo più ornamentale e alla passionalità più seducente.

Kate Wylie, Rose

La scozzese Kate Wylie (1877-1941) faceva parte della Glasgow Society of Lady Artists, importante centro nella vita culturale della città.

Emilia Morgari Ingarano, Vasi con rose

E tra le tante italiane di inizio secolo, cultrici di rose, una pittrice torinese, Emilia Morgari Ingarano (1881 -1950)

Georgia O’Keeffe, Rosa bianca con speronella

Semplificazione delle forme, nettezza dei contorni e delle stesure cromatiche, realismo fotografico caratterizzano le rose di Georgia O’Keeffe (Sun Prairie, 1887 – Santa Fe, 1986). Formatasi presso la Scuola d’arte di Chicago e poi di New York, fu lanciata dal fotografo Alfred Stieglitz, con cui ebbe una relazione personale, oltre che professionale. Quando Stieglitz divorziò dalla moglie, i due si sposarono, ma la loro unione fu regolata da compromessi e rovinata anche dai tradimenti di lui. Dopo un periodo di depressione, l’artista si trasferì nel New Mexico, dove rimase fino alla morte. Fiori, foglie, paesaggi rocciosi, come visti sotto una lente di ingrandimento, furono i suoi soggetti preferiti, associabili al precisionismo. Più di 200 furono i dipinti di fiori, iris, petunie, papaveri, calle, molte le rose bianche.

Agnes Clara Tatham, Rose

Agnes Clara Tatham (Abingdon, 1893-1972) pittrice inglese, studiò presso la Royal Academy Schools, dove ricevette numerosi premi e riconoscimenti artistici per i propri dipinti. Le sue opere, per lo più a olio e tempera, sono state ampiamente esposte. Ha anche lavorato come illustratrice di diversi libri per l’infanzia.

Frida Kahlo sulla panchina bianca, fotografata da Nickolas Muray nel 1939 (sinistra) – Autoritratto col suo gatto (destra)

Frida Kahlo (Coyoacan 1907-1954) donna passionale e insofferente di ogni convenzione sociale, è in Messico la pittrice più famosa di tutti i tempi, conosciuta ovunque nel mondo anche per la sua vita sfortunata che ha trovato dolorosa espressione nell’arte. Il matrimonio con Diego Rivera fu un’unione d’amore, ma travagliata dai continui tradimenti di lui, che Frida, dal canto suo, ripagò con rapporti extra-coniugali, anche omosessuali, resa infelice dagli insuccessi delle gravidanze. Il suo stile era indipendente da quello del marito: agli elementi surrealisti univa la suggestione per l’arte popolare e il folclore precolombiano per affermare la sua identità messicana, a cui si ispirava anche nel modo di vestire. La sua pittura minimale e intimista è il manifesto della resistenza ai colpi inferti dal destino, della forza connaturata alle donne. Si vestiva di colori e fiori, nonostante il dolore fisico e la solitudine. Frida amava la natura: nel giardino della propria abitazione, Casa Azul, a Città del Messico, coltivava piante e fiori diversi; lei stessa era sempre ornata, alla maniera messicana, di nastri colorati e soprattutto di stupendi fiori variopinti. Era solita dire: «Dipingo i fiori per non farli morire».

Elica Balla, Rose

Elica Balla (Roma, 1914 – 1993), la minore delle due figlie di Giacomo Balla, quasi recluse nel variopinto ambiente della casa-studio del grande futurista, seguì le orme del padre nella pittura e nelle arti applicate. Più fortunata di Luce, la sorella maggiore, partecipò con lo pseudonimo di “Ballelica” a molte esposizioni, affermandosi in maniera più moderna e sicura. L’arredo della Casa occupò moltissime energie delle sorelle, nella decorazione e adattamento di mobili e oggetti, come anche di pareti e porte, diventando così un esempio unico di ambiente futurista.

Esa Corsini, Rose

I fiori per Maria Teresa Pratesi Corsini, in arte Esa (Pistoia, 1927), sono i soggetti prediletti: rose, girasoli, tulipani, fiordalisi, margherite, gelsomini, glicini e molti altri. Le rose soprattutto hanno sempre un aspetto sensuale: dai colori sgargianti o tenui, delicati o forti, esprimono sentimenti di passione e vitalità. Da giovanissima, insieme al marito, Esa andò a cercar fortuna in Brasile. Ritornata in Italia iniziò a dedicarsi alla pittura, avendo come insegnante anche Egle Marini, sorella di Marino Marini, grande artista pistoiese. A Parigi, nel 2000, le è stato assegnato l’ambitissimo premio “Il piùbel fiore di Europa”.

Anne Cotterill, Rose in vaso

Anne Cotterill (1933 – 2010) studiò a Edimburgo e visse poi nel West Somerset, dove trasse ispirazione per i suoi fiori da quelli che coltivava nel proprio giardino o vedeva nei dintorni della sua casa. I colori dei fiori, forti e delicati allo stesso tempo, sono sempre in accordo coi vasi che li contengono, appartenenti a una sua ricca collezione, e ogni composizione risalta per la fresca naturalezza.

Lyndall Bass, Rose rosse e tè (sinistra) – Rose persiane (destra)

Lyndall Bass (North Carolina, 1952) pittrice e docente, dipinge principalmente nature morte, soprattutto fiori. Vive e lavora a Santa Fe, New Mexico. È la designer del retro del penny del 2010 noto come Union Shield Penny, per cui ha ricevuto un premio dalla Zecca degli Stati Uniti. Il suo lavoro si basa sulle riflessioni della tradizione classica nel filone del realismo, adattata a uno stile contemporaneo. I suoi mezzi principali sono la pittura a olio e la grafite su carta.

Fabiola Aliaga, Rose con campane
Natalia Khromykh, Rosa

Voglio chiudere con delle belle immagini di due giovani pittrici contemporanee, Fabiola Aliaga, spagnola di Malaga, e Natalia Khromykh che, nata in Ucraina e diplomatasi a Mosca, ora, da sposata, vive a Sassuolo.

In copertina: Elsa Welponer, Mazzo di rose, 1935

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Articolo di Livia Capasso

foto livia

Laureata in Lettere moderne a indirizzo storico-artistico, ha insegnato Storia dell’arte nei licei fino al pensionamento. Accostatasi a tematiche femministe, è tra le fondatrici dell’associazione Toponomastica femminile.

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