Caro bullo… Cara bulla…

«Il fenomeno del bullismo è l’immagine di una società sempre più egoista, individualista e violenta. In cui domina l’insicurezza che viene mascherata da una brutale ricerca di predominio e supremazia, anche in giovane età. Non si accettano le proprie debolezze in un mondo che vuole soltanto vincitori, in ogni campo: vince il più forte, il più bello, il più sicuro di sé… e questo vale anche per le bambine, le ragazze… le più omologate ai modelli maschili di sopraffazione, soprattutto dei più deboli, vigliaccamente, per sentirsi più forti… ma è tutta un’illusione!» In questo modo le studenti di una mia classe quarta del Liceo Maffeo Vegio di Lodi hanno sintetizzato l’articolo che hanno scritto per la partecipazione al concorso Ultimaora dell’Osservatorio Permanente Giovani Editori. Occorreva individuare un tema di attualità e abbinare articolo e video. L’articolo, di Clara e Sabrina, è qui riprodotto, mentre per il video (Aurora protagonista, Michela regista, Elena e Giulia al montaggio) andare al link https://youtu.be/HuIvKaC8Pjk

Caro bullo,

sì, dico proprio a te che stai leggendo questa lettera, ora ti racconto una storia: un ragazzo di dodici anni veniva costantemente picchiato e umiliato in pubblico da un suo compagno di classe; il bullo lo costringeva a fargli i compiti ogni giorno, minacciandolo di fargli del male se non avesse obbedito… Cosa pensi dopo queste frasi? Il bullo è un mito? Probabilmente sì, ma continuiamo: il ragazzo all’ennesima umiliazione subita, decise di gettarsi dalla finestra della sua casa; quell’evento distrusse la sua famiglia, che non tornò più la stessa. Cosa ne dici adesso? Pensi ancora a quel bullo associandolo a una divinità? Probabilmente no, non credo proprio. Magari ora stai pensando: «Che persona orribile! Non ha distrutto solo la vita del ragazzo, anche quella della sua famiglia! Chi mai potrebbe fare una cosa del genere?!» Ti do un indizio: tu.  Magari non sai cosa stai facendo, cosa stai provocando, magari non sai che alcuni ragazzi e ragazze arrivano a suicidarsi a causa di quelli come te; o peggio, forse lo sai. Lascia che ti ponga una domanda a cui persone come me non arrivano a dare risposta: perché ti comporti così? Gelosia, rabbia, voglia di attenzioni… psicologia e sociologia  hanno cercato di dare una spiegazione al tuo comportamento: ti aggrappi alla violenza per accettazione sociale oppure proprio per accettare te stesso, magari per nascondere la tua debolezza… Hai paura, paura di rimanere solo, ma se continuerai così, ti assicuro che accadrà. Quando tutti gli altri, anche tuoi gregari, cresceranno e saranno in grado di ragionare con la loro testa, ti abbandoneranno, perché capiranno che tu e loro stavate facendo delle scelte sbagliate.

Quella del bullo non è una buona maschera sotto cui nasconderti. Celata in profondità c’è la vera versione di te, sicuramente migliore. Sei migliore di quanto sembri, anche se non lo sai. Devi imparare a pensare prima di agire, perché non puoi sempre reagire d’istinto; il nostro istinto, infatti, non riconosce le scelte giuste da quelle sbagliate, riconosce quelle facili da quelle difficili, e chi mai sceglierebbe la strada difficile? Nessuno. Rifletti, e magari la prossima volta che ti scriverò una lettera comincerà con: “Caro eroe…”

Cara bulla,

forse tu non sai chi sono, ma io ti conosco. Ti conosco bene sai? Tutti parlano di te in giro per la scuola. Forse è quello che volevi ottenere, l’essere popolare, conosciuta… eppure tutti sanno chi sei perché ti ritengono un mostro, ti riconoscono come la ragazza che ha rovinato la vita a diverse persone. Al giorno d’oggi per essere rispettate nella nostra società bisogna dimostrarsi superiori a tutti e non importa il modo in cui lo fai, basta solo che lo sembri e di sicuro diventi “popolare”. Sei davvero brava a fingere di sentirti sicura di te. In realtà tu non ti piaci, non ti sei mai vista carina. Se cominciassi a farlo non dipenderesti dall’approvazione altrui. Forse non avvertiresti più il bisogno di distruggere chi, invece, credeva in se stesso. Ma è possibile che nessuno si sia mai chiesto il perché dei tuoi comportamenti? Magari, anche tu in passato hai subito violenza psicologica, e ora per vendicarti ti comporti allo stesso modo dei tuoi “ex bulli”. Spesso coloro che svolgono azioni di violenza fisica o psicologica sono persone che hanno subìto o subiscono traumi di qualsiasi tipo e, di conseguenza, proiettano all’esterno ciò che provano dentro. Molto probabilmente ti senti insicura e hai bisogno di nascondere il fatto che tu sia debole prendendotela con gli altri. Eppure lo so che ti senti sola, anche se negheresti se te lo chiedessero. Ti avviso che se rimarrai come sei oggi, molto probabilmente rimarrai sola per tutta la vita. E nessuno merita questo. Tutti noi meritiamo di avere degli amici, quelli veri. Non le tue false amiche, che fanno di tutto per comportarsi come te, per farsi rispettare fingendosi terribili mostri. Hai bisogno di amicizie autentiche, perché, se tu ne avessi, ti aiuterebbero a capire che stai sbagliando, ma non è ancora troppo tardi. Ed è proprio quello che voglio farti capire anch’io. Penso che prendersela con i più deboli sia una delle cose più brutte che una persona possa fare per sentirsi “grande”. Ti rendi conto del male che fai alle persone? La vittima che hai preso di mira in questo momento starà fingendo di avere la febbre per non andare a scuola oppure avrà smesso di mangiare da molti giorni in un inutile tentativo di perdere i chili che tu le vedi addosso. Ma così non cambierà nulla. Non cambierà nulla perché non è la vittima che deve cambiare. Ti consiglio di metterti nei suoi panni, di pensare a cosa faresti e a come ti sentiresti se qualcuno decidesse di tormentarti. Non è bello, vero?

Con questa lettera spero di farti capire quanto sia grave, negativo e pericoloso il fatto che tu offenda e sminuisca le altre persone, perché se tratti male gli altri tratti male anche te stessa. Stai solo recitando, non sei davvero così; ti sei immedesimata perfettamente nella parte. Recupera la vera te stessa. Se ti accorgi di questo, puoi cambiare. Perché tutti devono avere l’opportunità di cambiare. E io credo in te.

***

Articolo di Danila Baldo

DANILA BALDO.400x400 NON TROVATA-1Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, coordina il gruppo diade e tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa Femminista Europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane sino al settembre 2020.

3 commenti

  1. Grazie Danila e grazie alle tue studenti. Oggi è il 7 febbraio, giornata contro bullismo e cyberbullismo. Che il tuo lavoro sia da esempio, perché di bullismo si può anche morire!

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