Editoriale. Ricordare le donne di ieri perché quelle di oggi possano esistere e contare

Un imprevisto degli ultimi giorni ci ruba il piacere di leggere i commenti ai fatti della settimana e le argute riflessioni della direttora Giusi Sammartino.
In attesa del suo rientro, rimandiamo all’editoriale-scuola le argomentazioni sulla cronaca e ci limiteremo qui a presentare sinteticamente gli articoli di questo numero.

Non possiamo, però, fare a meno di commentare quanto successo nella potenza egemone del mondo, gli Usa, tre giorni fa. L’assalto al Congresso statunitense da parte dei sostenitori di Trump, istigati da ripetuti tweet del Presidente ancora in carica a mettere in dubbio l’esito delle elezioni, è un vero e proprio assalto alla democrazia nel Paese che se ne è fatto paladino da sempre. La narrazione dell’America come esportatrice di democrazia, oggi, di fronte all’assalto al Campidoglio da parte di persone abbigliate come Vichinghi, alla debolezza della sicurezza, agli atteggiamenti inizialmente quasi amichevoli della polizia nei confronti dei manifestanti suprematisti bianchi (diversissimi rispetto alla violenza e all’ostilità dimostrate verso Black Lives Matter) è seriamente in crisi. L’assalto al Congresso è un “colpo di Stato” sui generis ordito dal Capo provvisorio dello Stato, i cui account sui social sono stati silenziati, a conferma che le parole, diversamente da quanto fin qui sostenuto dagli amministratori degli stessi, non sono neutre ma hanno effetti e conseguenze di cui è responsabile chi le usa. Vedremo come e se Biden, nella cui squadra di governo ci sono molte donne, e la sua Vice Kamala Harris, sapranno, con fermezza, tenere sotto controllo questa rivolta, che potrebbe purtroppo continuare e che è segno dei conflitti etnici, razziali, culturali, economici e di classe, inascoltati o sottovalutati per troppo tempo in una nazione che stenta a trovare la propria identità e che è oggi composta da tante nazioni. Un’inversione di rotta nella politica, più femminile e perciò più empatica e capace di mettersi in ascolto delle esigenze delle persone, è possibile? Ce lo auguriamo come ci auguriamo che il diritto trovi gli strumenti per liberarsi di Trump che, nel frattempo, con inescusabile ritardo, ha finalmente condannato l’evento.

Vitamine vaganti di questa settimana racconta di cinque figure femminili speciali. Ad Agitu Ideo Gudeta, insieme a tutte le vittime di femminicidio e di violenza, a lei imprenditrice di successo e donna determinata, e forse proprio per questo trucidata dal suo assassino, è dedicato un articolo di approfondimento antropologico: l’autrice ci conduce a riflettere sui rapporti tra potere e genere, identità e violenza, non-dominio ed empatia, in un percorso che attraversa secoli e studi di scienze umane.

Con Anna Siemsen inizia la narrazione settimanale delle sessanta donne di  Calendaria 2021. Pedagogista e femminista, Anna Siemsen operò nei primi decenni del ‘900 soprattutto a Berlino, organizzando l’istituzione scolastica come una «comunità solidale, pacifica, plurilingue, multiculturale e plurireligiosa». Scrisse libri ed ebbe un impegno politico che, all’avvento del nazismo, la costrinsero all’esilio, da cui però continuò ad agire e divulgare il suo pensiero per una nuova Europa.

La serie dedicata alle autrici di fantascienza prosegue con Leigh Brackett, regina dell’epica spaziale. Scrittrice e sceneggiatrice di successo, si rivolge a un pubblico maschile, confermandone aspettative e pregiudizi. Le sue figure femminili, narrate come si presentavano ed erano viste in società — «isteriche e vocianti, incapaci di pensiero alto perché troppo concretamente legate alle contingenze e alle preoccupazioni della quotidianità», le danno tuttavia la forza di firmare con il proprio nome ogni opera, senza mai nascondere il suo essere donna. 

L’articolo dedicato a Berthe Morisot ne celebra il centottantesimo anniversario dalla nascita, il 14 gennaio 1841. Impressionista, spesso unica donna a esporre le sue opere in mostre collettive di pittori, scultori e artisti vari, seppe continuare a dipingere anche dopo il matrimonio — combinato all’interno del gruppo sociale, come quasi sempre avveniva ancora nell’800 — e a esporre mantenendo il suo nome da nubile. Nei soggetti ritratti, nella cura dei particolari e nella scelta di riprendere momenti della vita quotidiana si coglie il suo sguardo femminile sul mondo.

Infine, nel denunciare la scomparsa della rappresentanza femminile dalla Giunta regionale siciliana — brutto avvio del 2021, che ha portato migliaia di donne a mobilitarsi e sottoscrivere un appello contro questa incredibile mancanza di rispetto di una legge di parità — viene ricordata Anna Nicolosi Grasso, prima donna Vicepresidente dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Riportare alla memoria le donne di ieri, che hanno ben operato in ambito sociale e politico, contribuisce a sostenere le donne di oggi che continuano a lottare all’interno e al di fuori della famiglia, per sconfiggere sottomissioni, violenze ed esclusioni dai luoghi decisionali.

Ci piace concludere con la poesia di Alda Merini, che l’8 marzo scorso Agitu ha pubblicato sulla sua pagina facebook, dedicandola a tutte le donne che lottano tutti i giorni della loro vita per un mondo equo e giusto:

«Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore».

Alda Merini, A tutte le donne

***

Articolo di Danila Baldo

DANILA BALDO.400x400 NON TROVATA-1

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, coordina il gruppo diade e tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa Femminista Europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane sino al settembre 2020.

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