Le Siracusane al voto

La Gazzetta di Siracusa del 2 aprile 1946 così descrisse lo svolgimento delle elezioni in città: «Lo spettacolo di serietà e compostezza offerto dalla popolazione siracusana in questa votazione non può che essere additato come esempio di civiltà e di evoluzione… e il concorso delle donne non si può dire trascurabile, anzi è una palese conferma dell’evoluzione». 

Un altro articolo della stampa della città aretusea, ma questa volta a firma femminile, riporta la cronaca del 2 giugno 1946, giorno delle elezioni per la Costituente e del referendum che decretò la vittoria della Repubblica sulla Monarchia: «I signori uomini che col sorrisetto ironico seguono le donne che escono dal chiuso domestico, questa volta riconoscono l’importanza del diritto da noi acquisito, si sono fatti benevoli e sperano… di potersene valere a loro modo. Essi sanno che saranno i voti femminili a fare traboccare la bilancia da una parte piuttosto che da un’altra». 

Questa descrizione e soprattutto il comportamento e l’operato delle donne siracusane, smentirono i versi di un certo Rirì che, appena un anno prima, il 1° aprile del 1945, aveva pubblicato sul giornale locale Il Solletico: «Alla donna è stato dato / Anche il voto dello Stato / (Brontolone che ne dici?) / Ci saranno le elettrici / E persin le deputate / Che saran forse portate / Da crestaie e modestine / Da fioraie e da sartine». 

L’identità di questo Rirì restò ignota e quei versi, a dir poco inopportuni, furono smentiti dai fatti. Infatti  le donne siracusane che si impegnarono in politica furono generose, competenti ed efficienti. 

Tra tante, meritano il ricordo Rosa Gentile ed Ada Meli. I loro profili sono tratteggiati da Annamaria Piccione nel dizionario biografico Siciliane a cura di Marinella Fiume. Tutt’e due furono elette a Siracusa nel 1946, nel primo consiglio comunale del dopoguerra, anche se in schieramenti opposti, la prima per la Democrazia cristiana, la seconda per il Partito socialista. Così furono definite: «due figure indimenticabili per il tratto cortese e dignitoso, per la forza morale che esprimevano, pur nella delicatezza della loro femminilità».  

Il loro impegno in politica fu esemplare e riuscirono ad apportare notevoli miglioramenti nel territorio in cui operarono. 

Rosa Gentile, nata nel 1889, era la prima di nove tra figli e figlie. Visse la sua giovinezza a Siracusa poi con l’intera famiglia si trasferì a Milano. Nel 1927, a causa di una pleurite, ritornò a Siracusa dove il clima l’avrebbe aiutata a guarire. 

Alla morte del padre lavorò presso una società inglese che si occupava di import ed export e dopo questa esperienza riuscì, da sola, a fondarne e gestirne una personale. Rosa non si sposò e visse sempre con la famiglia della sorella Emma. Durante i tempi bui e di ristrettezze economiche della Seconda guerra mondiale lei era l’unica fonte di sostentamento per tutto il nucleo familiare con il lavoro di traduttrice presso il Comando Alleato. È stata la prima Presidente del Cif (Centro italiano femminile) della città ed anche dell’associazione Donne cattoliche siracusane. 

Ada Meli era invece nata nel 1906 ed apparteneva a una famiglia che, da sempre, privilegiava i valori della libertà e della cultura. Furono proprio i suoi familiari a spingerla verso la politica, fermamente convinti che sia gli uomini che le donne dovessero partecipare in modo attivo alla vita pubblica. Ada era una docente di lettere, una donna intelligente e colta, appassionata di poesia e di letteratura. Fu sempre una fervente sostenitrice dei diritti femminili, esponente di spicco dell’Udi di Siracusa. Nella sua città una via è stata a lei intitolata. 

Sicuramente Leonardo Sciascia non conosceva né le due politiche siracusane né le altre elette e attive in tanti comuni dell’isola, infatti il 27 gennaio del 1974 così scrisse sulle pagine del settimanale L’Espresso: «La donna consiglia la viltà, la prudenza, l’opportunismo, l’interesse particolare; è una forza nettamente conservatrice sul piano politico». 

Anche i “grandi” sono stati misogini e spesso disinformati.

***

Articolo di Ester Rizzo

a5GPeso3Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo, è docente al CUSCA (Centro Universitario Socio Culturale Adulti) di Licata per il corso di Letteratura al femminile. Collabora con testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Per Navarra edit. ha curato il volume Le Mille: i primati delle donne ed è autrice di Camicette bianche. Oltre l’otto marzo, Le Ricamatrici e Donne disobbedienti.

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...