Editoriale. Un anno di Vitamine per leggere

Nella primavera dell’anno scorso, di quel 2020 che passerà alla storia come l’anno spezzato e stravolto dalla pandemia, l’Associazione Toponomastica femminile, grazie alla partecipazione a un bando della Regione Lazio per l’editoria, dava vita alla rubrica mensile sulla scuola Vitamine per leggere, presentandola così: «Vitamine per leggere approfondirà le tematiche legate all’informazione e alla sua manipolazione attraverso le fake news o la sua distorsione attraverso le cattive lenti del razzismo, del sessismo, dell’omotransfobia e dei tanti pregiudizi e stereotipi che ci impediscono di aprirci al mondo, e essere anche nel nostro piccolo come Le Giuste, di cui una serie approfondirà la vita, donne straordinarie che hanno cambiato la realtà. Come al solito si tratta di vitamine per la mente, ma stavolta per leggere le notizie vere e proprie, discernendo tra narrazioni positive e negative, muovendosi nel mare periglioso dell’informazione ridotta a opinione. Vitamine operative, per essere parte attiva e vitale dell’inclusione partendo dalla scuola, nostra unica speranza per un futuro migliore».
Antonio Clemente, che mi ha preceduto nell’azione di raccogliere con impegno ed entusiasmo riflessioni, commenti e progettualità del mondo scolastico, e che ringraziamo per questo, aveva intitolato il suo primo editoriale specifico: Vitamine contro la paura, precisando che «Tutto è condizionato dal virus, le nostre lenti sulla realtà sono distorte, amplificando il meglio e il peggio di ognuno/a di noi», ma sottolineando come tutte le importanti attività scolastiche siano raccontate e portate come esempio di buone pratiche da docenti e studenti che «non reagiscono passivamente e reattivamente, soltanto come una sorta di difesa immunitaria, ma sono propositivi, cercano di avere uno sguardo lungo, che sia cura capace di guardare oltre l’emergenza e le distorsioni di questo periodo».

È trascorso un anno da allora, uno degli anni più difficili dal dopoguerra a oggi per numero di morti e difficoltà sociali ed economiche, e stiamo vivendo ancora un’emergenza sanitaria elevata, seppur mitigata dalla speranza nei vaccini, nel frattempo realizzati e diffusi, non esenti anch’essi, però, da svariate problematicità. Da allora ogni mese l’inserto di Vitamine per leggere riporta notizie dalla scuola, esempi di progetti belli e terminati con successo pur tra mille difficoltà, commenti, riflessioni e suggerimenti di letture per educare a muoversi nel mondo con rispetto, intelligenza e accoglienza dell’altra o dell’altro, anche quando sentito come diverso da noi, imparando a riconoscere la diversità come un arricchimento di cui non aver paura, se la si conosce!
Tuttavia, dopo un anno di chiusure, alternate a periodi di ripresa succeduti da nuove chiusure ancora più pesanti da sopportare, il mondo della scuola è sempre più in sofferenza e chiede a gran voce un diritto allo studio che comprenda anche relazioni e socialità: tantissimi presìdi davanti alle prefetture di tutta Italia per chiedere l’apertura delle scuole e tantissime lezioni all’aperto, nei parchi, per ribadire l’importanza dello stare insieme.
L’obiettivo è programmare seriamente un ritorno in sicurezza alla didattica in presenza per tutte le fasce d’età almeno a settembre, facendo tesoro delle esperienze scorse, nel bene e nel male, affrontando e risolvendo disagi e inadeguatezze connessi a trasporti pubblici, locali scolastici e numero di studenti per classe, anche alla luce delle nuove varianti del virus, più contagiose e maggiormente diffuse nelle fasce d’età sotto i 18 anni, dove l’alta percentuale di asintomaticità, rende più pericolosi i contatti.

In ogni caso, pur riconoscendo il valore insostituibile dei rapporti umani, del guardarsi negli occhi parlando e discutendo senza l’intermediazione di uno schermo, qualcosa di buono la Dad si spera l’abbia lasciato. Di sicuro ha consentito a molte/i una maggiore dimestichezza con gli strumenti e i programmi digitali, ma ci ha anche reso consapevoli del fatto che non ci debbano essere discriminazioni fra chi se li può permettere e chi no. Ha posto l’accento sulla necessità di un insegnamento/apprendimento che invece di limitarsi a “finire i programmi”o al binomio spiegazione/interrogazione, si basi su ricerche interessanti e approfondimenti autonomi da parte degli/delle studenti, certo ben guidati e correttamente indirizzati dai/dalle loro docenti, nella consapevolezza che l’apprendimento passa anche attraverso un imprescindibile benessere psicofisico, di cui la scuola deve farsi garante.
Gli articoli dell’inserto-scuola vogliono essere validi contributi in questa direzione. Le figure di Giuste presentate questo mese, come esempi di donne capaci di esercitare cittadinanza attiva e impegno sociale, sono Settimia Spizzichino, diventata importante testimone dell’orrore della deportazione nei lager nazisti, dopo essere stata l’unica donna ritornata da Auschwitz fra quelle rastrellate nel Ghetto di Roma nell’ottobre 1943; Berta Cáceres, ambientalista e attivista per i diritti umani honduregna, barbaramente assassinata a soli quarantacinque anni per aver contrastato con successo forti poteri economici mondiali, sostenuti dal potere politico locale; e Rosalind Franklin, uno dei tanti casi di Nobel rubato a scienziate i cui studi sono stati alla base di scoperte diffuse poi da colleghi più famosi e più riconosciuti dalla comunità scientifica.
Però, parlando di Giuste, una notizia di questi giorni contribuisce a farci sperare che alla fine la giustizia, se perseguita con ostinazione e perseveranza, possa prevalere anche in questo mondo: l’attivista afroamericana che ha tanto combattuto, nella seconda metà dell’800, contro la schiavitù, Araminta Ross, conosciuta come Hariett Tubman, sarà finalmente ricordata e celebrata con il suo volto impresso sui biglietti da 20 dollari, da cui scomparirà quello del presidente Andrew Jackson, notoriamente schiavista. La prima donna nera su una banconota americana: evviva!!! Già presente nella nostra mostra di Toponomastica femminile Il viale delle Giuste e già ricordata qui su Vitamine per leggere: https://vitaminevaganti.com/2021/03/13/harriet-tubman-la-liberatrice/

Un’altra donna ricordata per il suo impegno civile, in questo caso contro la mafia, è Giovanna Cirillo, che denunciò in modo circostanziato le vicende mafiose che avevano condotto al suicidio del marito, uno dei tanti funzionari pubblici per i quali il sentimento di impotenza di fronte allo strapotere dilagante mafioso può risultare letale.

Lo sguardo sul mondo della scuola ci porta a conoscere sempre meglio alunni e alunne con Bes, bisogni educativi speciali, analizzando questa volta le ministeriali Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri. Mentre è un genere di approccio che parte, all’opposto, dalle parole dei/delle ragazze stesse quello che porta un’insegnante a voler ascoltare le loro voci ormai assenti da più di un anno nella loro fisicità, ridotte a suoni e immagini computerizzate, con un atteggiamento che vuole essere di reale comprensione senza indulgenze paternalistiche o autoritarismi. L’aver perso socialità, rapporti diretti con amici e amiche, ha portato in quest’anno di chiusura in casa all’aumento del 30% dei disturbi dell’alimentazione per gli/le adolescenti del nostro Paese. Poco movimento, poco sport, cibo che compensa tante altre mancanze, possono portare a non riconoscere più il proprio corpo e a farsi dominare dall’ansia riguardo ai suoi mutamenti. La stessa ansia può essere provata dalle preadolescenti di fronte al corpo che cambia: ecco come diventa importante avere una sorella più grande che apra la strada, che spieghi con parole semplici e amiche come accettare il proprio corpo femminile e non demonizzare le mestruazioni, anzi, riconoscendone tutta l’importanza.

Come la scuola non può fare a meno della relazione, della socialità, del contatto fisico, così anche il teatro: la chiusura imposta dalla pandemia ha penalizzato entrambi questi mondi che, anzi, dovrebbero maggiormente essere in collegamento, perché, come sottolinea l’autrice: «il teatro è pedagogia. L’arte è pedagogica per natura».

Due progetti scolastici, risultati vincitori nel settimo Concorso Sulle vie della parità, ci portano in un Istituto di Ostellato, in provincia di Ferrara, che ha deciso di intitolare le vie dell’Azienda Agraria Didattica annessa all’Istituto alle 21 Madri Costituenti; e in un IC di Vittoria, in provincia di Ragusa, dove alunne e alunni hanno voluto disegnare un Mondo senza stereotipi, scoprendo e valorizzando la presenza di figure femminili anche nelle discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e proponendo al Comune l’intitolazione di una scalinata alla scienziata Rita Levi Montalcini.

Tante recensioni in questo numero, per offrire spunti di letture significative per superare luoghi comuni, pregiudizi e superficialità. Smaschera mezzo secolo di sessismo nella musica leggera italiana il libro di Riccardo Burgazzi Il maschilismo orecchiabile, portando ad analizzare, in modo divertente e ironico ma non privo di riflessione, tantissime canzonette che con le loro facili armonie entrano nelle teste e riproducono la visione misogina della nostra cultura patriarcale, in cui le donne sono in tutto e per tutto proprietà di maschi autocentrati e traditori, che però pretendono la fedeltà, il perdono e la dedizione assoluta e quando sono loro a essere lasciati, non trovano niente di meglio che la denigrazione più antica: «Non dormo da una settimana per quel cuore di puttana — Lucio Dalla, 1980».
In Camminare, correre, volare l’autrice Sabrina Rondinelli si interroga su temi quali la violenza e il bullismo al femminile, fenomeno meno studiato anche perché meno appariscente, seppur importante da conoscere, anche per sfatare alcuni stereotipi diffusi sul fatto che le bulle appartengano ai ceti sociali più bassi.
Il romanzo Un’amicizia di Silvia Avallone porta a considerare l’importanza delle parole vere che raccontano la vita e ne danno il significato: scrivere è dare forma e comprendere il mondo. Questo è uno dei tanti insegnamenti importantissimi che la scuola ha il privilegio di offrire.

***

Articolo di Danila Baldo

Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, coordina il gruppo diade e tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa Femminista Europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane sino al settembre 2020.

 

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