Teatro e disabilità uditiva 

La tesi di laurea arriva in un momento importante della mia vita. A ventotto anni decido di dimostrare a me stessa e agli altri, che ho vinto io contro tanta gente che non ha mai creduto in me, facendo anche i conti con una malattia invalidante che nove anni prima mi aveva reso parzialmente sorda.
La tematica della disabilità uditiva è, appunto, a me molto cara, in quanto io stessa ipoudente. Mi sono immaginata le difficoltà di non poter accedere più ai miei passatempi preferiti e la mia curiosità mi ha portato poi a parlare di spettacoli accessibili a chi non sente più. Ancora oggi è un tabù parlare di inclusione dei sordi/e nella vita sociale, figuriamoci a teatro o al cinema. La nostra società pensa ancora che il sordo/a sia una persona da emarginare in quanto poco intelligente, e che non sia in grado di potersi relazionare con le persone. Se vogliamo proprio dirlo in tutta franchezza, questa è l’unica invalidità “invisibile”, tanto che si fa ancora fatica ad accettarla sia nelle famiglie, sia nei contesti sociali.

Fin da giovane, purtroppo, inizia la mia avventura sanitaria con una diagnosi di Neurocisticercosi, malattia che sorpassa le barriere del sistema immunitario e arriva fino al cervello, rilasciando delle micro cisti calcificate. In seguito sorge il più grosso problema di salute che nessuno vorrebbe mai conoscere e affrontare: la Sindrome di Ménière, una patologia ahimè ancora sconosciuta al Sistema Nazionale Sanitario Italiano, che ha dei sintomi molto forti e debilitanti, in quanto comporta labirintiti, vertigini e porta via con sé l’udito, parzialmente o del tutto, come è successo a me. Inizialmente all’orecchio destro, parzialmente, con fasi di remissione, finché tornò con una tale violenza da portarsi via anche l’orecchio sinistro. Dal 2010 uso apparecchi acustici endoauricolari ad alta potenza e nel 2021 l’orecchio peggiore è stato operato e così oggi porto un impianto cocleare.

La mia tesi che si intitola L’educatore alla teatralità tra sviluppo della persona e consulenza pedagogica è il frutto di un lungo lavoro e desidera promuovere l’inclusione delle persone con disabilità uditive e dimostrare come il teatro e il cinema in chiave pedagogica possano migliorare la qualità della loro vita.
Nella prima parte della tesi si collocano i cenni storici del teatro, da come com’è nato a quali sono le figure teatrali che tessono le storie durante gli spettacoli e di come il teatro  si è evoluto. Nella seconda parte ho voluto approfondire meglio quelle che sono le figure teatrali. Chi è il regista, l’attore, la loro valenza e il rapporto in campo educativo nelle varie comunità, come ad esempio le Rsa, le scuole o i centri di aggregazione giovanili. Nella terza e ultima parte ho condotto un viaggio nelle varie realtà romane che ho avuto l’onore e il piacere di conoscere, per fare interviste e per raccontare più da vicino quelle che sono le soluzioni in campo di abbattimento di barriere sensoriali e rendere più accessibili i contesti di teatri, cinema e tutto ciò che concerne il mondo dello spettacolo. Si parte con Li.Fra, una compagnia teatrale di Roma che tramite pop up, audiodescrizioni e recitazione sia in lingua italiana che con l’aiuto della Lis (Lingua italiana dei segni) mette in scena rappresentazioni teatrali accessibili a piccoli e grandi spettatori con disabilità uditive ma anche ipovedenti.
Si passa poi ad altre due realtà che operano in campo multimediale sviluppando tecnologie evolute per l’accessibilità tramite sottotitolazione e audiodescrizione anche grazie a una applicazione che si chiama Moviereading grazie a cui «il cinema diventa libero e accessibile a tutti con sottotitoli e audio descrizioni su smartphone e tablet». Insieme grazie a un grosso partner come Epson, il team di Moviereading ha messo a punto un sistema per visualizzare i sottotitoli nella lingua desiderata attraverso occhiali tridimensionali trasparenti che si possono o acquistare oppure noleggiare comodamente presso alcune sale cinematografiche, per permettere agli spettatori/trici con disabilità di gustarsi il loro film preferito senza problemi.

Il mio obiettivo è quello di poter creare una rete solidale e di informazione dove poter condividere esperienze e far conoscere la sordità, perché certe persone giudicano senza conoscere il mondo che ci circonda, che improvvisamente o dalla nascita ci impedisce di sentire la voce di genitori, figli e figlie, amici e amiche.

La tesi integrale al link: https://toponomasticafemminile.com/sito/images/eventi/tesivaganti/pdf/112_Caprino.pdf

***

Articolo di Sara Caprino

Laureata in Scienze dell’Educazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sono Educatrice Professionale nel mondo delle Rsa e degli ipoudenti. Io stessa ipoudente dal 2004, a causa della sindrome di Ménière, che comporta labirinti e vertigini, diventando patologia cronica e invalidante, sono mamma di due bimbi in età scolare. Sono amante della cultura, musei, teatri, cinema e tutto ciò che richiama la scoperta di nuovi aspetti della vita. 

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