VIII Congresso della Società Italiana delle Storiche

Questa mattina, scaricando le ultime mail, ne ho trovate alcune di cui ho colto immediatamente lo stretto collegamento.  Nella prima mi si segnalava l’articolo pubblicato su questa rivista riguardante Olympe de Gouges, protagonista di questa settimana di Calendaria 2021, scritto da Graziella Priulla. Nella seconda era contenuto il programma dell’VIII Congresso della Società italiana delle storiche (SIS), associazione culturale nata nel 1989 con l’obiettivo di promuovere la ricerca storica, didattica e documentaria nell’ambito della storia delle donne e della storia di genere. E ancora, la SIS «si propone l’introduzione di concetti e categorie nuove nella ricerca e nella didattica della storia, allo scopo di modificare contenuti e metodi della conservazione documentaria e della trasmissione delle conoscenze».

Nell’articolo su Olympe de Gouges l’autrice scrive: «La sua condotta scandalosa culminò nel 1791 con la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, nella quale affermava la necessità dell’uguaglianza tra i due sessi dei diritti civili e politici, sottratti alle donne solo in forza di un arcaico pregiudizio. Svelò così il falso universale insito nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789: quel falso che è arrivato intatto — nella storia, nel diritto, nelle consuetudini linguistiche — fino ai giorni nostri».

Io ricordo bene che quando frequentavo il liceo fui fortemente colpita dal trafiletto sulla Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina poiché era già esistente in me un’attenzione al tema della partecipazione femminile e mi ponevo una serie di interrogativi sulla presenza delle donne nella storia ma non ricordo affatto il nome di Olympe de Gouges o tantomeno una sua biografia che sicuramente non avrei dimenticato, visto che ricordo benissimo i nomi maschili della Rivoluzione. Dunque considero importantissimo l’impegno che profondiamo oggi per dare visibilità a tutte le donne che la Storia ufficiale ha tralasciato e dimenticato e che eventi come l’VIII Congresso della Società Italiana delle Storiche riportano alla nostra attenzione.

Il congresso si svolgerà dal 9 al 12 giugno, in collaborazione con l’Università di Verona. Il titolo è La storia di genere: percorsi, intrecci, prospettive. 180 relatrici e relatori provenienti da diversi atenei e centri di ricerca italiani, europei ed extraeuropei, in 44 sessioni parallele, discuteranno temi e categorie interpretative proprie della storia delle donne e di genere e si confronteranno sui nuovi orientamenti storiografici in un’ottica pluridisciplinare. Gli interventi coprono un arco cronologico che si estende dall’antichità alla contemporaneità e si riferiscono a una molteplicità di contesti geo-politici e culturali (Europa, Americhe, Medio ed Estremo Oriente, Africa) analizzati con approcci che focalizzano l’attenzione su realtà locali, nazionali, transnazionali e/o globali. I temi trattati spaziano dall’analisi di corpi alle voci e scritture femminili, dalla critica al binarismo alla costruzione di modelli di genere, dal lavoro nelle sue diverse declinazioni alla sfera del sacro, dagli spazi urbani alle miniere, dalle migrazioni e mobilità alle prospettive coloniali, dalle varie forme dell’agency individuale a quelle dell’agire collettivo, dai diritti di cittadinanza ai femminismi e ai movimenti ambientalisti, dai linguaggi politici e dalla propaganda alle autobiografie e percezioni di sé, dalle emozioni alle rappresentazioni del femminile, per non citarne che alcuni.

Scopriremo così le monache francesi che all’epoca della Controriforma volevano «avere voce in capitolo», fra loro Jacqueline, sorella di Blaise Pascal, e subito dopo, viaggiando nel tempo e nello spazio, troveremo Hazel M. Johnson, ambientalista nella Chicago contemporanea.

Scopriremo anche le «donne cattive»: avvelenatrici, brigantesse e non solo mogli di briganti, donne alla sbarra a Bari all’inizio dell’Ottocento.

E ancora, regine, duchesse, aristocratiche che ufficialmente non avevano ruoli seppure ne svolgevano di importantissimi dietro le quinte, ma contemporaneamente ascolteremo anche raccontare delle imprenditrici, ad esempio in Veneto durante il Rinascimento. E poi tutte quelle donne che in ogni epoca si sono poste fuori dai confini definiti dagli stereotipi, ad esempio nella Ferrara del XV secolo o nella Francia illuminista.

Insomma, il programma è immenso… come, dovendo parlare di donne dimenticate dalla storia, si scopre che c’è solo la difficoltà di dover scegliere, così la difficoltà di partecipare a questo magnifico congresso è solo nel dover scegliere tra le varie sessioni e interventi.

Tutte le informazioni sul programma e i link per accedere tramite la piattaforma Zoom sono sul sito della Sis (http://www.societadellestoriche.it/images/sisnew2013/congressi/2021/8_congresso_programma.pdf) e dell’Università di Verona (https://www.univr.it/it/iniziative/-/evento/9435).

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Articolo di Donatella Caione

donatella_fotoprofilo

Editrice, ama dare visibilità alle bambine, educare alle emozioni e all’identità; far conoscere la storia delle donne del passato e/o di culture diverse; contrastare gli stereotipi di genere e abituare all’uso del linguaggio sessuato. Svolge laboratori di educazione alla lettura nelle scuole, librerie, biblioteche. Si occupa inoltre di tematiche legate alla salute delle donne e alla prevenzione della violenza di genere.

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