Il contributo delle donne ebree durante il Risorgimento

Nel 1848, quando re Carlo Alberto accorda alla popolazione ebrea il godimento dei diritti civili, si assiste nel Regno al passaggio da una condizione di segregazione ad una integrazione nel contesto nazionale. Le donne ebree, spesso al fianco di padri e mariti, apportano un grande contributo alla causa risorgimentale, sostenendo le lotte per la libertà e la promozione sociale di tutti e tutte.
Ne troviamo tante tra le fondatrici delle prime associazioni femminili che avevano intrapreso un percorso di emancipazione della donna e di tutela delle lavoratrici.
La storia poi ci racconta come il nazifascimo perpetrò la sua barbarie su questo popolo ma dopo la guerra riuscirono a riconquistare la fiducia in sé stessi e in sé stesse partecipando alla ricostruzione democratica del Paese.
Alcune di loro, come Rita Levi Montalcini, Rita Montagnana, Tullia Zevi, hanno conquistato un posto nella memoria collettiva ma altre sono state quasi dimenticate.

Pesaro, foto di Linda Zennaro

Tra le donne impegnate socialmente e politicamente nell’Ottocento ricordiamo Sara Levi Nathan (in copertina). Era nata a Pesaro nel 1819 in una modesta famiglia di negozianti. Sin da piccola fu chiamata affettuosamente Sarina. 
A 16 anni si sposò con un uomo d’affari, Meyer Nathan, e la coppia ebbe ben 12 figli. Quando rimase vedova mise a disposizione la sua casa come luogo d’incontro per i maggiori protagonisti del Risorgimento, tra cui Mazzini e Garibaldi. 
Sarina, diventata una fervente patriota, svolse un importante ruolo politico nel Partito d’Azione.
Nel 1870, dopo l’unificazione italiana, si trasferì a Roma iniziando a promuovere diverse iniziative filantropiche. Nel quartiere Trastevere istituì una scuola, che intitolò a Giuseppe Mazzini, per poter permettere alle ragazze di avere un’istruzione. Fondò anche “L’Unione benefica”, una casa che offriva alloggio e lavoro alle ragazze più povere per evitare che venissero irretite in giri di prostituzione. Trasmise i suoi ideali a figli e figlie, in particolare ad Ernesto che diventerà sindaco di Roma dal 1907 al 1913. Sarina Levi morì nella capitale nel 1882.

Sisa Carmi Belimbau era nata a Livorno nel 1849. A fine secolo riorganizzò un’antica scuola professionale di Pisa, la Scuola S. Ranieri, introducendo per le ragazze l’apprendimento di una solida cultura di base e nuovi corsi professionali.

Livorno, 1985. All’angolo, Sisa Carmi Belimbau

La scuola ottenne numerosi premi e riconoscimenti ufficiali.
Un’antica coperta di famiglia, che faceva parte della sua dote, la ispirò per creare una lavorazione particolare di ricamo che ancora oggi viene definita ”punto pisano”.
Allo scoppio della Prima guerra mondiale si attivò per produrre gli indumenti militari per i nostri soldati, creando così centinaia di posti di lavoro per le donne. Per il suo impegno la città di Pisa le conferì la Medaglia d’oro, mentre la Croce Rossa le assegnò una Medaglia di bronzo.
Morì a Massa Carrara nel 1947.

Nina Rignano Sullam era nata a Milano nel 1871. Dimostrò sempre una grande ansia di giustizia sociale e nel 1899 fu tra le fondatrici dell’Unione Femminile Italiana. La sua idea principale fu che l’emancipazione delle donne doveva partire dall’istruzione e dalla riqualificazione del lavoro. Fu tra le artefici della nascita delle scuole di “Riavviamento al lavoro”, del “Dormitorio-pensione per ragazze disoccupate”, di specifici corsi per domestiche e per badanti, della Cassa di maternità e dell’Ufficio di collocamento per personale di servizio. Si impegnò quindi in tutti i campi dell’assistenza femminile garantendo dignità e diritti per le lavoratrici.
Venne invitata a relazionare in vari convegni e congressi sia in Italia che all’estero. Con l’avvento del Fascismo non potè continuare più il suo prezioso lavoro e fu costretta prima a nascondersi e poi a scappare per non incorrere nelle persecuzioni razziali.
Morì, sola e dimenticata, a Varese nel 1945.

Nina Rignano Sullam

Tra le scrittrici e le letterate ebree ricordiamo Laura Cantoni Orvieto, nata a Milano nel 1876. Occupò un ruolo molto importante nella cultura italiana dell’epoca e si fece promotrice di svariate iniziative a sostegno delle donne e di bambini e bambine.

Laura Orvieto con i figli Leonfrancesco e Annalia, 1904

Scrisse Le storie della storia del mondo, una serie di racconti ispirati alla mitologia e alla storia greca e romana.
Fu una donna molto colta e fondò e diresse per tutta la vita il giornalino La Settimana dei Ragazzi.
Durante la Prima guerra mondiale diventò Ispettrice delle Infermiere Samaritane.
Le sue opere sono state tradotte in varie lingue ed a lei è dedicato un premio di letteratura per ragazzi presso l’Archivio Contemporaneo del Gabinetto Viesseux di Firenze.
Una costante della sua vita fu l’amore per l’Ebraismo e presso la sua casa organizzò un Ricreatorio Ebraico. Laura fu tra le fondatrici dell’Associazione Donne Ebree d’Italia (Adei) e si occupò a lungo della “Pro infanzia israelita”. Morì a Firenze nel 1953.

Anche Rosa Errera era una scrittrice e pedagogista.
Era nata a Venezia nel 1866. Insegnò Lettere presso la Scuola Normale Agnesi di Milano e, applicando originali metodi di apprendimento, istituì dei corsi di doposcuola per l’infanzia.
Interessata costantemente alla letteratura per la gioventù, scrisse e tradusse vari testi, dirigendo inoltre la “Collana di letteratura per ragazzi e giovinetti”.
Il suo spirito fervente di mazziniana la rese una grande patriota insieme alle sorelle Anna ed Emilia; nel 1920 scrisse Noi, un libro in cui esortava lettori e lettrici al ritorno ai valori risorgimentali, fondamentali, secondo il suo parere,  per la ricostruzione dell’Italia dopo il primo conflitto mondiale.

Copertine di alcuni libri di Rosa Errera

Con l’avvento del Fascismo il suo nome fu messo all’indice e fu perseguitata.
Riuscì a sfuggire alla deportazione grazie ad un’amica che generosamente l’accolse e la nascose.
Rosa è morta a Milano nel 1946, solo un anno dopo la fine di quell’orribile guerra.

***

Articolo di Ester Rizzo

Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo, è docente al CUSCA (Centro Universitario Socio Culturale Adulti) di Licata per il corso di Letteratura al femminile. Collabora con testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Per Navarra edit. ha curato il volume Le Mille: i primati delle donne ed è autrice di Camicette bianche. Oltre l’otto marzoLe Ricamatrici e Donne disobbedienti.

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