Un salto nella millenaria civiltà egizia

In Egitto per oltre tremila anni si è sviluppata una delle civiltà più importanti della storia dell’umanità, fino alla conquista romana negli anni 31-30 a.C..

Regione dell’Africa nordorientale ha contribuito in maniera rilevante al progresso della storia con l’invenzione della scrittura, con importanti opere d’arte e maestose costruzioni, quali le piramidi, avviando anche le basi di scienze come la matematica e la medicina. La malattia era considerata invasione del corpo da parte di spiriti malvagi, l’efficacia dei rimedi farmacologici di origine animale, vegetale o minerale era connessa ai rituali della preparazione e somministrazione.

Gli Egizi elaborarono i caratteri tipici della loro civiltà del tutto africana, frutto delle idee e del lavoro di un popolo contadino.

La stele di Rosetta (196 a.C.), con l’iscrizione in geroglifico (in alto), demotico (al centro) e greco antico (in basso), ritrovata nel 1799 durante la Campagna di Napoleone,
ha consentito la comprensione della lingua egizia

L’invenzione più importante fu la scrittura geroglifica, costituita da una serie di segni che raffiguravano sia idee e concetti sia elementi della vita comune; nonostante fosse difficile da utilizzare ebbe una durata di circa quattromila anni. In seguito fu inventata una seconda scrittura che gli studiosi chiamano ieratica, cioè “sacra”, usata soprattutto dalla classe sacerdotale, molto più semplice e riportabile sui fogli di papiro. Il papiro, fino all’invenzione della pergamena, fu l’unico materiale su cui si scrivesse nel mondo antico. Molti secoli dopo fu elaborato un terzo tipo di scrittura, quella demotica, cioè “del popolo”, che impiegata per lo più dai funzionari dello Stato e dai notai.

La ricchissima produzione letteraria dell’antico Egitto, giunta fino a noi, rispecchia la civiltà e la cultura di quella società di cui permette di cogliere le tensioni morali e politiche, l’attitudine intellettuale e religiosa, il mondo del mito, della fiaba, della fantasia, dello spettacolo. La musica aveva origine divina e custode di essa era la casta sacerdotale, agli uffici sacri partecipavano sia donne che uomini che accompagnavano il canto con la danza e il suono del sistro, praticati a tutti i livelli sociali. Il sistro era un oggetto rituale di bronzo o di un metallo più nobile, di cui l’inventrice sarebbe stata Iside, la maggiore divinità femminile dell’antico Egitto, secondo la religione isiaca; il suo suono era capace di effetti miracolosi come quello di vincere e debellare i geni del male; la raffigurazione dello strumento sui monumenti sepolcrali dimostrava l’appartenenza del defunto al culto isiaco.

Costituito dalla Valle e dal Delta del Nilo l’Egitto dipendeva dalle acque del fiume che scorreva attraverso un vastissimo deserto, ogni anno straripando inondava le terre circostanti rendendole fertilissime, ciò determinò la nascita di uno Stato sempre più complesso. Fin dalle epoche più antiche fu necessario l’impiego di considerevoli risorse umane per regolare le piene e limitare i danni derivanti da fattori talvolta non prevedibili, in tal modo schiere di operai si dedicavano ai lavori di pulizia togliendo il fango e la sabbia che il vento impetuoso del deserto trascinava sui villaggi e sui campi.

Le origini dello Stato egizio si fanno risalire alla seconda metà del IV millennio a.C., periodo in cui nacque contestualmente il regno dei faraoni e si sviluppò la scrittura geroglifica. La storia egiziana non fu lineare, conobbe infatti cesure drammatiche e incisive modifiche, come il passaggio dall’Antico al Medio Regno, il trasferimento del centro politico a Tebe, la lotta tra le tendenze dell’alta burocrazia e la volontà accentratrice del potere faraonico che nel Medio Regno cercò l’appoggio popolare contro i funzionari.

Nella religione fu oggetto di discussione il profilo delle innovazioni dottrinarie, si pensi ad esempio al tentativo del faraone Ekhnaton di privilegiare il culto solare tra le altre divinità.

L’Egitto era composto da tantissimi minuscoli regni guidati da un dio locale, rappresentato da un principe che ne era il sommo sacerdote. Successivamente processi di annessione e conquiste formarono organismi politici più grandi fino alla costituzione di due Stati: l’Alto e il Basso Egitto, fondati da legami parentali e interessi comuni, ciò giustificò un unico reggente, tanto da formare un unico Stato nazionale e con il re Menes ebbe inizio la I dinastia (2850 a.C.), che spostò la sede a Menfi. Per tutto l’Antico Regno (2600-2200 a.C.), e in particolare durante la VI dinastia, fu raggiunto il primo periodo di massimo splendore, importanti spedizioni commerciali e militari furono inviate in Nubia e in Libia e si stabilirono contatti commerciali con il Libano.

Le piramidi di Giza

Fu l’epoca in cui vennero costruite le piramidi, enormi edifici che costituivano la parte visibile delle tombe dei sovrani; occorre ricordare che per la concezione del popolo egizio il sovrano era un dio, per cui la tomba doveva far capire l’immane differenza tra chi fosse sepolto nelle piramidi e gli esseri umani; le più importanti si trovano alla periferia del Cairo e furono fatte costruire dai sovrani Cheope, Chefren e Micerino.

Il nome “faraone” deriva dall’antica espressione egizia per-aa che significa “grande casa”, questo termine venne utilizzato per designare il sovrano, una forma rispettosa per evitare di chiamarlo con il nome di nascita. Il faraone era un dio che discendeva dal cielo per regnare proprio su di loro, per questo motivo si consideravano un popolo eletto. Dopo la morte il sovrano tornava in cielo e diventava una delle stelle che circondano la Stella Polare.

Alla fine di questa dinastia, dopo il lunghissimo regno di Pepi II, iniziò un periodo intermedio (2200-2000 a.C) di decadenza politica ed economica in cui si susseguirono re effimeri, mentre nomadi beduini si erano insediati nel Delta. Durante la X dinastia i sovrani di Eracleopoli, i prosecutori dei re di Menfi, furono battuti dai principi di Tebe, e Montuhopet I fondò l’XI breve dinastia tebana con la riorganizzazione dell’intero Paese, il Medio Regno o Primo Impero Tebano (2052-1786 a. C.). Con questa dinastia l’Egitto ebbe un periodo florido, ben amministrato, si recuperarono zone dedite all’agricoltura e lo sviluppo culturale e commerciale divenne in Asia molto influente.

Nella XII dinastia i suoi successori svolsero una politica altrettanto produttiva, in Nubia realizzarono una catena di fortificazioni e vennero spostati i confini dello Stato fino alla seconda cataratta, parola greca che significa letteralmente “scendendo”, ovvero “rapide, cascate”; nel Fayyum fecero grandi opere di irrigazione con la costruzione di una diga e il convogliamento delle acque alluvionali in numerosi canali. Fu un periodo solido con funzionari efficienti, un popolo impegnato in opere civili, un attivismo bellico che dava sicurezza alle frontiere, fiorirono l’attività artistica e la stesura delle opere classiche della letteratura. 

Purtroppo la stabilità politica e sociale non ebbe lunga durata perché seguirono anni di disorientamento poco documentato in cui si concluse il Medio Regno. Il secondo periodo intermedio (1786-1567 a.C.) fu rappresentato da re di cui si conosce solo il nome, la cui insufficienza è dimostrata nel veloce succedersi e nella costanza delle usurpazioni, nonostante ciò l’Egitto continuava a vivere come società, grazie all’autonomia di azione delle sue strutture amministrative. S’infiltrarono tribù asiatiche: gli Hyksos, che costruirono una piazzaforte ad Avaris («re dei Paesi stranieri»), e da lì si spostarono nel resto del Paese, non riuscendo però a ottenere il dominio su tutto l’Egitto se non per un breve periodo; i prìncipi locali mantennero la loro autorità benché fossero limitati da controlli e obbligati a pagare un tributo. Fra le famiglie dei dinasti emerse quella più importante di Tebe, che riunì tutte le altre, facendosi capo di un movimento di ribellione contro gli stranieri.

Con la XVIII dinastia iniziò il periodo del Nuovo Regno o Secondo Impero Tebano (1567-1075 a.C.), forse il più glorioso; l’Egitto divenne la maggiore potenza politica e militare del mondo di allora e di tutta la propria storia. Ahmose abbattè definitivamente la dominazione degli Hyksos e unificò l’Alto e il Basso Egitto, la Nubia rientrò sotto la sovranità egizia e una nuova politica “imperiale” spinse i sovrani alla conquista della Palestina e della Siria fino all’Eufrate. I Paesi conquistati mantennero la loro struttura, si aprì così un’età di grandi scambi; la nuova società cosmopolita divenne sempre più eterogenea e laicizzata rinunciando agli elementi classici e sociali che avevano controllato la vita egizia precedente. Con Thutmosis III seguirono grandi vittorie che arricchirono il Paese e i bottini di guerra contribuirono alla costruzione di un vasto impero. Un periodo di crisi si ebbe sotto il regno del faraone “eretico” Amenhotep IV (1351-134 a.C.) che abbandonò Tebe e trasferì la capitale in una nuova città: Akhetaton (oggi Tell-el-Amarna), cambiò il proprio nome in Ekhnaton, a indicare la nuova fede da lui imposta, incentrata sul culto esclusivo di Aton, il disco solare. 

Stele calcarea, probabilmente usata come altare domestico, mostrano Amenhotep IV e Nefertiti con tre delle loro figlie;
al centro della scena il disco solare del dio Aton

Oltre che religioso, l’atonismo aveva un significato economico-politico, che mirava a ridimensionare il ruolo dei sacerdoti, dando più autorità al sovrano; nessuno dei due fini fu raggiunto e compreso anche dal popolo, così alla sua morte furono ripristinati gli antichi culti e la nuova città fu rasa al suolo. 

L’acme della potenza e della ricchezza si ebbe con il faraone Ramsesche salvò il Paese dall’avanzata degli Ittiti, antica popolazione dell’Asia Minore; in questo periodo i sovrani non furono più seppelliti nelle piramidi ma in tombe scavate sottoterra a Tebe, dove risiedevano in una valle sulla riva sinistra del Nilo che prende il nome di Valle dei Re. Qui fu ritrovata la tomba di Tutankhamonla maggiore scoperta archeologica del Novecento per la varietà e ricchezza degli oggetti che vi erano conservati.

Conclusosi il Nuovo Regno inizia una fase in cui l’Egitto partecipa alle vicende storiche del Mediterraneo, alternando periodi di gravi crisi e di occupazioni straniere, tra le quali la più duratura fu quella persiana, a periodi di massima ripresa con la dinastia XXVI (VII-VI secolo a.C.), di cui vengono evidenziate la potenza militare ritrovata e la magnificenza delle arti.

Questo avvicendarsi di successi e cicli meno propizi ebbe fine con l’arrivo di Alessandro Magno, con cui si aprì una nuova fase storica, accolto dal popolo egiziano quasi come un liberatore; aleggiando il malcontento, fu fondato un nuovo regno con Alessandria d’Egitto capitale, connotato da elementi di carattere ellenistico e di cui protagonista fu prevalentemente la popolazione di origine greca.

Il tempio di Kom-Ombo

Alla morte di Alessandro (323 a.C.), il governo passò a Tolomeo che trasformò la capitale in un potente centro economico che dominava le rotte commerciali del Mar Mediterraneo e del Mar Egeo. Nel 332 a.C. conquistò la Cirenaica durante il periodo delle guerre tra i diadochi, generali macedoni che alla morte di Alessandro si contesero il controllo del suo impero. In questo periodo furono costruiti i templi di Edfu, Kom Ombo.

L’Egitto recuperò il suo antico interesse, l’unica diversità stava nel fatto che fosse governato da sovrani di origine greca, come coloro che detenevano le leve del potere. La dinastia tolemaica governò l’Egitto ellenistico dal 305 a.C. fino al 30 a.C., cioè fino all’arrivo dei Romani, nella cui orbita fu fatta la pace con la Siria, suggellata con il matrimonio tra Tolomeo e Cleopatra. In Egitto vi era infatti un’antichissima usanza per cui i re, o meglio i faraoni, ritenuti divinità, non dovessero mischiarsi con gli esseri umani, così Cleopatra sposò il fratello Tolomeo XIII a soli dodici anni. Il matrimonio non durò a lungo, la forte personalità di Cleopatra non sopportava la presenza del fratello tanto che riuscì a farlo uccidere, in quella occasione fece innamorare Giulio Cesare, presentandosi avvolta in un drappo. La religione egiziana non tollerava che una regina vedova rimanesse senza un legittimo marito consanguineo, quindi sposò un altro fratello, Tolomeo XV, di appena undici anni, che la regina però non vide mai perché si trasferì a Roma con Giulio Cesare, dal quale ebbe il figlio Cesarione. Dopo l’assassinio di Cesare (44 a.C.), Cleopatra ritorna in Egitto, fa uccidere il suo secondo marito, elevando al rango di coreggente il piccolo figlio. Dopo le guerre civili che seguirono alla morte di Giulio Cesare, Cleopatra conquistò Marco Antonio, nonostante fosse sposato con Ottavia, sorella di Ottaviano, i due divennero amanti e vissero insieme fino al tragico termine della loro vita (42 a.C.). Il personaggio storico di Cleopatra è la più alta testimonianza della grandezza e del fascino del mondo egizio, della sua splendida cultura ed è stato reso eterno nella letteratura e nell’arte di tutti i tempi.

Dopo la vittoria di Azio e la morte di Cleopatra, Augusto sancì la fine dell’epoca tolemaica e l’inizio della dominazione romana dell’Egitto, che però non fu periodo prospero e pacifico, la regione si depauperò in particolare nelle campagne visto che  gran parte delle ricchezze affluivano a Roma; alle difficoltà economiche si aggiunsero altri fattori: contrasti razziali, sommosse contro gli ebrei, ribellioni di indigeni e insurrezioni dei pretendenti all’impero. 

L’evento più rivoluzionario nella storia dell’Egitto sotto il dominio romano fu l’introduzione del cristianesimo nel II secolo, dapprima osteggiato dalle autorità, poi diffuso tra gli Ebrei di Alessandria, e in seguito tra i Greci e gli Egiziani dell’entroterra; nel III secolo la maggior parte della popolazione era ormai cristiana e con la proclamazione dell’Editto di Milano venne concesso a tutti e tutte di venerare le proprie divinità.

L’età romana si concluse nel 395 d.C. con la morte dell’imperatore Teodosio I.

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Articolo di Giovanna Martorana

PXFiheft

Vive a Palermo e lavora nell’ambito dell’arte contemporanea, collaborando con alcuni spazi espositivi della sua città e promuovendo progetti culturali. Le sue passioni sono la lettura, l’archeologia e il podismo. 

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