Le vicende storiche della antica Mesopotamia

Nell’antichità, la Mesopotamia era parte dell’Asia Anteriore e, come suggerisce l’etimologia derivante dal greco mésos (che sta in mezzo) e potamós (fiume), era posta tra il Tigri e l’Eufrate, fiumi che hanno, peraltro, fortemente contribuito allo sviluppo dell’attività agricola dell’area; l’antico territorio oggi coincide per lo più con l’Iraq. Alla storia della Mesopotamia appartengono vari popoli: Sumeri, Assiri, Babilonesi.
Il termine Sumeri pare derivare dal babilonese Shumer, così come era chiamata dai Babilonesi la regione in cui ha vissuto quella popolazione, che la chiamava Ki-en-gi, nelle iscrizioni cuneiformi giunteci sembra che essa stessa si definisse sag-gi (teste nere). L’origine è ancora oggetto di discussione tra gli studiosi, ma sono tutti d’accordo nel considerarla non autoctona, pare che sia arrivati lì dove ha poi vissuto intorno al 3500 a.C.. Fin dall’inizio era frazionata politicamente in città-stato, continuamente in lotta fra loro e con nemici esterni per la supremazia politica, tuttavia erano unite dal credo religioso, infatti ogni città era la sede di una divinità principale. 

Tra le divinità sumere emergevano gli dei cosmici: An, dio del cielo, Enlil, dio dell’aria e creatore del mondo, Enki, dio della terra e dell’acqua; accanto a questi erano Nanna, dio della luna, Utu, dio del Sole e Inanna, dea della Stella Venere che adunava i caratteri della Terra Madre. Al di sotto degli dei c’erano i demoni, spiriti negativi, portatori di malattie, contro i quali i sacerdoti esercitavano arti magiche in una serie di funzioni; nel culto le feste erano caratterizzate da sacrifici e si celebravano in date fisse. 
La ricostruzione storica di questa civiltà è stata possibile grazie alla scoperta delle antiche città Uruk, Lagash, Kish, Nippur, Isin, Larsa e dai rinvenimenti epigrafici che hanno reso comprensibile la struttura delle istituzioni nell’area del Vicino Oriente antico e nell’espansione dell’impero. I rinvenimenti archeologici e le testimonianze del passato ci permettono di comprendere la complessità della civiltà sumera, la cui storia è caratterizzata da periodi di splendore e da profonde crisi, dovute per lo più a invasioni di altri popoli. Il dominio sumerico nel II millennio a.C. si estendeva dall’Iran al Mediterraneo; la fine di questa civiltà è attribuita agli Amorrei e agli Elamiti che ne distrussero diversi centri urbani. 

Documento del XXVI secolo a.C. 

Ai Sumeri va il merito di aver inventato la scrittura più antica usata dall’essere umano e di aver stimolato la nascita di altre scritture; inizialmente di carattere pittografico, poi si perfezionò con l’ideografia (schematizzazione dei disegni), e in seguito con la fonetica che aveva valori sillabici e non alfabetici.
Dei Sumeri ci rimangono testimonianze artistiche e architettoniche che si esprimevano in grandi templi e mura costruite con mattoni di argilla; il tempio all’inizio era costituito da un solo vano, successivamente fu ampliato con un sistema di stanze e cortili con attorno un recinto sacro. Nella produzione artistica, tra le altre cose, grande importanza ha il rilievo figurativo: i visi erano raffigurati di profilo, con gli occhi e il corpo frontali. 

I Babilonesi, popolazione semitica dell’antichità, abitante la regione di Babilonia, si erano stabiliti nella Mesopotamia dopo i Sumeri. Essi rappresentano la prima affermazione politica di un popolo semitico su scala statale, destinata a durare diversi secoli; erano organizzati in tre classi: liberi di alto rango, liberi di basso rango e schiavi; al di sopra di queste classi era il re, capo civile, militare e religioso. La loro lingua era l’accadico, di derivazione semitica; la cultura babilonese fu basilare per le discipline scientifiche come l’astronomia, la medicina e l’algebra; nell’arte furono gli eredi dei Sumeri, l’architettura era rappresentata da templi e palazzi di mattoni. Le donne avevano importanti diritti, potevano possedere proprietà, entrare in affari e testimoniare nei processi; era in uso una sorta di divorzio che poteva essere chiesto dal marito e che poteva sposarsi una seconda volta. 

La stele del Codice di Hammurabi

I Babilonesi, nell’immaginario collettivo e non solo, sono legati alla città di Babele, città-stato fondata da un principe amorreo, Sumuabum (1836-1817 a.C.), l’antico toponimo era Kà-dingirra, ovvero Porta di Dio; Babele era una delle città più famose del mondo antico, non solo per il prestigio in campo politico e culturale, ma anche per la grandiosità degli edifici e delle opere d’arte che racchiudeva dentro le proprie mura. Il più importante membro della I dinastia di Babilonia un secolo più tardi fu Hammurabi (1792-1750 a.C.), che unificò la parte centro-meridionale della Mesopotamia. La sua epoca fu contrassegnata da una diffusa prosperità, da una buona amministrazione, dalla emanazione del celebre Codice di Hammurabi, la più antica raccolta di leggi finora giuntaci e custodita nel Museo del Louvre a Parigi. 

La situazione cambiò sotto i suoi successori che non furono in grado di conservare l’integrità dello Stato. La prima dinastia di Babilonia fu sopraffatta dagli Ittiti provenienti dall’Anatolia centrale (attuale Turchia), lasciando i Babilonesi talmente stremati che un popolo sceso dai monti dell’attuale Iran, i Kassiti, s’impadronì della Mesopotamia centromeridionale e la governò per oltre quattro secoli. Infine, fu la volta degli Assiri, anche loro popolo semitico, abitante gli altipiani della valle del Tigri (Assiria). Affini ai Babilonesi, subirono per il contatto con Hurriti e Ittiti influssi non semitici elaborando una complessa ed effimera civiltà, per cui l’area assira più che una compagine statale, fu una sorta di terreno franco aperto ai saccheggi e a un indiscriminato sfruttamento economico. La vera storia degli Assiri iniziò con la caduta di Ur III (2003 ca a.C.) e le loro vicende ebbero carattere prevalentemente espansionistico; dopo aver dominato nell’area centro-settentrionale della Mesopotamia con il re Shamshi-Adad I (1813-1781 a.C.), rientrarono nei confini dell’Assiria sconfitti dalla coalizione di cui faceva parte Hammurabi. In questo periodo a nord avvennero importanti trasformazioni; il poderoso regno di Mitanni (attuale Turchia orientale, Siria settentrionale, Kurdistan iracheno) crollava sotto la spinta degli Ittiti da ovest e da sud-est degli Assiri, quest’ultimi, che erano stati assoggettati al regno Mitanni, divennero un popolo libero. Iniziarono una lunga serie di guerre per consolidare e allargare i propri confini, crearono una ricca rete di traffici che si svilupparono particolarmente in Anatolia, appoggiandosi a delle vere colonie. Gli Assiri parlavano e scrivevano la lingua accadica, di antica origine semitica, distinguendosi dai Babilonesi solo per alcune particolarità fonetiche e per una maggiore arcaicità; nella letteratura usarono di preferenza il babilonese stabilito da una lunga tradizione, mentre nell’età antica i testi erano scritti in accadico con caratteri cuneiformi, su tavolette o cilindri d’argilla o su vari oggetti di pietra o di metallo. La religione non si differenzia da quella degli altri popoli dell’antichità: è politeistica, con un dio al vertice del Pantheon e un grande numero di dei, in cui predominava l’elemento maschile; venivano pure adorati gli astri più grandi e le più importanti costellazioni. Le donne assire non erano escluse dalla politica, il loro ruolo dipendeva a seconda dei matrimoni dinastici e talvolta potevano assumere la reggenza del governo. Si pensi alla leggendaria regina Semiramidealla quale vennero attribuite la fondazione di Babilonia e la costruzione dei “giardini pensili”.

Tra il 1362 e il 932 a.C. l’Assiria divenne una grande potenza, estendendosi a occidente fino al Mediterraneo, inglobando la parte fertile del sud-est della Mesopotamia. Tra i re che hanno contribuito alla crescita degli Assiri si ricordano Assuruballit I (1363-1328 a.c.) che si spinse a occidente della Siria, e Tukultininurta I (1243-1207 a.C.) che conquistò Babilonia e sottomise tutta la bassa Mesopotamia. Successivamente si colloca un periodo di declino per la pressione da parte di popoli provenienti dalle regioni a nord, a ovest e sud-est dell’antica Assiria; fu il re Tiglatpileser I (1112-1074 a.C.) che restaurò la potenza assira con guerre, stragi, devastazioni e conquiste. Successivamente, il dominio assiro comprese la Mesopotamia, la Siria e l’Anatolia, il loro chiaro intento era quello di riunire tutto il Vicino Oriente sotto il proprio controllo. La capitale più importante fu Ninive, posta sulla riva orientale del Tigri, l’odierna Mosul (Iraq), divenne il centro politico e culturale; città di origine preistorica come hanno dimostrato gli scavi archeologici, abbraccia i resti di una delle maggiori testimonianze del periodo. 

Il re assiro Assurbanipal combatte contro un leone, VII sec. a.C.,
particolare di un bassorilievo dal palazzo di Ninive, Londra, British Museum

Gli Assiri si distinsero dagli altri popoli per una certa incongruenza: da una parte svilupparono una feroce strategia militare, dall’altra si adoperarono per lo sviluppo della matematica, dell’astronomia, delle scienze, della letteratura e per lo studio dei testi sacri, in cui s’innalzarono toccando l’acme tra l’intelletto divino e la crudeltà del perfetto soldato. Avversari del dominio assiro furono i Neobabilonesi, congiuntamente all’attacco dei Medi, antica popolazione iranica stanziata nella regione nord-occidentale della Persia confinante con la Mesopotamia; quando caddero le città di Assur nel 614 a.C. e Ninive nel 612 a.C., ebbe così fine la potenza assira. Finalmente vittoriosi, i Neobabilonesi svilupparono tutta la loro potenza nel 604 a.C. con il re Nabucodonosor che fece ritornare il regno al suo splendore. La civiltà della Mesopotamia, contesa per duemila anni da diversi popoli, si concluse nel 539 a.C. con la conquista da parte dei Persiani, che parlavano una lingua molto diversa e praticavano una religione dualista. L’impero persiano a sua volta fu annientato da Alessandro il Macedone, che sconfisse l’ultimo re, Dario III, sul trono dal 335 al 330, includendo quel territorio immenso nei suoi domini.

***

Articolo di Giovanna Martorana

PXFiheft

Vive a Palermo e lavora nell’ambito dell’arte contemporanea, collaborando con alcuni spazi espositivi della sua città e promuovendo progetti culturali. Le sue passioni sono la lettura, l’archeologia e il podismo.

2 commenti

  1. Breve ed intensa storia della Mesopotamia. Ho scoperto il ruolo avanzato delle donne. Oserei dire, che le donne ricoprivano ruoli di potere, secoli or sono. Articolo molto interessante.

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