Donne e medaglie d’oro al Valore Civile

Tra le donne a cui è stata conferita una medaglia d’oro al Valore Civile, Emanuela Loi è forse la più nota. Emanuela è stata la prima agente della Polizia di Stato ad essere vittima di un attentato mafioso, insieme ad altri colleghi, mentre scortava il giudice Paolo Borsellino. Era nata a Sestu, in provincia di Cagliari, e dalla sua isola approdò in Sicilia per svolgere quel difficile e pericoloso compito. Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio, il tritolo pose fine alla sua giovane vita: non aveva compiuto neanche venticinque anni. Su tutto il territorio nazionale vie, piazze, scuole, parchi sono stati a lei intitolati.

Rosa Guarnieri Calò Carducci è stata una delle prime donne ad ottenere questa onorificenza. Era una casalinga nata a Castel del Piano in provincia di Grosseto che fu uccisa a Roma il 7 ottobre del 1943 da una pattuglia di tedeschi e fascisti che cercavano di arrestarle il figlio. Sfidò armi e minacce pur di non farli entrare in casa fino a quando fu uccisa da «colpi di pistola e di moschetto». Una strada di Roma, precedentemente intitolata a Rosa Maltoni madre di Mussolini, oggi porta il suo nome, così come una via di Tiberi, suo paese natale. Anche un asilo di Grosseto la ricorda. A lei fu pure dedicato un francobollo del valore di due lire.

Giuseppina Panzica era nata a Caltanissetta il 1° agosto 1905 e durante la Seconda guerra mondiale salvò dalla deportazione numerosi profughi ebrei e alcuni perseguitati politici. Li accoglieva e nascondeva nella propria abitazione ubicata nei pressi della frontiera svizzera e poi li aiutava ad attraversare il confine. Si adoperò inoltre per veicolare notizie e corrispondenza alle brigate partigiane operanti nella zona di Como. Nel 1944 venne arrestata e deportata nel campo di concentramento di Ravensbruck. Resistette alle privazioni e alle torture fino alla Liberazione. L’associazione “Ondedonneinmovimento” di Caltanissetta ha chiesto l’intitolazione di una via, già deliberata dalla Giunta. Nel 2018 le è stata assegnata, alla memoria, la medaglia d’oro al Merito Civile.

Se scorriamo l’elenco, arrivando ai tempi più recenti troviamo il nome di Marcella Monini, unica donna umbra insignita di questa onorificenza. Definita dalla stampa “madre coraggio”, «…con generoso slancio e coraggiosa determinazione non esitava a tuffarsi in mare in soccorso dei figli che stavano per annegare riuscendo a trarli in salvo. Stremata dallo sforzo veniva travolta dalle onde perdendo la vita. Nobile esempio di amore materno spinto all’estremo sacrificio». Il fatto avvenne nel 2008 e i figli, Matteo e Giuseppe avevano appena sei anni.
Ad Umbertide una scuola in costruzione porterà il suo nome.

A Marilena Bonetto la medaglia fu conferita l’8 marzo 1966. Aveva appena dieci anni quando morì nel tentativo di salvare il cuginetto sulle rotaie della ferrovia. Il piccolo si salvò ma lei fu investita in pieno dalla motrice. Una via è stata a lei intitolata a Carmagnola, a trenta chilometri da Torino, dove avvenne il fatto.

Rosa Sisca e Maria Grazia Casazza, vigilatrici penitenziarie, durante un incendio nel carcere in cui lavoravano, il 3 giugno del 1989 salvarono le detenute dalle fiamme sacrificando la loro vita. A Rosa Sisca è intitolata la casa circondariale di Castrovillari, a Maria Grazia Casazza la sezione destinata alle donne madri e ai loro bambini del carcere Lorusso e Cutugno di Torino.

A Maurizia Marchesi è stata conferita nel 2005. Era una giovane assistente sociale che morì nell’incendio di una struttura alberghiera di Carpineti, nel tentativo di salvare dalle fiamme una sua assistita: «…fulgido esempio di impegno sociale ed autentico spirito di abnegazione».

Eleonora Cantamessa, medica, perse la vita mentre soccorreva un ferito coinvolto in un incidente stradale nel 2013. Era nata a Trescore Balneario nel 1969 e si era sempre impegnata per prestare assistenza gratuita a donne indigenti ed immigrate. È rimasta per tutti e tutte “la dottoressa coraggio”. Nel 2014 le è stato intitolato il Reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Istituto Clinico Sant’Anna di Brescia. A Trescore Balneario un asilo comunale e la sede dell’Auser portano il suo nome.

Natalia Maovaz salvò il 9 luglio del 2014 un ragazzo in mare su una spiaggia dell’isola La Maddalena. Sprezzante del pericolo riuscì nell’intento ma non sopravvisse alla forza delle onde che la travolsero. «Splendido esempio di incondizionato amore per il prossimo e di umana solidarietà…».

Tra le assegnazioni più recenti ricordiamo quella attribuita a Nicoletta Missiroli, dirigente della Polizia, deceduta a causa di un incidente stradale durante un’operazione di servizio, insieme al collega Pietro Pezzi, il 17 settembre 2017. A entrambi sono stati intitolati gli uffici della Sezione Polizia di Frontiera della Questura di Ravenna.

A Giovanna Calvaruso, carabiniera, la medaglia d’oro al Valore Civile è stata conferita il 20 maggio del 2019. Era originaria di Alcamo ma prestava servizio a San Giuliano Milanese. Insieme ad altri militari intervenne in soccorso di 51 scolari tenuti in ostaggio a bordo di un bus cosparso di liquido infiammabile, evitando una strage. In un’intervista ha dichiarato: «Vedevo i ragazzi terrorizzati… guardavamo i loro occhi che ci pregavano di intervenire, leggevamo i loro labiali che pronunciavano parole di richiesta d’aiuto. Quando abbiamo aperto la porta ho aiutato tutti ad uscire, poi mi sono affacciata dentro per assicurarmi che non ci fosse più nessuno. L’autobus ormai stava bruciando quasi completamente. È stato meraviglioso salvarli tutti».

Poche righe per ricordare il coraggio di queste donne.
Un piccolo omaggio al loro valore e ai loro ideali.

In copertina: intitolazioni a Roma (a sinistra) e a Rivoli (a destra).

***

Articolo di Ester Rizzo

Laureata in Giurisprudenza e specializzata presso l’Istituto Superiore di Giornalismo di Palermo, è docente al CUSCA (Centro Universitario Socio Culturale Adulti) di Licata per il corso di Letteratura al femminile. Collabora con testate on line, tra cui Malgradotutto e Dol’s. Per Navarra edit. ha curato il volume Le Mille: i primati delle donne ed è autrice di Camicette bianche. Oltre l’otto marzoLe Ricamatrici e Donne disobbedienti.

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