Una lunga avventura, terminata con successo

A Capo d’Orlando, comune della città metropolitana di Messina, in Sicilia, presso il Centro culturale Teatro allo Scalo, si è tenuta l’inaugurazione delle prime intitolazioni dedicate alle donne nella odonomastica cittadina, in una cerimonia tenutasi il 9 luglio alla presenza di associazioni e istituzioni: Verso una ripartenza con pari opportunità di genere.
L’iter della proposta di intitolazioni femminili, che qui racconteremo nei dettagli, è già stato narrato in questi articoli di marzo e aprile:
https://vitaminevaganti.com/2020/03/21/la-memoria-nelle-vie-di-capo-dorlando/
https://vitaminevaganti.com/2021/04/03/le-prime-tre-intitolazioni-a-donne-a-capo-dorlando/

Chiediamo a una delle protagoniste di questa bella avventura partita da lontano, l’associata di Toponomastica femminile Franca Sinagra:
da chi è nata la richiesta per superare il gap di genere anche in questo campo?
«In città, la Giornata internazionale delle donne, l’8 marzo, viene regolarmente celebrata da anni, ma dal 2013 una iniziativa di Tf, Fidapa e Cgil con 450 firme iniziava a proporre all’amministrazione una intitolazione al femminile, sempre dimenticata. Dal 2020 la protesta e la proposta sono state condotte da un coordinamento molto più corposo, per l’aggiungersi di altre associazioni di volontariato fino a un numero di tredici. Altre associate e associati a Tf hanno appoggiato e consolidato negli anni il sostegno alla richiesta: Francesca Pietropaolo, Antonella Algeri e Marco Rocca.

Sagome fuxia a Capo d’Orlando

L’ufficialità pubblica delle prime intitolazioni in città è da leggere come risultato dell’efficacia della determinazione del Coordinamento Odonomastica femminile, sostenuta per due anni anche con la produzione di cicli di articoli giornalistici e radiofonici. Ha contribuito anche la costante riproposizione dell’impatto visivo/concettuale della nostra creatività color fuxia, sia nelle targhe che nelle sagome, ripresentate a tutte le più importanti manifestazioni in piazza, progettate dall’architetta Giusetta Cavolo. Perfino il divanetto rosso su cui sono state esposte le targhe ufficiali sembrava gridare i soprusi contro le donne.

Come sono state scelte le donne da ricordare e celebrare sulle vie cittadine? E quali sono?
Formato un gruppo in chat, ciascuna associazione si è incaricata di scegliere cinque nominativi, secondo un proprio criterio, corredati o da una breve motivazione.
Alla proposta del sindaco Franco Ingrillì, l’8 marzo 2021, di suggerire tre nomi, la nostra scelta è immediatamente ricaduta su Nilde Iotti, prima presidente della Camera dei Deputati; Felicia Bartolotta, madre antimafia di Peppino Impastato; Emanuela Loi, agente della scorta del giudice Paolo Borsellino. A queste figure importanti della politica e della società civile, al momento dell’inaugurazione si è aggiunta una quarta donna, indicata autonomamente dal sindaco, che ha in questo modo condiviso il valore dell’iniziativa: il nome di Francesca Serio, anch’essa madre coraggio nel chiedere giustizia per il figlio Salvatore Carnevale, assassinato dalla mafia. Si è formata così casualmente, ma non senza significato, una maggioranza di donne contro la mafia. Aperta la via alle prime quattro intitolazioni, le altre seguiranno!
Il totale di 50 nominativi è stato consegnato con elenco completo in occasione del 25 aprile. Sono donne appartenenti ai più vari settori della società, comprese donne comuni esemplari per il comportamento e per le scelte di vita. Sono state tutte comunicate a Tf nelle targhe simboliche di un anno fa.

Le quattro aree di circolazione da intitolare

Ricordare donne che hanno ben operato in società e nelle scienze può essere utile anche per affrontare l’inciviltà della violenza domestica contro le donne?
Certamente l’assenza di nomi femminili nell’odonomastica cittadina crea nella quotidianità della vita l’ambiguità di valore sminuito del genere femminile, cominciando dalle/dai giovani, che non trovano concretezza corrispondente al rispetto dovuto predicato dagli adulti. Invece la presenza, onorevole perché memorabile, di nomi di donne sulle targhe delle vie imprime immediatamente, con un comportamento concreto, il concetto di parità in prospettiva storica: donne importanti emergono dal passato e non per aver subito ma per aver raggiunto obiettivi positivi civili, storici appunto. Di quelle donne siamo tutte/i eredi, ma hanno un grande significato anche per i maschi, data tutta la loro consolidata e ora riconosciuta capacità di mandare avanti il mondo: chiunque alzi la mano su una donna, offende se stesso, la storia e il mondo!

E quanto può essere utile per favorire l’empowerment in funzione di una effettiva parità di genere?
Per le donne, il vedersi rappresentate attraverso le intitolazioni viarie incentiva la speranza e la certezza di riuscire ad agire, e di non subire, nella loroprogettazione della realtà sociale: crea conoscenza e orgoglio documentato del proprio genere, finalmente riconosciuto necessario non soltanto in famiglia per la riproduzione della specie, ma anche in società per la produzione di valore civile. Infatti, durante la cerimonia, è stata ricordata la parità di genere nell’European Green Deal e le riforme governative italiane presenti nell’attuale Piano nazionale di ripresa e resilienza per equilibrare il divario di genere. Il riferimento al contesto valoriale e politico e l’auspicio di un impegno comune fra cittadine/ie amministrazione è stato avvalorato nella prospettiva dell’attuazione dell’Art. 3 della Costituzione.

Quali sono stati, allora, gli apporti dell’amministrazione cittadina e della società civile?
È stato cercato e tenuto un costante rapporto con l’amministrazione, già preannunciando in colloquio l’obiettivo dell’iniziativa l’8 marzo 2020. Il rapporto ufficiale (non più con consegna a mano delle firme) è stato mantenuto con serietà attraverso l’informazione personale ufficiosa di una nostra rappresentante e avvalorata dall’ufficio protocollo. Del resto abbiamo mantenuto reciproca attenzione e correttezza. Il contenuto di modernizzazione del giusto senso civico di genere (ampiamente analizzato da noi sui media locali) ha necessariamente vinto sull’arretratezza vigente. L’anno scorso era stata anche condotta una parallela richiesta di intitolazioni dell’aula magna alle scuole, che aveva trovato consenso da parte delle dirigenze, ma l’epidemia ha cancellato tutte le opportune aspettative. Sarà opportuno riproporle quest’anno, epidemia permettendo.
Anche i concittadini più restii a discorsi “femministi” hanno approvato la novità che “tutto sommato” “non costava” trattative in politichese e spese in denari pubblici: quindi viva le donne! Perché celebrandole e riconoscendone l’impatto esemplare per le nuove generazioni, non sono prevedibili conseguenze spiacevoli, anzi incrementano azioni valide per il senso civile di tutti e tutte!

In copertina: divano su cui sono state posizionate le foto delle targhe delle vie durante la manifestazione del 9 luglio 2021.

***

Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

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