Sebben che siamo donne

Molteplici sono le rilevanti tematiche affrontate nei diversi percorsi del progetto scolastico Sebben che siamo donne, che ha partecipato all’VIII Concorso Sulle vie della parità
(link https://www.toponomasticafemminile.com/sito/index.php/didattica/scuola/concorsi1) nella sezione Percorsi di vita e di lavoro. Ed. Civica, temi che sono fondamentali per un’educazione volta a costruire coscienze civiche attive e responsabili: in primis l’ambientalismo, con ricerche su ambientaliste europee e proposta di intitolazione ad Anne Hidalgo. Poi l’Educazione civica in ottica di genere, con, nello specifico, lavori sulle pioniere dei diritti delle donne (spunti da Camicette bianche. Oltre l’8 marzo, libro di Ester Rizzocon prefazione di Giuseppina Tripodi e contributo di Maria Pia Ercolini). Si sono affrontati i valori della Costituzione nella lotta all’omofobia, alla misoginia e alle discriminazioni di genere, l’approfondimento della figura di due donne che hanno lottato contro la mafia (Pina Maisano e Felicia Impastato), la sensibilizzazione alla parità di genere, nell’ambito della disciplina di educazione civica, attraverso la decostruzione di stereotipi sui ruoli di genere e di educazione pedagogica e sociologica sui temi della violenza di genere: questo percorso ha privilegiato, attraverso lingue e linguaggi differenti, la scrittura su donne attiviste in diversi campi e/o Giuste, donne distintesi nell’ambito delle STEM (Margarit Hamilton e Gertrude Elion) e donne pedagogiste e letterate (Elsa Morante attraverso la lettura integrale del romanzo La Storia, e riflessione sul tema dello stupro come strumento maschile di annientamento in guerra, con focus sulle “marocchinate”). Infine percorsi sul gender gap in ambito lavorativo, attraverso la figura dell’imprenditrice Luisa Spagnoli e un approfondimento del capitolo Il gene dell’indignazione morale del libro della filosofa Michela Marzano, Sii bella e stai zitta, sul tema della risposta delle donne di fronte a secoli di discriminazioni e offese nella storia dell’umanità.

Le modalità espressive utilizzate dalle classi hanno spaziato da video e presentazioni multimediali a slide per le intitolazioni delle aule; da interviste alla redazione di istanze per le intitolazioni al Consiglio Comunale.

Le docenti hanno così descritto le variegate attività: «Nel grigiore che ha caratterizzato l’attività scolastica in tempi di pandemia, scandita da disposizioni di riapertura, chiusura a metà, chiusura totale della scuola intesa come spazio fisico di crescita e socializzazione, un gruppo di docenti non si è rassegnato a una visione dell’attività tanto triste e limitata dalle norme e dai protocolli sanitari e ha continuato a stimolare le proprie classi in percorsi che appassionassero le persone e fossero in grado di approfondire le tematiche di parità. Non ci si è fermate al divieto dei progetti causa pandemia, ma si è cercato di trasformare questa crisi in opportunità, immaginando percorsi che utilizzassero video, film, incontri con protagonisti/e della società civile, webinar. Molto utile in questo periodo è stata l’esperienza della Commissione Educazione civica della nostra scuola, la cui Funzione Strumentale è stata ricoperta da una delle docenti dei percorsi di parità nella nostra scuola. Sui temi della violenza di genere due docenti del gruppo si sono anche cimentate nella partecipazione a un’opera collettiva, un’antologia sulla violenza di genere, data alle stampe proprio nel mese di aprile di quest’anno, opera che potrà essere particolarmente utile negli anni a venire nelle classi, come un vero e proprio laboratorio di pensiero paritario. La lettura di articoli tratti dalla rivista online Vitamine vaganti ha alimentato e arricchito le lezioni in molte occasioni.

Sebben che siamo donne, quindi, paura non abbiamo avuto di affrontare tematiche a volte anche scottanti per una cittadina provinciale come Melegnano, in cui spesso alcune classi sono portatrici di una sottocultura maschilista e misogina, respirata anche in famiglia, difficile da contrastare.

Sebben che siamo donne paura non abbiamo avuto all’interno del percorso di classe di Educazione civica sui diritti Lgbt di intraprendere un percorso di consapevolezza, in alternativa all’asettica sospensione dalle lezioni di solito proposta dalle scuole in occasioni del genere, con uno studente che aveva realizzato un video fatto circolare in rete in cui attaccava con linguaggio ostile e misogino una compagna di classe.

Sebben che siamo donne paura non abbiamo avuto di proporre intitolazioni di aule, nel poco tempo in cui abbiamo potuto essere presenti a scuola, senza assembramenti e senza celebrazioni ufficiali e formali che sarebbero state vietate, e nemmeno di continuare la proficua coprogettazione col Comune di Melegnano per l’intitolazione dei Giardini di Via dei Tigli a Teresa Mattei, la cui delibera del Consiglio Comunale è avvenuta il 26 aprile 2021.

Studenti dell’Iis Benini con la copia della Costituzione in mano, il 2 giugno 2021, durante la cerimonia di intitolazione dei Giardini Teresa Mattei, accompagnati dalle docenti Sara Marsico, Valeria Pilone e Elena Parati

Sebben che siamo donne paura non abbiamo avuto di intraprendere percorsi in cui abbiamo svolto approfondimenti sulla condizione della donna nell’antico Egitto, in Mesopotamia, nel mondo ebraico e nell’antica Grecia, sia percorsi sulla violenza di genere nella giornata del 25 novembre cui sono seguiti lavori interessanti nelle classi in occasione della Giornata Internazionale della donna.

Sebben che siamo donne paura non abbiamo avuto di lavorare a un percorso di educazione civica in ottica di genere dedicato al tema del gender gap in ambito lavorativo, partendo dalla conoscenza e analisi della figura straordinaria di Luisa Spagnoli, approfondita attraverso la visione del film tv a lei dedicato e un lavoro di riflessione delle classi tramite un apposito questionario, fino alla rielaborazione di consapevolezza finale sul tema che è consistita nell’intervista a otto donne (quattro per ogni classe), di cui quattro donne di scienza dell’Ospedale Sacco di Milano, ovvero Arianna Gabrieli, Claudia Balotta, Annalisa Bergna e Alessia Lai, insignite dell’onorificenza di cavaliere al merito per le ricerche sul coronavirus; Melania Bigoi, infermiera dell’Ospedale di Vizzolo Predabissi, e madre di un nostro alunno; un’assistente sanitaria di origini peruviane che vive in Italia (che ha voluto mantenere l’anonimato); una nostra ex collega, la prof.ssa Carla Lamanna, docente di Scienze umane; Milena Arghittu, biologa, primaria di laboratorio, direttrice dell’unità operativa di laboratorio analisi e direttrice del dipartimento dei servizi all’Ospedale di Vizzolo Predabissi.
Questo lavoro ha prodotto frutti insperati, nel solco della tradizione dei percorsi di Istituto sulla parità di genere e sulla cittadinanza attiva e responsabile. Il lavoro di squadra del Team di Toponomastica femminile e dei consigli di classe, pur se spesso a distanza, è stato fondamentale.
Sebben che siamo donne paura non abbiamo avuto di continuare a immaginare un mondo all’insegna della parità».

La giuria del Concorso ha così espresso la sua valutazione, assegnando il primo premio al percorso di Istituto dell’Iis Vincenzo Benini di Melegnano, in provincia di Milano, che ha visto la partecipazione di moltissime classi di diversi indirizzi (2c Afm-3d Rim-4c Rim-5b Sia-1l Lsu-1n Lsu-2m Lsu-3 L Lsu-3m Lsu, 3n Lsu-4l Lsu-4m Lsu-5l Lsu-5m Lsu) guidate dalle docenti Sara Marsico, Valeria Pilone, Laura Saccani, Modesta Abbandonato, Irene Cardani e Carmen Capelli: «Lavoro interdisciplinare molto complesso a cui hanno lavorato tante classi e tante docenti. Dall’antichità al Rinascimento, dalle tragedie in cui sono state coinvolte donne lavoratrici alle conquiste delle ambientaliste e delle Madri costituenti fino al problema attuale della violenza di genere e del gender gap in ambito lavorativo, risultano evidenti l’impegno e la passione che hanno portato alla realizzazione di tale progetto. La scelta delle figure femminili prese in esame si rivela originale e creativa. Grande varietà anche nei mezzi usati per gli elaborati che vanno dai video alle presentazioni multimediali, alla grafica all’utilizzo di una lingua straniera, dalle interviste alla redazione di istanza al Consiglio Comunale La presentazione infine delle proposte di intitolazioni conferma gli obiettivi raggiunti e lascia prevedere azioni future».

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Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

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