Il Settembre di Toponomastica femminile 

Settembre ha gli occhi lacrimosi e la pancia asciutta. È il mese che fa ruotare l’anno in una piroletta di cose fatte e cose da fare.  
Settembre è una donna dal passo fermo e dallo sguardo malinconico, che ogni tanto si volta e sorride a ciò che si è lasciata alle spalle. 
Settembre è anche Toponomastica femminile, che si è mossa sul percorso delle proprie azioni per mostrare, semmai ce ne fosse ancora bisogno, quanto bello, impegnativo e bellissimo sia essere donna.

Il nostro mese si apre il giorno 5, quando Danila Baldo e Katia Menchetti, insieme alla sindaca Moira Rebughini, hanno presenziato all’inaugurazione della panchina rossa a Borgo San Giovanni. 

Il 7 c’è stato il primo dei due appuntamenti con Les Salonnières, un raddoppio per recuperare la pausa estiva di agosto. Il tema di questa chiacchierata al femminile è stato il cinema, il teatro e la TV (https://www.youtube.com/watch?v=FDuF0KkTukU). 

Venerdì 10, Danila Baldo è intervenuta in qualità di vicepresidente Tf alla Festa Nazionale dell’Unità svoltasi a Bologna, chiamata dalle consigliere comunali di Casalecchio sul Reno, Isabella Guidotti e Loredana Peri. 

Il 12 settembre, Laura Coci ha preso parte all’evento Stranimondi, svoltosi a Milano, dove, in qualità di autrice di Vitamine vaganti, ha presentato il panel Fantascienza, un genere (femminile), a dimostrare come le preclusioni per le donne siano sempre e solo state imposte e che nulla è loro impossibile, se solo viene data la possibilità. 

Il giorno 15, Paola Malacarne, la nostra segretaria, in qualità di rappresentante di Tf, è stata invitata alla cerimonia di intitolazione del giardino di via Petrarca, di Campi Bisenzio, all’attivista per i diritti delle donne, nonché trecciaiola, Barsene Conti. L’intitolazione, per la quale abbiamo collaborato come associazione, si colloca all’interno di un progetto della Cooperativa Sociale Chicco di grano-Case Famiglia per Donne e Bambini, il cui scopo è la promozione della cultura come bene collettivo da condividere attraverso iniziative di partecipazione attiva, inclusione sociale e animazione di questo spazio urbano periferico. La proposta è stata accolta molto favorevolmente dall’Amministrazione e ha avuto il sostegno e la partecipazione dell’assessora alle Pari opportunità, Ester Artese. La cerimonia, quale evento culturale, è stata arricchita dalla testimonianza di  Marco Conti nipote di Barsene, da un excursus sul lavoro delle trecciaiole della docente Emirena Tozzi, esperta nella cultura degli intrecci, già curatrice della sezione Didattica del Museo della Paglia e dell’Intreccio Domenico Michelacci di Signa e i canti del coro Ribelli in cor diretto da Camilla Caparrini. 

Il 17, si è svolto a Brescia il convegno, voluto dalla commissione pari opportunità del comune, dal titolo Una città a misura di donna. L’idea madre è stata quella è di fornire un quadro dei punti critici che la città mostra rispetto all’ambito di cui è chiesto alle relatrici di occuparsi, per poi individuare azioni virtuose che sono già in essere o che potrebbero trovare spazio, volte a rendere Brescia più a misura di donna e, in generale e conseguentemente, più sostenibile anche per persone in condizione di fragilità. Le relatrici hanno dovuto avanzare almeno una proposta da inserire in un documento (che la CPO intende stendere e condividere) contenente delle linee-guida da sottoporre all’amministrazione, del quale tenere idealmente conto in fase di programmazione e progettazione urbana. Come Toponomastica femminile, Claudia Speziali ha avanzato diversi suggerimenti: accogliere le proposte di intitolazione a donne già avanzate dall’associazione, anche insieme con altri soggetti; che le intitolazioni siano “trasparenti”, con l’indicazione di nome, cognome, date di nascita e morte e indicazione della qualifica della persona; attivazione anche nel comune di Brescia del progetto di Tf 3 donne, 3 strade, consistente nell’intitolazione di tre strade a tre donne, in occasione dell’8 marzo di ogni anno; patrocinare e collaborare nella capillare diffusione da parte della Commissione pari opportunità del concorso annuale di Toponomastica femminile “Sulle vie della parità” rivolto a studenti delle scuole di ogni ordine e grado; istituzione presso il comune di Brescia, come già avvenuto in altri comuni italiani quali Torino, Napoli e Roma, di una commissione toponomastica, composta da soggetti istituzionali ed esperte ed esperti esterni, come per esempio storiche e storici. Un lavoro, questo di Claudia Speziale, davvero prezioso. 

Il 18 settembre la Città di San Donato Milanese ha consegnato la Benemerenza civica alla fotografa e scrittrice Tiziana Robbiani Trevisiol, anche associata di Toponomastica femminile, che ha ringraziato l’associazione per il sostegno avuto e i gruppi di donne che si occupano di handicap, in cui è stata anche formatrice. Ha concluso dicendo: «Spero di aver fatto la mia piccola parte nel mondo, non solo con la mia arte, ma anche come persona». Era presente la vicepresidente Danila Baldo, che ha apprezzato soprattutto il riconoscimento a una artista per la quale «la fotografia è provare un’emozione e cercare di fermarla, e oltre a essere arte, bellezza e quindi dare gioia allo spirito, è anche messaggio sociale, testimonianza, denuncia, spunto di riflessione. Ricerca, crescita, tentativo di fare la differenza, di cambiare il mondo». 

Giovedì 23 settembre, sulla piattaforma Stremyard, è andato in diretta Il salotto casertano, nel quale si è ampiamente discusso di una figura di donna eccezionale, una donna avanti, sia nelle mente che nelle azioni: lady Montagu (https://www.youtube.com/watch?v=kPeLp8YTCYg). 
Il 24 settembre abbiamo partecipato, a Torino, alla Notte Europa delle ricercatrici e dei ricercatori, in occasione della quale abbiamo contribuito all’organizzazione della caccia al tesoro in cui ragazze e ragazzi, dagli 8 ai 13 anni, si sono sfidate e sfidati sui luoghi al femminile della propria città. organizzata a Torino in occasione della 

Il 25 settembre è stata una giornata davvero prolifica per la nostra associazione. A Ossago Lodigiano, si è svolta la cerimonia di intitolazione di una piazzetta a Antonia Maddalena Stroppa, sindaca del paese dal 1960 al 1969, prima e unica donna, finora, a ricoprire questo ruolo: che possa essere esempio di impegno sociale e civile per tutte le ragazze e i ragazzi che, sedendo sulla panchina rossa inaugurata nello stesso spazio nel giugno scorso, riflettano sul valore delle donne e l’importanza di lottare contro la violenza su di loro; a Treviso, grazie anche al contributo apportato dalla nostra rivista Vitamine vaganti, è stata allestita una mostra fografica sul tema Le viaggiatrici, durante la quale, tra le altre cose, sono stati letti passi tratti dai diari di queste donne in cammino. Per Toponomastica femminile è intervenuta Nadia Cario, che ha presentato l’associazione, le sue azioni e i suoi obiettivi. Infine, a Roma, abbiamo partecipato all’evento Spaccio d’arte, organizzato dal Municipio IV a San Basilio, con una mostra tematica sulle artiste e le musiciste, e nella quale la nostra Livia Capasso ha presentato il suo libro Le maestre dell’arte, edito da Nemapress. 

Nelle giornate del 25 e del 26 settembre, Danila Baldo è intervenuta alle iniziative svoltesi a Lodi in occasione delle celebrazioni per il centoventesimo anniversario dalla nascita di Giovanna Boccalini Barcellona, partigiana e, nel dopoguerra, consigliera comunale del P.C.I.). Presenti le toponomaste Alice Vergnaghi, organizzatrice e storica, Daniela Fusari e la Consigliera di Parità provinciale Venera Tomarchio. 

Il giorno 28 c’è stato il secondo incontro del mese con Les Salonnières, durante il quale si è discusso di arte figurative, ovviamente declinate al femminile (https://www.youtube.com/watch?v=-C5ZWKzlZqg). 

Il settembre di Toponomastica femminile termina qui. Vorrei però regalare, alle lettrici e ai lettori di questo articolo, le parole di una lettera, datata anch’essa a settembre, che, chi scrive, ha amato molto. Parole che le hanno fatto compagnia durante tutta la sua lunga e intrigata adolescenza: 
«A volte non capisco come un altro la possa amare, come possa essergli concesso di amarla, quando io l’amo così profondamente, così intensamente, e non conosco, non so, non ho altro che lei». (Lettera del 3 settembre 1772, I dolori del giovane Werther, di Johann Wolfgang von Goethe).

Al prossimo mese. 

***

Articolo di Sara Balzerano

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Laureata in Scienze Umanistiche e laureata in Filologia Moderna, ha collaborato con articoli, racconti e recensioni a diverse pagine web. Ama i romanzi d’amore e i grandi cantautori italiani, la poesia, i gatti e la pizza. Il suo obiettivo principale è quello di continuare a chiedere Shomèr ma mi llailah (“sentinella, quanto [resta] della notte”)? Perché domandare e avere dubbi significa non fermarsi mai. Studia per sfida, legge per sopravvivenza, scrive per essere felice.

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