La Patriota e la Maestra

La giuria del concorso nazionale Sulle vie della parità, VIII edizione-2020/2021, indetto dall’associazione Toponomastica femminile, ha attribuito il 2° premio per la sezione A Giornalismo d’inchiesta al progetto La Patriota e la Maestra. Giovanna Bertola Garcea: maestra, divulgatrice e caporedattrice de La Voce delle donne, realizzato da Serena Citriniti e Matilde Tragni 5A, Alessia Naso 5D, Adele Spina 5M del Liceo Scientifico “Attilio Bertolucci” di Parma, guidate delle docenti Maria Borelli e Lucia De Ioanna, con questa motivazione: «Dalla ricerca traspare la passione per la scoperta di una donna che sicuramente ha precorso i tempi in quanto pioniera in ambito giornalistico; molto apprezzabile la ricca documentazione allegata; rilevante il potenziale impatto sul territorio, con la proposta di intitolazione di un parco per bambini e bambine, ma anche della diffusione della conoscenza del personaggio».

Andiamo allora a conoscere questa poliedrica donna, così come ci viene presentata dalle studenti stesse nella loro relazione finale: «Cercando una figura femminile che si avvicinasse alla nostra passione, la scrittura, ci siamo imbattute nella storia di una donna, redattrice, giornalista, scrittrice e attivista della seconda metà dell’Ottocento. Siamo quattro ragazze che fanno parte della redazione del Magazine del Liceo Bertolucci di Parma; scrivere sul nostro giornale scolastico, portando all’attenzione dei nostri compagni e compagne temi di attualità e storie quotidiane, ci ha fatto riflettere su quanto sia importante far sentire la propria voce e battersi per i valori in cui crediamo. Per questo ci ha molto colpito la figura di Giovanna Bertola, la sua intraprendenza e il suo precorrere i tempi su questioni davvero molto attuali.
Giovanna Bertola Garcea è una donna di origini lombarde la cui vicenda umana e professionale ha trovato spazio nel Dizionario Biografico delle Parmigiane uscito nel 2012 a cura di Fabrizia Dalcò; proprio grazie a un incontro con la giornalista, esperta in politiche di genere e appassionata di storia delle donne, siamo venute a conoscenza dell’esperienza di Giovanna Bertola e della sua importante battaglia per l’affrancamento della donna. Una battaglia portata avanti con coraggio sia come educatrice sia come giornalista. Giunta a Parma nel 1864, è qui che Garcea fonda La voce delle donne, giornale scientifico politico e letterario, considerato il primo giornale di emancipazione femminile italiano.

Giovanna nasce il 6 Marzo 1843 a Mondovì, presso una famiglia benestante che le conferisce i mezzi necessari per frequentare la Scuola Magistrale e le permette, in seguito, di acquisire la patente di maestra di grado superiore. Nel 1848 incontra Antonio Garcea, maggiore dell’esercito italiano, con il quale si sposa nello stesso anno. In qualità di militare, egli deve spesso trasferirsi da una zona all’altra dell’Italia e Giovanna lo accompagna trasferendosi diverse volte nel corso della vita. Il suo percorso, rivolto pionieristicamente alla rivendicazione di una parità tra donne e uomini che permettesse alle prime non solo di accedere all’istruzione ma pure al voto e alle professioni, concorrendo al bene della società, deve ancora essere per molti aspetti indagato e reso noto. La fondazione de La voce delle donne, avvenuta a Parma, rappresenta un passo importante per l’apertura di nuove vie della parità: anche per questo crediamo che il suo nome dovrebbe essere ricordato lungo le vie della nostra città.

Documento dell’Archivio storico parmense

Il nostro viaggio alla ricerca della storia di Giovanna (Giovannina) Bertola, è iniziato tra le mura dell’Archivio Storico di Parma. Qui, assistite da Francesca Belmessieri, abbiamo toccato con mano i documenti che attestano la sua permanenza nella nostra città: il registro di popolazione del Comune di Parma dell’anno 1865, con cui abbiamo recuperato l’indirizzo di residenza e i nomi dei conviventi della famiglia, il certificato di nascita della figlia Garcea Luisa Letizia in cui vengono riportate anche informazioni riguardo alla sua unione con Olmi Carlo nel 1887. Ci siamo quindi messe in contatto con l’Archivio Diocesano di Mondovì (CN), che ha provveduto a fornirci l’atto di nascita e di battesimo di Giovanna Bertola.

Una volta contestualizzata la figura di Giovanna Bertola da un punto di vista biografico, abbiamo provveduto a procurarci alcuni testi inerenti alla sua attività con particolare riferimento alle esperienze editoriali. Presso la biblioteca Civica di Parma abbiamo consultato i seguenti volumi: La voce delle donne, edito Pilotta, Il patriota e la maestra e Dottoresse o amabili donnine?. Nel primo volume, che presenta una biografia a cura del prof. Gino Reggiani, sono raccolte le copie di alcuni numeri dell’omonima rivista che uscì in Parma due volte la settimana. Numerosi gli articoli che attestano le battaglie portate avanti da Bertola contro la discriminazione di genere (“il sesso forte”), a favore dei diritti delle donne ma pure l’ampio spettro degli interessi espressi dalla redazione che spaziano tra tematiche scientifiche, politiche e letterarie. Gli altri due testi, dal carattere più narrativo, approfondiscono invece altri aspetti della poliedrica personalità della giornalista, che fu anche direttrice didattica: in Dottoresse o amabili donnine viene infatti dedicato un capitolo alla sua attività di educatrice, mentre ne Il patriota e la maestra viene approfondito l’aspetto biografico. Da questi volumi abbiamo scoperto anche elementi più specifici riguardanti l’influenza che l’opera di Giovanna Garcea ha avuto nel mondo di metà Ottocento. Tra i numeri de La voce delle donne – giornale scientifico politico e letterario”, abbiamo scoperto che alcuni dei suoi articoli erano stati addirittura riproposti nel giornale Indipendente del chili di Buenos Aires e il nome di Giovanna, in seguito alla pubblicazione di un suo articolo su Il patriota (quotidiano parmense entrato in stampa negli anni sessanta dell’Ottocento) era diventato noto nel dibattito politico nazionale.
Infine ci siamo recate presso la biblioteca Palatina di Parma per visionare la prima edizione della Voce delle donne, pubblicata il 1 gennaio 1865. Toccare con mano documenti così antichi è stato per noi un’esperienza emozionante: trovarsi di fronte a una stampa originale ha ricompensato il nostro “lavoro investigativo” e soprattutto ci ha insegnato la bellezza e il valore della ricerca nel vero senso della parola, un’esperienza che non avremmo mai potuto vivere se non andando in prima persona sul campo.
L’esperienza è stata molto formativa: ci ha fatto appassionare all’ambito della ricerca e a tutti i passaggi fondamentali che questa richiede, ed è stato davvero emozionante poter visitare alcuni luoghi nella nostra città in cui sono custoditi testi che raccolgono gli scritti di questa giornalista/scrittrice/edicatrice.
Pensiamo che sarebbe davvero importante poter ricordare in una piazza o in una strada della nostra città questa importante figura femminile che più di 150 anni fa si battè in prima persona perché le donne avessero una voce e un ruolo pubblico sulla scena sociale e politica.
Il concorso Sulle vie della parità ci ha aperto molte strade di riflessione, dandoci l’occasione per conoscere una donna che ha fatto la differenza sia sul nostro territorio che fuori da quest’ultimo e la cui voce ha ancora molto da dire».

***

Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

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