Le donne di Picasso 

Quest’anno ricorre il 140° anniversario della nascita di Pablo Picasso, l’artista più rivoluzionario di tutto il Novecento, nato a Malaga il 25 ottobre 1881. Lo vogliamo ricordare parlando delle donne della sua vita e, attraverso i dipinti in cui le ha ritratte, seguiremo l’evoluzione del suo stile. 

Giovanissime e bellissime, modelle, ballerine, pittrici, fotografe, russe, francesi, spagnole, rimanevano stregate da questo pittore famoso, non bello, con un grosso naso, alto poco più di un metro e sessanta, calvo, dalla corporatura tozza. Aveva più di sessant’anni quando iniziò la relazione con una modella francese ventiduenne; a settant’anni sposò la sua seconda moglie, che ne aveva appena ventisette. Lui le corteggiava, le amava, le travolgeva, le ritraeva infinite volte, le tradiva, poi le lasciava e passava ad altri amori, massacrandole psicologicamente e spingendole in qualche caso al suicidio o alla pazzia. Questo desiderio ossessivo che l’artista ha dimostrato in tutta la sua vita di appropriarsi del corpo femminile ben si incarna nella figura del Minotauro, suo alter ego, essere mitologico metà uomo e metà animale, mix di ragione e istinto, e nella sua arte, dove passione e sesso giocano un ruolo fondamentale. Ogni volta che si innamorava di una donna, era sempre lei la modella dei suoi tantissimi ritratti femminili. 

Picasso, Les Demoiselles d’Avignon 

Fernande Olivier conobbe Picasso appena trasferitosi a Parigi da Barcellona: erano giovani entrambi e vissero una lunga storia d’amore durata otto anni tra scenate di gelosia e violente discussioni. Il suo volto compare in ben sessanta dipinti del pittore, anche in Les Demoiselles d’Avignon (1907), ispirato alle ragazze dei bordelli di Barcellona. Il dipinto inaugura la fase cubista di Picasso: sono cinque nudi di donna dalle forme essenziali e dalle linee spigolose e taglienti. La figura accovacciata infrange tutti i canoni della prospettiva tradizionale: pur essendo ripresa di spalle, mostra il volto a chi osserva.  
Il successo che cominciava a riscuotere gli fece perdere interesse per Fernande, i due si lasciarono e venti anni dopo Fernande scrisse un libro di memorie sulla loro relazione, la cui pubblicazione Picasso cercò di impedire. Morirà in totale povertà nel 1966. 

Picasso, Ma Jolie 

L’artista si consolò con Marcelle Humbert, a cui diede il nome di Eva Gouel, la più pacata tra le sue amanti: a lei si ispirò in composizioni semi-astratte del periodo cubista dal forte erotismo, come Ma Jolie, vezzeggiativo con cui chiamava la giovane donna, arrivando a dipingerla fino alla fine dei suoi giorni sul letto di morte. Eva, infatti, morì di tubercolosi nel 1915.  

A Roma, nel febbraio 1917, Picasso conobbe la ballerina russa Olga Khokhlova mentre lavorava nel corpo di ballo di Sergej Djagilev; se ne innamorò e la seguì nel tour spagnolo. Quando la troupe partì per il Sud America, i due decisero di fermarsi a Barcellona. Qui Picasso dipinse il quadro Olga in mantilla, che regalò a sua madre, preoccupata che il figlio sposasse una straniera. Ritornati a Parigi, si sposarono nel 1918 e tre anni dopo nacque il primo figlio, Paulo. L’argomento maternità è stato trattato una decina di volte nel corso della produzione artistica di Picasso. Le donne in questi dipinti sono solide e potenti, come delle statue antiche, e i colori usati sono delicati come grigio e rosa.  

Il matrimonio con Olga durò dieci anni, durante i quali l’arte di Picasso passò dall’astrattismo al neoclassicismo, poi naufragò per le abituali infedeltà dell’artista. In quel periodo infatti il pittore aveva iniziato a frequentare una giovanissima ragazza francese, Marie-Thérèse Walter, appena diciassettenne. Nel 1935 Marie rimase incinta. Quando Olga lo venne a sapere presentò istanza di divorzio, ma Picasso, per non dividere i beni, non glielo concesse mai e Olga rimase Madame Picasso fino alla sua morte nel 1955. Marie-Thérèse sarà la madre della prima figlia di Picasso, Maya. In Donna distesa che legge è ritratta con linee voluttuose e arrotondate, sempre solare e luminosa. 

Picasso, Donna distesa che legge

La loro storia finì nel 1936 quando Picasso si innamorò di Dora Maar, giovane fotografa jugoslava, il cui nome in realtà era Henriette Theodora Markovitch, una donna colta, spregiudicata e indipendente. Picasso ritrasse Marie-Thérèse e Dora in diversi quadri praticamente contemporanei, forse attirato dalle differenze fra le due donne: Marie era alta, bionda, con occhi chiari, Dora bassa e bruna; l’una estroversa e raggiante, l’altra introspettiva e meditativa. Si conobbero negli ambienti surrealisti parigini e condivisero la fede politica, comunista e antifranchista. Fu la sua musa ispiratrice per circa un decennio. In questo periodo nacquero alcuni dei più grandi capolavori di Picasso, come Guernica (1937), la cui creazione Dora documentò con diversi scatti. 

In Donna che piange (1937), di matrice cubista per la scomposizione della figura, gran parte della tela è occupata dal volto femminile su cui scorrono delle lacrime; qui Picasso recupera l’uso di colori molto decisi, il blu, il giallo, il rosso, il verde e il nero. Nello stesso anno le dedicò Ritratto di Dora Maar, in cui i tratti duri e rigidi restituiscono la forte personalità della giovane fotografa. Maar appare sofisticata ed elegante e la composizione alla fine risulta classica. Picasso la lasciò perché, incapace di tenere a freno le sue pulsioni amorose, si innamorò di un’altra donna, Françoise Gilot, una giovanissima modella e pittrice francese. Il dolore distrusse talmente Maar, che finì pazza in una clinica psichiatrica. 

Françoise Gilot fu l’unica donna che osò lasciare Picasso. Gli diede due figli: Paloma e Claude. Anche Françoise non riuscì a convivere con l’infedeltà del pittore e nel 1953 decise di lasciarlo. Nel 1964 pubblicò Vivre avec Picasso, che irritò talmente l’artista che arriverà a rifiutare di rivedere i suoi figli. Oggi, pittrice affermata, quasi centenaria, ricorda ancora quell’uomo che aveva tanto amato ma che le aveva procurato anche tanta sofferenza.   

Jacqueline Roque fu la seconda e ultima moglie di Picasso, la donna con cui visse fino alla morte avvenuta nel 1973. Si sposarono nel 1961 e Jacqueline fu ritratta dal pittore in più di quattrocento opere. L’atteggiamento della donna in Jacqueline con fiori fa pensare a una pausa dedicata alla contemplazione di un giardino, ma l’espressione del viso è assorta e determinata, e il rosso tempestoso si placa nell’azzurro del cielo su cui si stagliano i fiori. In Donna seduta Jacqueline, accovacciata sul pavimento, abbraccia le ginocchia illuminata da una luce proveniente da una finestra alle sue spalle. 

La relazione di Roque con i quattro figli di Picasso fu burrascosa per questioni ereditarie tanto che alla donna non fu concesso di assistere ai funerali del pittore. La vita di Jacqueline si concluse nel 1986, quando, affondata nella depressione e nell’alcol, decise di suicidarsi con un colpo di pistola. Stessa sorte toccò a Marie-Thérèse, che si uccise impiccandosi quattro anni dopo la morte di Picasso.  

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Articolo di Livia Capasso

foto livia

Laureata in Lettere moderne a indirizzo storico-artistico, ha insegnato Storia dell’arte nei licei fino al pensionamento. Accostatasi a tematiche femministe, è tra le fondatrici dell’associazione Toponomastica femminile.

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