Marie-Anne Paulze Lavoisier, chimica

«… Il mondo ha bisogno della scienza e la scienza ha bisogno delle donne», anche se le donne che si occupano di scienza, ancora oggi, non ottengono gli stessi riconoscimenti attribuiti ai loro colleghi uomini!

Nel dicembre del 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la “Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza” che si celebra l’11 febbraio di ogni anno, e l’Onu ha sottolineato che il contributo delle donne in ambito scientifico è fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile. La Giornata è utile per sostenere l’insegnamento e la diffusione della parità di genere in questo campo, al fine di rispettare e di riconoscere da parte degli uomini la presenza delle donne nelle discipline scientifico-tecnologiche, anche nel loro ruolo di mentori e modelli, inoltre offre un’ulteriore occasione di discussione, di condivisione e di aiuto per le donne a intraprendere la carriera scientifica sostenendo la loro crescita, così da non perdere alcun talento in tale ambito.

Il ruolo femminile all’interno della società e del mondo accademico e della ricerca è sempre stato marginale; fino al periodo precedente la Seconda guerra mondiale solo chi proveniva da famiglie ricche vedeva  riconosciuto il privilegio di poter studiare, sono state davvero poche le donne riuscite ad affermarsi tra coloro che appartenevano a famiglie meno abbienti. Le materie cui avevano maggiormente accesso erano quelle umanistiche e artistiche, ritenute più adatte rispetto a quelle scientifiche, considerate campo di eccellenza tutto maschile, tuttavia alcune donne di valore hanno dato forte impulso allo sviluppo delle discipline scientifiche, una tra le più famose è  stata Marie Sklodowska Curie, ma in chimica è importante ricordare anche Marie-Anne Pierrette Paulze, più nota come Madame Lavoisier, che ha contribuito con il marito Antoine de Lavoisier (1743-1794) alla nascita della chimica moderna.

Marie-Anne Pierrette nacque a Montbrison, nella Loira, il 20 gennaio 1758, in una famiglia nobile; quando aveva tredici anni fu fatta ai genitori una proposta che contribuì a segnare il suo futuro, infatti fu chiesta in moglie dal cinquantenne conte d’Amerval, appoggiato dall’Abbé Terray, zio della madre della ragazzina, nonché Ministro e controllore generale della Finanza, ma lei si oppose a questo matrimonio. Il padre allora, per evitare ulteriori richieste non gradite, spinse per le nozze con un giovane di ventotto anni, Antoine de Lavoisier. Il matrimonio fu celebrato il 16 dicembre 1771 e, anche se combinato, fu ufficialmente felice.

Lavoisier si occupò personalmente degli studi di Marie-Anne, che iniziò ad affrontare il latino e l’inglese per comprendere e tradurre i più importanti trattati di chimica del periodo. La scienziata è stata in seguito una persona influente per il prestigio che raggiunse, inoltre i biografi nella narrazione della sua vita le attribuiscono una funzione basilare nella costruzione della carriera del marito in cui ricoprì il ruolo di assistente di laboratorio, addetta a descrivere con parole e immagini tutti i suoi esperimenti. Prese quindi lezioni di pittura e disegno dal celebre pittore Jacques-Louis David, lezioni di chimica dal collega del marito Jean-Baptiste Bucquet, chimico e membro della Reale Accademia di Scienze di Francia; frequentò pure una serie di lezioni che si tenevano al Lycée, un collegio privato dove il marito e altri accademici insegnavano Scienze moderne.

Agli inizi del Settecento tra i diversi fenomeni che non avevano una spiegazione c’erano il calore e il fuoco; una delle tesi più accreditate era quella del tedesco Georg Ernst Stahl, medico e chimico, che sosteneva che nei corpi combustibili fosse contenuta una sostanza immaginaria, il flogisto, teoria apprezzata dai più. I coniugi Paulze-Lavoisier tuttavia si resero conto che la tesi Stahl non era affatto corretta, lo fecero osservando attentamente i metalli che bruciando aumentano di peso (ossidazione), mentre i materiali organici diminuiscono di peso (combustione): ciò li portò ad affermare che il flogisto non poteva comportarsi in due modi differenti nella stessa procedura, per cui la teoria fu definitivamente accantonata, riconoscendo peraltro che il gas responsabile della combustione e dell’ossidazione era presente nell’aria, gas che fu nominato ossigeno. Nel 1783 annunciano il nuovo sistema di nomenclatura, in cui combustione e ossidazione avvengono attraverso la combinazione chimica di sostanze combustibili e ossigeno e non attraverso la liberazione di flogisto, dimostrando la legge della conservazione degli elementi: il peso dei prodotti di una reazione chimica deve essere uguale al peso dei reagenti.

Disegno di Anne-Marie Lavoisier Esperimento sul consumo di ossigeno. Il gas espirato viene fatto passare attraverso un recipiente di vetro contenente idrossido di potassio al centro e raccolto a destra mediante spostamento d’acqua. Marie-Anne è all’estrema destra.

Per il marito Paulze ha tradotto in francese molte pubblicazioni di chimici britannici, anche di coloro che non si trovavano d’accordo con i risultati ottenuti dai due coniugi, tra cui il libro di R. Kirwan, An Essay on Phlogiston and the Constitution of Acids; la versione francese fu pubblicata nel 1788 e contiene una lunga Préface du traducteur, quattro versioni sono conservate negli archivi dell’Académie des Sciences e non recano alcuna correzione da parte di Lavoisier e degli altri collaboratori; l’opera contiene tuttavia tre note che correggono alcune affermazioni di Kirwan e sottolineano una buona conoscenza della chimica da parte di Marie-Anne. Successivamente tradusse anche l’articolo di Kirwan: Of the strength of acids and the proportion of ingredients in neutral salt, pubblicato nel volume 14 degli Annales de Chimie con il suo nome sul frontespizio (1792). La più nota collaborazione con il marito è stata la produzione delle tredici incisioni su rame disegnate e composte da Marie-Anne che costituiscono le illustrazioni del celebre Traité de élemèntaire chimie (1789).

Incisione Marie-Anne Lavoisier di un dispositivo per la raccolta del gas e la misurazione del suo volume

Il marito ricopriva anche l’alta carica di esattore nell’agenzia fiscale Farmers General, posizione che mise in pericolo la sua vita, infatti durante il periodo rivoluzionario del Terrore, nel 1794, fu accusato e catturato come traditore; Marie-Anne fece l’impossibile per difenderlo, sottolineando che era il più grande chimico che la Francia avesse mai avuto, inoltre era dispiaciuta e indignata che altri scienziati di alto rango come Gaspard Monge e il conte Fourcroy non si fossero fatti avanti in sua difesa. Antoine Lavoisier fu ghigliottinato l’8 maggio 1794, lo stesso giorno in cui furono giustiziati il suocero e altri colleghi. In memoria del marito, Marie-Anne Paulze nel 1805 pubblicò con il suo nome Memories de chimie, iniziato da lui e ultimato da lei, in cui aggiunse una propria introduzione. Quello stesso anno, il 24 ottobre, sposò il fisico Benjamin Thompson conte di Rumford, ma Marie-Anne nel contratto aveva formalmente affermato che si sarebbe chiamata Madame Lavoisier de Rumford, un motivo per non far dimenticare il coniuge e il cognome precedente. Tuttavia, a differenza del primo matrimonio, questo non fu affatto felice, tanto che tre anni dopo i due si separarono. In seguito Marie-Anne riprese la sua vita di sempre.

Jacques-Louis David, Metropolitan Museum of Art di New York. Nel ritratto dei coniugi Lavoisier si nota all’estrema sinistra il tavolo da disegno usato da Marie-Anne per le sue illustrazioni scientifiche

Di questa scienziata, oltre gli studi e le ricerche, ci rimangono anche alcune testimonianze artistiche, tra le quali un ritratto commissionato da lei stessa al suo maestro Jacques-Louis David, in cui viene raffigurata con il marito, dipinto che fu conservato dagli eredi fino al 1925, finché fu acquistato da Rockefeller e donato due anni dopo al Rockefeller Institute for Medical Research di New York; nel 1977 fu acquistato dal Metropolitan Museum of Art che ancora oggi lo custodisce. Tra le altre testimonianze dell’interesse verso l’arte sono alcuni bozzetti realizzati da Marie-Anne Paulze, durante il corso di pittura che frequentò sotto la guida attenta di David, oggi conservati al Musée National des Techniques a Parigi; si tratta di due disegni nei quali la donna è ritratta seduta a un banchetto mentre prende nota in un diario dell’andamento di prove sperimentali.

Marie-Anne Paulze, morta il 10 febbraio 1836, è riconosciuta e ricordata in tutta Europa come la divulgatrice della nuova chimica e grazie al suo lavoro quella disciplina divenne sempre più popolare tra le donne.

La sua tomba a Père-Lachaise, Parigi

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Articolo di Giovanna Martorana

PXFiheft

Vive a Palermo e lavora nell’ambito dell’arte contemporanea, collaborando con alcuni spazi espositivi della sua città e promuovendo progetti culturali. Le sue passioni sono la lettura, l’archeologia e il podismo.

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