Il gennaio di Toponomastica femminile

Gennaio è un mese che sa di sacro. E non per strane celebrazioni, per riti o credenze particolari.
Gennaio è un mese sacro perché un poeta è riuscito a renderlo tale, solennizzando la vita mentre cantava la morte; riconoscendo l’assoluta bellezza della libertà di scelta, qualunque essa sia, qualsiasi prezzo essa comporti.
E noi, che di libertà ci occupiamo per definizione, non possiamo non correre con il pensiero e la voce a quei versi e a quelle parole.
Torniamo, però, per un momento alla nostra dimensione umana e terrena, e a quelli che sono statti gli appuntamenti che ci hanno viste impegnate: eventi, manifestazioni e iniziative che sono state comunque espedienti preziosi di crescita e partecipazione.

Gennaio si apre il giorno 13, con il consueto e prezioso appuntamento col Salotto Casertano. In questa occasione, si è parlato di donne e di giardini, andando forse a cancellare, con un colpo di maestria, la dicotomia desueta e consumata che fa balzare alla mente soltanto Eva e il peccato originale. Ma a noi i peccati piacciono, a volte più dell’obbedienza cieca, e ci piacciono soprattutto quando sono portatori di luce.
Ecco allora che le donne che sono state nei giardini, che li hanno creati, modellati, sviluppati ed esaltati, sono, come emerge da questo incontro, tutte studiose e – soprattutto – tutte attiviste: «Se Eva avesse scritto la Genesi, come sarebbe stata la prima notte d’amore del genere umano?
Eva avrebbe iniziato chiarendo che lei non era nata da nessuna costola, che non aveva conosciuto nessun serpente, che non aveva offerto mele a nessuno e Dio non le aveva mai detto che partorirai con dolore e tuo marito ti dominerà. Che tutte queste cose sono solo bugie che Adamo aveva raccontato alla stampa», dice Edoardo Galeano. Fosca Pizzaroni, referente di Toponomastica femminile per la provincia di Caserta, così ha raccontato questo incontro: «Dalla storia del restauro, effettuato dall’attuale proprietaria Pina Elvira Russo Scalzone, del giardino della marchesa Luisa Cocozza di Montanara, un luogo incantato all’interno di uno splendido palazzo d’epoca aragonese, dove Pasolini nel 1969 girò la novella Riccardo e Caterina del suo Decameron, alla gola vulcanica ischitana, sul promontorio di Zaro, resa un eden da Susana Gil Passo Walton. Moglie del musicista Sir William Walton, donna ospitale e raffinata ha fatto della casa e del giardino, che hanno visto passare ospiti illustri come Laurence Olivier, Luchino Visconti, Von Karajan e Maria Callas, un luogo dedicato alla musica e al verde creando la Fondazione Walton e la Mortella».
Un evento, questo, che potrete guardare sulla nostra pagina YouTube al seguente indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=PUNVzAz7Q3Y.

Proseguendo con il mese di Tf, il 18 gennaio, Sara Marsico ha partecipato a un incontro a Radio Proposta della Valle d’Aosta proprio su Toponomastica femminile, durante il quale ha parlato di Calendaria e dei progetti delle scuole Valdostane realizzati in collaborazione con l’associazione amica DORA, rappresentata dalla presidente Katya Foletto. Si è trattato di un breve dialogo radiofonico utile a conoscere la realtà e il valore della toponomastica femminile; un dialogo che, molto probabilmente, diverrà un appuntamento fisso.

Il 22 gennaio, Toponomastica femminile è stata poi con Loretta Junck, referente per il Piemonte, alla biblioteca civica centrale di Torino per il convegno Via da qui, organizzato dall’associazione Caus, Centro Arti umoristiche e satiriche.

Sempre sabato 22, durante la seconda giornata del convegno Donne e Scienza a Modena presso la biblioteca Delfini, la vicepresidente Danila Baldo ha portato l’esperienza dell’associazione nella discussione del panel dedicato alle associazioni attive su scienza e questioni di genere, presentando in particolare l’impegno di Tf nel parlare di scienza con sguardo paritario e soprattutto nel compiere opera formativa nei confronti delle giovani generazioni. Ha ringraziato per l’invito rivolto anche a tante altre associazioni, per fare rete su un tema così importante come la valorizzazione delle ricercatrici e delle scienziate in un Paese che, come ha detto il premio Nobel Giorgio Parisi, nel suo intervento al convegno, non è a misura di ricerca e tanto meno delle donne nella ricerca scientifica.

Martedì 25 gennaio si è tenuta la cerimonia di intitolazione a Virginia Woolf del giardino “Fascia boscata” in via dell’Arcoveggio a Bologna. L’intitolazione è l’esito finale della partecipazione del Liceo classico “Marco Minghetti” (con il progetto didattico Una strada tutta per sé, realizzato insieme all’Istituto Storico Parri-Bologna Metropolitana) al concorso Sulle vie della parità, promosso da Toponomastica femminile, in collaborazione con il Virginia Woolf Project e col patrocinio dell’Italian Virginia Woolf Society. Tf, invitata a essere presente il giorno della cerimonia di intitolazione, tenutasi nel giorno del 150° anniversario della nascita di Woolf, è stata rappresentata dalle associate Laura De Benedetti e Sylvie Kaminski. Qui l’articolo di Vitamine vaganti che presenta il progetto, con la proposta di intitolazione: https://vitaminevaganti.com/2021/10/30/una-strada-tutta-per-se/

Sempre la nostra vicepresidente ha poi inviato una lettera al Comitato provinciale ANPI di Belluno per conoscere eventuale disponibilità a incontrare e intervistare, insieme alla sua famiglia, la partigiana Paola Del Din, nome di battaglia “Renata”, ancora vivente, classe 1923, di Pieve di Cadore, di cui abbiamo avuto notizie grazie al tirocinante Giovanni Trinco, che ha effettuato una presentazione multimediale sul tema Partigiane medaglia d’oro al valor militare.

Giovedì 27, in occasione del Giorno della Memoria, presso l’IIS “Majorana” di Avolao e nell’ambito del progetto Erasmus TRACES Learning from past racism for a tolerant present and future, Vera Parisi è intervenuta in qualità di rappresentante di Toponomastica femminile.

Infine, lunedì 31 gennaio ancora Danila Baldo, è intervenuta all’incontro online Sulle strade della parità, organizzato dalla Conferenza Donne Democratiche della Lombardia, per condividere e promuovere buone pratiche toponomastiche nelle amministrazioni pubbliche. Presenti anche l’assessore al welfare Lamberto Bertolè e la presidente della commissione Pari opportunità Diana de Marchi, del Comune di Milano. Qui l’incontro completo.

Il nostro gennaio si chiude così, con il lavoro costate e la costante battaglia agli stereotipi e alla morale indotta e indottrinata, in qualunque aspetto la si voglia trovare, in qualunque ambito la si voglia vedere, nel sacro e nel profano, nella vita e nella morte.

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
Quando a te la sua anima
E al mondo la sua pelle
Dovrà riconsegnare
Quando verrà al tuo cielo
Là dove in pieno giorno
Risplendono le stelle
Quando attraverserà
L’ultimo vecchio ponte
Ai suicidi dirà
Baciandoli alla fronte
Venite in Paradiso
Là dove vado anch’io
Perché non c’è l’inferno
Nel mondo del buon Dio
Fate che giunga a Voi
Con le sue ossa stanche
Seguito da migliaia
Di quelle facce bianche
Fate che a voi ritorni
Fra i morti per oltraggio
Che al cielo ed alla terra
Mostrarono il coraggio
Signori benpensanti
Spero non vi dispiaccia
Se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
Soffocherà il singhiozzo
Di quelle labbra smorte
Che all’odio e all’ignoranza
Preferirono la morte
Dio di misericordia
Il tuo bel Paradiso
L’hai fatto soprattutto
Per chi non ha sorriso
Per quelli che han vissuto
Con la coscienza pura
L’inferno esiste solo
Per chi ne ha paura
Meglio di lui nessuno
Mai ti potrà indicare
Gli errori di noi tutti
Che puoi e vuoi salvare
Ascolta la sua voce
Che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
Vedrai, sarai contento
Dio di misericordia
Vedrai, sarai contento
(Fabrizio de André, Preghiera in gennaio)

Al prossimo mese.

***

Articolo di Sara Balzerano

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Laureata in Scienze Umanistiche e laureata in Filologia Moderna, ha collaborato con articoli, racconti e recensioni a diverse pagine web. Ama i romanzi d’amore e i grandi cantautori italiani, la poesia, i gatti e la pizza. Il suo obiettivo principale è quello di continuare a chiedere Shomèr ma mi llailah (“sentinella, quanto [resta] della notte”)? Perché domandare e avere dubbi significa non fermarsi mai. Studia per sfida, legge per sopravvivenza, scrive per essere felice.

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