L’importanza delle mappature per lavorare sui dati

La Commissione regionale di Pari opportunità del Friuli Venezia Giulia è stata la prima in Italia a rilevare i Comuni virtuosi con dichiarata delega alle Pari opportunità. In data 15 dicembre 2021, in occasione della consueta Assemblea annuale con le Associazioni e Movimenti del Territorio, la Crpo Fvg ha presentato una Mappatura dove si evidenziava la situazione nei singoli Comuni della Regione in merito all’assegnazione alla delega per le Pari Opportunità. Di questo ci parla la Presidente della Crpo Dusy Marcolin, promotrice in prima linea dell’iniziativa che ha già visto in soli due mesi dei riscontri positivi.

Perché vi è parso utile stilare una mappa?
Per avere sottomano la realtà effettiva di come viene percepito e gestito l’argomento delle pari opportunità nella nostra Regione e infatti abbiamo riscontrato da subito, come si può vedere dalla mappatura allegata, che fortunatamente il nostro territorio era ed è abbastanza sensibile all’argomento. Ma era necessario approfondire la situazione reale in merito alla sensibilità degli Enti Locali verso il tema delle Pari Opportunità. È stato un lavoro lungo, meticoloso e costantemente aggiornato anche alla luce delle ultime elezioni amministrative avvenute nel mese di ottobre 2021. Siamo riuscite a presentare la fotografia della Regione e abbiamo evidenziato con tre colori la situazione rilevata.
A fronte di 215 Comuni, sono colorati in verde quelli che hanno risposto positivamente alla domanda se era prevista la delega alle P.O., sono stati  colorati in rosso quelli che hanno risposto negativamente e purtroppo abbiamo rilevato dei Comuni in grigio, dai quali al momento non avevamo ottenuto nessuna risposta.
Poco dopo aver pubblicato la cartina sul sito regionale abbiamo scritto alle/ai Sindaci che non avevano previsto la delega e abbiamo cercato di sensibilizzarli sulla necessità di assegnare il referto per far sì che le tematiche a noi care venissero curate e proposte in tutti i territori.
La soddisfazione più grande è stata registrare la volontà di molte/molti Amministratori che ci stanno scrivendo o telefonando per confermare la volontà di sopperire a questa mancanza.

Quindi l’obiettivo è una Regione con le caselle tutte in verde?
Certamente, i riscontri come già detto al momento sono positivi, e registriamo davvero soddisfazione. Nella missiva ci siamo rese disponibili a incontrare le Amministrazioni e proprio in questi giorni iniziamo a fissare diversi appuntamenti anche in videocollegamento, perché il nostro obiettivo è creare una rete tra tutte le Amministrazioni.
E le dirò di più Ho trasferito questo nostro progetto al tavolo della Conferenza Nazionale delle Presidenti delle Commissioni Regionali ed è stato immediatamente sposato. Alcune Regioni, tipo Basilicata e Molise, stanno già preparando gli atti propedeutici e la referente della Conferenza porterà l’importante e innovativa esperienza del Fvg al prossimo incontro. Vogliamo “contaminare”, passatemi il termine, tutto il territorio nazionale e il Fvg, come spesso accade, è risultato essere un laboratorio positivo!

Perché reputate importante avere dei nominativi di riferimento?
Perché solo se vi è una sensibilità in questo senso i temi legati alla parità di genere, insieme al tema della violenza sulle donne, non saranno sicuramente ignorati, anzi verranno affrontati, perché ci saranno donne e/o uomini stimolati a farlo. Più se ne parla e più diffondiamo sensibilità e cultura. Se i cittadini, e in particolar modo le cittadine di quel Comune, non potranno contare su persone di riferimento a cui rivolgersi, difficilmente vedranno l’organizzazione di eventi o sportelli dedicati per coinvolgere la comunità, così come saranno privati di un’informazione adeguata e sempre in aggiornamento anche nell’applicazione delle nuove Leggi sul tema. Inoltre, mancheranno opportuni collegamenti con gli Istituti scolastici e sappiamo quanto le/i giovani vadano educati in maniera incisiva sulla parità di genere. Ancora, verrà meno la rete con altri Comuni o Associazioni della Regione, e sappiamo quanto questo sia oggi importante.
Tutto questo in linea con gli intenti dell’art. 5 dell’Agenda 2030 europea, dove la parità di genere è un obiettivo importante e non procrastinabile.

Altri progetti per il futuro?
Oltre alla mappatura sarà sicuramente interessante comprendere, anche alla luce dei fondi del Pnrr in arrivo, la destinazione delle risorse dedicate al mondo del lavoro femminile. A questo proposito ho partecipato, nel dicembre scorso, a un incontro ad Ampezzo, che si trova nella nostra cintura montana, alla nascita di un osservatorio sui profili lavorativi femminili esistenti e su quelli in formazione rivolti al futuro, e sono previsti altri incontri e tavoli propositivi per implementare l’argomento.
Abbiamo aperto moltissimi dibattiti che vanno dalla conciliazione dei tempi vita/lavoro, al sostegno alle famiglie con figli, ma anche ai nuclei singoli, compreso il tema dello smart working. A questo proposito la Commissione, in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine e con un finanziamento ricevuto dalla Sede di Confindustria Udine, che ha permesso di poter pagare il lavoro di una Ricercatrice dedicata, ha promosso un questionario rivolto a tutte e tutti i cittadini dal titolo L’impatto della pandemia da Covid-19 sulla salute, sugli stili di vita e sul benessere delle persone residenti nella regione Friuli Venezia Giulia, dove vogliamo fare il punto sulla situazione della salute in tempo di Covid-19. Infatti, mentre l’alimentazione e l’esercizio fisico possono essere regolati da scelte personali fino a diventare il proprio programma di vita, ci sono altri fattori che influiscono pesantemente e possono diventare pessime abitudini, fino a compromettere la propria salute. I dati sono ancora in fase di reclutamento per poi essere elaborati e presentati a un evento previsto per il prossimo giugno, dove si vuole evidenziare soprattutto lo stato fisico e mentale delle donne, quanto ne abbiano risentito anche a causa della pandemia e quali saranno gli effetti a lungo termine, proseguendo così un percorso già iniziato inerente la Medicina di genere.

Come Regione Fvg siete andate avanti con i dati, ma il vostro Consiglio non ha ancora approvato la doppia preferenza di genere (L. 20/2016), come Crpo in carica che azioni avete messo in atto per ottenerla?
Abbiamo dato il nostro supporto e continuiamo a combattere evidenziando in ogni contesto il non rispetto della norma nazionale: abbiamo scritto, per esempio, un appello alla Presidente Ursula von der Leyen, al Presidente Sergio Mattarella e alla Ministra Elena Bonetti, a tutti inviata via Pec a luglio 2021 e che a oggi non ha sortito alcuna risposta. Assieme ad altre due Regioni (Piemonte e Sicilia) siamo rimaste fanalino di coda e a oggi sprovviste della norma per l’uguaglianza tra donne e uomini al voto, senza l’adeguamento alla legge nazionale 20/2016, Rappresentanza donne e uomini nei consigli regionali, pensata per la parità e le pari opportunità, che di fatto permette alle donne, spesso in netta minoranza, di avere una rappresentanza che le valorizzi e che possa meglio sostenerle in tutte le complicate esigenze delle situazioni concrete. Il Fvg è decisamente meno laboratorio, in questo caso!

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Articolo di Miya Voice

Nick name di Paola Carboni, anima di confine e quindi multi etnica, di fatto nata a Trieste. Componente di Stati Generali delle Donne del Friuli Venezia Giulia, tra le fondatrici di Ewhr (European Women for Human Rights) con sede a Bologna e componente dell’attuale Crpo della sua Regione, dove si batte per la conquista della doppia preferenza di genere a completamento della Legge elettorale nel suo territorio.

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