Donne e immigrazione: sette consigli di lettura

Sulla pagina del fotoreporter Sebastiano Nino Fezza campeggia un’illuminante frase che recita: «Una storia non esiste se non viene raccontata». Questo è ciò che, secondo me, accade alle donne migranti di tutto il mondo. Le loro storie non vengono raccontate e, quindi, molto spesso le persone non hanno idea di quante esperienze, gioie, sofferenze, sacrifici e semplice quotidianità ci siano dietro le loro vite ma, soprattutto, come successo purtroppo alle tante grandi donne della storia, queste diventano vittime di una società sessista, razzista e misogina che le rimuove e le ignora, rendendole invisibili agli occhi di tutte e tutti e trasformandole da persone a “categorie” utili solo alla propaganda elettorale.

Per questo ho deciso di consigliare a tutte e tutti sette libri che raccontano storie di donne migranti, racconti di vite vere, di donne, ragazze e bambine che hanno scritto direttamente o hanno voluto far conoscere la propria storia con testimonianze e interviste per farci capire che esistono, che cosa significa affrontare un viaggio lungo e pericoloso sognando la libertà, cosa si prova dentro quando si è in un paese straniero o, semplicemente, com’è la loro vita quotidiana, intrecciando eccezionalità e normalità di ognuna.
Premetto che, ovviamente, l’elenco dei libri non è esaustivo visto che ne esistono tantissimi e di bellissimi sul tema, ma questi sono semplicemente quelli a cui sono più legato, che mi hanno emozionato di più  e che vorrei condividere con voi tutte e voi tutti. Ne ho perciò scelti sette in omaggio alla tradizione numerica (le sette meraviglie del mondo) ma anche in omaggio a uno dei miei libri preferiti in materia, che qui verrà citato, cioè La ragazza dai sette nomi di Hyoseao Lee.

Iniziamo con Porto il Velo, Adoro i Queen. Nuove italiane crescono, il bellissimo libro di Sumaya Abdel Qader che attraverso la sua vicenda biografica, descritta con uno stile splendido e dinamico che ricorda le serie tv americane, con simpatia e ironia smonta tanti pregiudizi e luoghi comuni.
Sulinda è un’immigrata di seconda generazione, devota alla sua religione e piena di fede ma, al contrario di ciò che vorrebbero i luoghi comuni, è dinamica, aperta e adora la cultura pop occidentale, dai Queen a Gianna Nannini e spesso si pone dubbi e domande mettendosi in discussione. Con comicità e profondità descrive le sue giornate e i suoi sentimenti, dando vita a uno dei libri più belli sul tema e mettendo in luce la vita delle ragazze di seconda generazione che, purtroppo, troppo spesso non viene raccontata dai media. Legato al libro raccomando la visione dell’ottimo docu-film di Luisa Porrino dal titolo omonimo, un film che si batte contro il razzismo, l’islamofobia e la misoginia.

Passiamo adesso a due libri che raccontano storie vere e reali di donne migranti e che consiglierei di far leggere a più persone possibili perché solo conoscendo le storie di tutti i giorni possiamo far nascere comunità empatiche. Cinque donne d’altri mondi di Piero Fissone e Fiore di donna-racconti di migrazioni al femminile di Silvia Rolando raccontano un universo femminile eterogeneo e variegato. C’è chi si è integrata perfettamente e ha trovato in Italia un ambiente accogliente e ricco di stimoli lavorativi, chi è alle prese con la stessa quotidianità, le stesse preoccupazioni e gli stessi problemi di tante madri italiane, chi deve portare avanti la famiglia e lavorare duramente, chi deve fare i conti con il passato e chi si trova in perenne conflitto con i propri figli.

Vorrei consigliare anche due libri, per me molto belli, ben scritti e intensi che trattano un tema poco conosciuto e che spesso ci appare lontano ma che ci fa notare come le storie e le sofferenze, così come il coraggio, la forza, la determinazione e la voglia di cambiare e sperare in un mondo migliore senza arrendersi mai di queste donne sia uguale in tutto il Mondo. La mia lotta per la libertà di Yeonmi Park e La ragazza dai sette nomi. La mia fuga dalla Corea del Nord di Hyeonseo Lee raccontano le storie di donne coraggiose (la protagoniste e le donne della propria famiglia) che fuggono dal regime sanguinario e oppressivo della Corea Del Nord. Nel primo la protagonista, insieme alla madre e alla sorella, fugge dalla dittatura di Kim Jong finendo successivamente in mano ad alcuni sfruttatori e mercanti di schiavi senza scrupoli. Dopo tante sofferenze riusciranno a fuggire e Yeonmi Park diverrà un’avvocata di diritto penale che si batte per i diritti umani e delle donne. In La ragazza dai sette nomi Hyoseao Lee racconta la sua storia, dalla fede cieca al regime fino alla carestia, che metterà in discussione le sue certezze e le farà aprire gli occhi sui concetti di libertà e propaganda. Da qui deciderà di fuggire in cerca della libertà attraverso un avventuroso e drammatico viaggio di oltre duemila chilometri.

Per concludere mi piacerebbe parlare di due libri che raccontano le donne provenienti da due stati di cui abbiamo sentito parlare drammaticamente negli ultimi mesi: L’Afghanistan e l’Ucraina.
In Migrando sole. Legami Transnazionali tra Ucraina e Italia Francesca Alice Vianello intervista alcune madri che, partendo dall’Ucraina, hanno lasciato figlie e figli a casa e hanno raggiunto il nostro paese per intraprendere il lavoro di cura e di assistenza all’interno delle famiglie italiane. Attraverso le molteplici storie di queste donne si analizza il fenomeno migratorio femminile proveniente dai paesi dell’ex blocco Sovietico e si da voce alle tante donne ucraine presenti in Italia ponendo l’attenzione sulle molteplici e variegate esperienze personali. Dietro il Burqua-La nostra vita in Afghanistan e la fuga per la libertà di Batya Swift Yasgur ci emoziona, ci commuove e ci incoraggia a non arrenderci e a lottare per la giustizia, la libertà, per le donne e per il femminismo e per un mondo libero da intolleranza, sessismo, maschilismo e dittature.

Fedeli al nostro concetto tanto caro di Sorellanza questi sette libri ci richiamano all’unione e all’empatia tra tutte le donne del mondo e a solidarizzare in lotte comuni. Come diceva la grandissima Maya Angelou «Ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne».

***

Articolo di Gianmaria Di Silvestro

Diplomato all’istituto magistrale “Saffo” di Roseto Degli Abruzzi, si laurea in “Scienze della formazione primaria-Indirizzo scuola primaria” con specializzazione nel sostegno all’Università Degli studi Dell’Aquila. Inizia la sua carriera in cooperative sociali che si occupano di persone con disabilità e anziani. Lavora attualmente come maestro in ruolo di scuola primaria ed è membro della Commissione Pari Opportunità del comune di Giulianova.

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