Suzan Uney-Ari: il grande contributo all’educazione del popolo turco-cipriota

Suzan Uney-Ari, di origine turco-cipriota, è nata il 12 luglio 1927 a Morphou, nell’isola di Cipro. Era la figlia di Emine e Huzeyin Zihini Uney, un barbiere di successo e leader della comunità (mukhtar) nella zona centrale di Nicosia (Saray Onu). Dopo aver completato la sua prima formazione, nel periodo in cui Cipro era ancora colonia britannica, Suzan imparò il mestiere della sarta grazie al sistema di apprendistato inglese. Le fu anche insegnata la musica a livello privato e studiò da sola le letterature contemporanee turca e greca, tenendo attivamente conto degli avvenimenti politici. È stata una delle prime a sostenere apertamente nel 1946 – a soli 19 anni – che, sebbene a suo giudizio non ci fosse nulla di sbagliato nel sistema del prezzo nuziale cipriota (turco e greco), i matrimoni si sarebbero dovuti basare sull’amore.

Sposò Orhan Seyfi Ari (1918-1992), un insegnante idealista, conosciuto come “Maestro” o “Maestro dei Maestri”. Insieme ebbero quattro figli, le cui mogli continuarono la tradizione familiare nel campo educativo. Dal 1946 al 1960, Suzan, pur non essendo lei stessa un’insegnante, contribuì e guidò la rinascita del patrimonio culturale e dell’identità turco-cipriota, soprattutto a Paphos e Louroujina. La coppia si sforzò nel convincere le autorità e le comunità circa il bisogno e l’importanza delle scuole e della formazione, dando un decisivo contributo alla lotta contro l’analfabetismo, in un’epoca in cui molte persone turco-cipriote sapevano parlare solo in greco e non riconoscevano il valore dell’istruzione, specialmente per quanto concerneva le ragazze e le donne. Suzan rimase a fianco del marito che, oltre a praticare l’insegnamento, si batteva per la costruzione di scuole e strade e per la fornitura di servizi essenziali come l’elettricità e l’acqua.

Lei insegnava gratuitamente l’arte del cucito, realizzando costumi per le/gli studenti al fine di promuovere il loro patrimonio culturale (attraverso danze e rappresentazioni tradizionali), ma anche bandiere per le feste nazionali. Durante il periodo dei disordini intercomunitari, che avvennero dal 1963 al 1964, casa sua rimase sempre aperta per accogliere rifugiate/i di altri villaggi e, anche se le/i docenti non venivano più retribuiti, lei e suo marito presero la decisione di non emigrare.
Suzan Ari morì il 20 novembre del 2002 all’età di 75 anni. È stata una donna assai stimata in patria e all’estero per via del suo contributo verso un progresso sociale e culturale. Il giorno del suo funerale sono arrivati messaggi di condoglianze da parte di accademici del Canada, degli Stati Uniti e della Gran Bretagna: tutti facevano riferimento a lei come alla “zia”. Suo marito la definì «una grande aiutante». Tuttavia, sia per il fatto che non avesse ricevuto un’educazione universitaria ― che le avrebbe assicurato un ruolo professionale riconosciuto ― sia per la narrazione storica patriarcale e, in particolare, la struttura sociale (turco-cipriota), sul suo conto si sa molto poco, se non per ciò che è stato tramandato oralmente, per di più in maniera non distinta e distante dalla figura del marito. Il fatto che ci si riferisca a lei con termini che fanno riferimento a una familiarità (come “zia”) o ad un contesto assistenziale o amatoriale (come “aiutante”) mostra il modo in cui Suzan ha toccato l’anima del suo popolo. Comunque, in una certa misura, questo offusca la portata del suo contributo, almeno agli occhi di chi vive al di fuori di Cipro, che l’ha dunque conosciuta solo attraverso le/i concittadine/i contemporanei.

Autrice del testo: Vagia Kalfa.

Traduzione italiana di Chiara Celeste Ryan.

Qui le traduzioni in francese, inglese, spagnolo e greco.

***

Articolo di Danila Baldo

Laureata in filosofia teoretica e perfezionata in epistemologia, tiene corsi di aggiornamento per docenti, in particolare sui temi delle politiche di genere. È referente provinciale per Lodi e vicepresidente dell’associazione Toponomastica femminile. Collabora con con Se non ora quando? SNOQ Lodi e con IFE Iniziativa femminista europea. È stata Consigliera di Parità provinciale dal 2001 al 2009 e docente di filosofia e scienze umane fino al settembre 2020.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...