Carolina Michaelis

È una figura di spicco in Portogallo. Immigrata tedesca e donna di cultura, promosse l’emancipazione delle donne dal punto di vista sociale. Studiosa per influenza e per natura, ha approfondito la conoscenza della letteratura classica, medievale, trobadorica e romantica con dedizione e passione. Evidenziando l’importanza dell’insegnamento, della scrittura e dell’arte, ha sollecitato con forza il ruolo dell’istruzione e del lavoro femminile, fino ad allora largamente condizionato dall’analfabetismo e dalla mancanza di accesso alla più vasta cultura.

Nasce il 15 marzo 1851, a Berlino. Fin da piccola dimostrò una rara attitudine e gusto per le lingue e le letterature slava, germanica e latina. Studiò da autodidatta perché all’epoca alle donne non era permesso frequentare gli istituti superiori.
All’età di 16 anni iniziò a pubblicare su riviste tedesche testi nel campo della lingua e della letteratura italiana e spagnola, e ben presto divenne nota nei media europei. Già intorno ai 20 anni, lavorava come traduttrice e interprete per gli affari della penisola iberica, presso il ministero tedesco dell’Interno, oltre a collaborare alle enciclopedie di Brockhaus e Meyer e a diverse riviste e periodici internazionali come la Bibliografia critica di storia e letteratura, diretta da Francisco Adolfo Coelho.

A seguito del suo interesse per la cultura ispanica e per i temi più specificatamente portoghesi, conobbe Joaquim de Vasconcelos, un musicologo e storico dell’arte portoghese. Con lui iniziò una lunga corrispondenza che, in breve tempo, si trasformò in un corteggiamento a distanza, finché nel 1876 i due si sposarono. Dopo il matrimonio andarono a vivere in Portogallo, stabilendosi principalmente a Porto, ma spostandosi anche a Lisbona e a Braga. Nel dicembre 1877 nacque il loro primo e unico figlio Carlos Joaquim Michaelis de Vasconcelos. Durante i mesi della gravidanza, Carolina non abbandonò mai gli studi, infatti era solita trascorrere i suoi pomeriggi nella biblioteca del Palácio Nacional da Ajuda, a Lisbona, per raccogliere informazioni sulla letteratura, la lingua e la storia del Portogallo, e ciò la condusse a sviluppare un intenso lavoro di ricerca, portandola a corrispondere con numerose figure dell’élite intellettuale e culturale del Paese, come Antero de Quental e Egas Moniz. Per il suo impegno nella diffusione e valorizzazione della lingua portoghese, nel 1901 le furono conferite dal re Carlos le insegne di ufficiale dell’Ordine Reale Militare di Santiago da Espada. 

Nel 1911 ottenne la cattedra presso la Facoltà di filosofia dell’Università di Lisbona, dove però non ha mai insegnato poiché, essendo legata alla città di Porto, chiese di essere trasferita alla vicina Università di Coimbra, cosa che le fu concessa, e in questo modo nel 1912 divenne la prima donna docente in un’università portoghese ricoprendo la cattedra di Filologia germanica e romanza.
Negli stessi anni, per i suoi servizi come mediatrice tra la cultura tedesca e quella portoghese, ha ricevuto dottorati honoris causa dalle Università di Amburgo e Friburgo in Brisgovia; ottenne anche l’adesione all’Accademia delle scienze di Lisbona, all’epoca criticata per aver concesso un tale onore a una donna.
Nel 1924 diresse la rivista Lusitana, la cui missione era quella di diffondere la cultura del Paese, riflettere su temi senza tempo e ricostruire l’immagine della patria portoghese. 

All’inizio del XX secolo, aveva cercato di fondare un consiglio nazionale delle donne in Portogallo, presentando la canadese Sophia Sanford, tesoriera della più antica organizzazione femminista internazionale, l’International council of Women (Icw), alla scrittrice Olga de Morais Sarmeno. Sebbene l’incontro non avesse ottenuto i risultati sperati, nel 1914 l’idea passò dalla carta alla realtà quando Ana de Casto Osório fondò il Consiglio nazionale delle donne portoghesi (Cnmp). Tale consiglio, nel 1916, la elesse presidente onoraria rendendole omaggio con un numero speciale della sua rivista Alma Feminina. Morì il 18 novembre 1925 a Porto.

La fermata della metropolitana di Porto,
a lei dedicata

Varie strade e scuole in Portogallo e Germania hanno preso il suo nome, in particolare a Porto vi è una stazione della metropolitana a lei dedicata.
Nel novembre 2005, per iniziativa del professor Gabriele Beck-Busse, dell’Istituto di lingue romanze dell’Università di Marburg, il nome di Carolina Michaelis è stato assegnato a una delle principali arterie della città di Berlino, nei pressi di Johanesstrasse, la strada dove era nata.

Nel 2006, Ctt-Correios de Portugal ha emesso sette francobolli commemorativi, con sette figure della cultura portoghese, tra queste compare Carolina. Tre anni dopo, è stata nuovamente onorata da Ctt- Correios de Portugal, con una nuova serie in ricordo delle attiviste per i diritti delle donne nei primi giorni della repubblica: Maria Veleda, Adelaide Cabete, Angelina Vidal, Ana de Castro Osório, Carolina Beatriz Angelo, Carolina Michaelis, Virginia Quaresma ed Emilia de Sousa Costa.

In copertina. Targa stradale intitolata a Carolina Michaelis nella città di Berlino.

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Articolo di Gemma Mastrocicco

Ho 24 anni e sono laureata in Scienza della comunicazione alla Sapienza di Roma. Adesso sto frequentando l’ultimo anno della laurea magistrale in “Informazione, editoria e giornalismo” a RomaTre. Mi piace scrivere e nel 2020 ho pubblicato anche un libro dal titolo Amami senza mentire. Mi piace anche viaggiare, andare ai concerti e sono sostenitrice delle tematiche legate ai movimenti femministi.

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