Come recuperare le croste di formaggi grana

In Italia i formaggi costituiscono un forte punto di eccellenza. Il Parmigiano reggiano, per esempio, è annoverato tra i primi dieci migliori formaggi del mondo.
Copiati e imitati, i nostri formaggi sono un punto di forza a tavola, oltre a rappresentare un eccellente alimento proteico da consumare, con moderazione, ma con regolarità.
Tra tutti, i formaggi grana, ben stagionati, gustosi, versatili, di lunga durata, rappresentano una vera esclusiva: Parmigiano reggiano, Grana padano, Trentingrana, Grana lodigiano o bresciano… Sono formaggi che possono arrivare a medio-lunghe stagionature, si acquistano con una crosta dura che ne protegge il contenuto e ne permette la trasformazione da latte a formaggio. Una crosta che è commestibile, ottima di sapore (personalmente la mangio anche così com’è), che è possibile utilizzare e valorizzare in modi diversi.

Ecco qualche consiglio per non sprecare, facile e veloce. Se non avete mai provato, fatelo, non ve ne pentirete!

Crackers:
● raschiate la crosta con la lama di un coltello o, se vi sembra particolarmente segnata, lavatela senza timori;
● tagliatela a quadretti di circa due o tre centimetri di lato;
● poneteli, ben distanziati, su un piatto o una teglia adatta al forno a microonde (se fossero molti, fate più cotture);
● cuoceteli nel forno a microonde per circa due minuti;
● i crackers di croste di parmigiano sono pronti, gonfi e croccanti: usateli per arricchire un minestrone, un’insalata, o come saporiti snack.

Minestrone:
● pulite la crosta come spiegato;
● aggiungetela, così com’è, al minestrone fin dal primo momento di cottura;
● quando il minestrone è cotto, estraete la crosta, che sarà morbidissima, e fatene le porzioni che desiderate;
● la crosta di formaggio così cucinata, oltre a essere ottima di per sé, rende il minestrone particolarmente gustoso.

Brodo:
● fate bollire le croste (pulite) in acqua senza altre aggiunte, finché non sono tenere;
● scolate le croste, da gustare nelle insalate, nel minestrone o come snack, e usate il brodo per cucinare un risotto, delle verdure, un arrosto.

***

Articolo di Paola Bortolani

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Ex dirigente commerciale, poi libera professionista contabile e amministrativa, ha svolto attività di volontariato culturale. Ha lavorato  in una agenzia di comunicazione, occupandosi di aziende del settore food & beverage. Appassionata di cucina sostenibile, ha scritto articoli e svolto ricerche per testi diversi. Nel 2013 ha aperto il blog Primononsprecare.com, e ha pubblicato l’e-book Il gusto di non sprecare (Indies g&a).

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