Prato. Un collage di protagoniste

Con l’augurio che la città di Prato voglia presto realizzare un percorso culturale approfondito sulle protagoniste nascoste della sua storia, chiudiamo con un fotoreportage la sintetica presentazione delle figure femminili meno note della toponomastica pratese, che ci hanno accompagnato nelle ultime dieci settimane.

Emilia Goggi Marcovaldi, mezzosoprano
Prato, 10 ottobre 1817 – Firenze, 30 agosto 1857

Emilia discendeva da due antiche famiglie pratesi: i Marcovaldi, che furono ammessi alla nobiltà nel 1750, e i Goggi, originari del borgo Santa Lucia.
Studiò le discipline umanistiche, la musica e il canto al Conservatorio di Santa Caterina e all’età di diciotto anni si esibì per la prima volta in pubblico cantando “Casta Diva”, dalla Norma di Vincenzo Bellini. La sua estensione vocale e l’ampio repertorio le permisero di calcare le scene di molti teatri italiani ed europei, ma la sua carriera fu breve. Si spense improvvisamente a Firenze, a soli 39 anni. Prato la ricorda con l’intitolazione di una strada a est della città, non lontano dal Palazzo Goggi-Marcovaldi.

Liliana Rossi, amministratrice
Prato, 1° gennaio 1922 – 7 luglio 1976

Venne eletta consigliera comunale nel 1960 con il Partito comunista italiano, e sei anni più tardi ricoprì il ruolo di assessora alla Pubblica istruzione. Si impegnò a promuovere un progetto socioeducativo che prevedeva una stretta collaborazione tra genitori e insegnanti.

Marcella Tempesti, vittima di guerra
Prato, 22 settembre 1923 – Firenze, 16 agosto 1944

Marcella Pisani Tempesti fu una vittima della Seconda guerra mondiale, ricordata per il gesto d’altruismo che le costò la vita: giovane, in avanzato stato di gravidanza, morì per soccorrere una donna ferita che piangeva sotto le sue finestre. A lei venne dedicato un circolo UDI-Poliambulatorio, nato nell’autunno del 1944 in quello che era stato un punto di soccorso per i feriti e attivo in Porta Prato fino al 1980. La città di Prato le intitolò una via nel 1951 in zona Sud.

Valeria Tozzini Cellai, scrittrice
Prato, 19 giugno 1920 – Prato, 12 aprile 1994

Valeria Tozzini Cellai, impiegata comunale appassionata d’arte e storia locale, condusse ricerche, scrisse saggi sulla città e sulle sue frazioni, e compose poesie e racconti di carattere sociale.
La storia del sacco di Prato è la sua opera più nota: in essa si riferisce dell’assedio del 1512 ad opera delle truppe spagnole, guidate dal viceré Raimondo di Cardona.
Nel 1998 il Comune le ha intitolato una via nell’area sud-occidentale della città.

Iris Origo, scrittrice
Birdlip, 15 agosto 1902 – Siena, 28 giugno 1988

Iris Margaret Cutting nacque in Inghilterra da una ricca famiglia irlandese-americana e all’età di 8 anni, si stabilì nella Villa Medici di Fiesole con la madre, rimasta vedova. Nel 1924 sposò Antonio Origo e si trasferì nella tenuta in provincia di Siena. Nel 1935 intraprese la carriera di scrittrice con una biografia di Giacomo Leopardi, ben accolta dalla critica. Durante la Seconda Guerra Mondiale entrò nella direzione della Croce Rossa, e accolse nella sua tenuta bambine e bambini mandati in un luogo più sicuro dai genitori, ma anche orfani/e, soldati in fuga e partigiani/e. Fu in questo periodo che Cutting scrisse il suo libro più noto, Guerra in Val d’Orcia pubblicato nel 1947, in cui racconta sotto forma di diario, le esperienze vissute in prima persona. Prato la ricorda intitolandole un piazzale a Est della città.

Clemenza Ninci, suora e scrittrice

Clemenza Ninci era una suora benedettina del convento pratese di San Michele. La sua notorietà si deve alla composizione in versi della commedia Sposalizio di Iparchia Filosofa, scritta alla fine del XVII secolo, e ripubblicata nel 2009. Nel 1951 le venne intitolata una via a Nord-Ovest di Prato. 

Cecilia Bielli, suora e scrittrice
Prato, 1565 – Prato, 11 dicembre 1645

Cecilia Bielli nacque nel 1565 e ancora adolescente vestì l’abito monacale. Si distinse come scrittrice componendo molte laudi e commedie in versi, tra le quali: Vita della madre suor Caterina Ricci, in ottava rima.
Nel 1951 le venne intitolata una strada, nell’area occidentale della città.

Cecilia Vannucchi, suora e benefattrice
Capalle, 19 ottobre 1901 – Prato, 24 luglio 1990

Cecilia Vannucchi nacque nel 1901 e studiò nel Conservatorio San Niccolò di Prato, dove ritornò poi come suora Domenicana. Nominata preside della scuola e direttrice del convitto, offrì la possibilità di studiare a molte ragazze. Con l’arrivo della Seconda guerra mondiale, diede asilo a molte vittime dei bombardamenti, a famiglie ebree e profughe. Nel 1964, la città le consegnò la medaglia d’oro della Resistenza e una pergamena.
Dal 2002, Prato la ricorda con l’intitolazione di un piazzale a Sud della città.

Tosca Brunini, sindacalista
Siena, 31 agosto 1904 – Prato, 30 ottobre 1989

Tosca Brunini, senese di nascita, si trasferì a Prato, dove iniziò a lavorare come operaia tessile e sindacalista al “Fabbricone”, un lanificio a ciclo completo che raggiunse le immani proporzioni di circa 2000 addetti/e, trasformata oggi in uno dei centri teatrali sperimentali più importanti d’Italia. Il suo impegno politico per difendere gli interessi delle lavoratrici le valse la decisione del Comune, nel 2004, di intitolarle una piazzale nell’area meridionale della città, non lontano dalle sponde del Bisenzio.

Elena Berruti, pittrice

Elena Berruti, pittrice e scultrice del primo Novecento, sposò Leonetto Tintori, artista pratese di fama internazionale, nel 1935 e acquistò con lui una casa immersa nel verde di Vaianella, presso Figline, nella periferia settentrionale di Prato. La struttura, attrezzata a Scuola d’Arte e Mestieri e frequentata per anni da giovani italiani e stranieri, è circondata da un parco dove sono installate circa trecento opere in alto e bassorilievo realizzate dalla coppia e da altri artisti. Tra le sculture del parco vi è anche L’arca di Noè, opera realizzata da Elena e Leonetto per conservare le loro ceneri, che riposano ora al suo interno. A Nord-Ovest di Prato, è presente una strada a suo nome.

Amelia Harriman Palli, benefattrice

Vedova del nobile pratese Ignazio Palli, Amelia Harriman è ritenuta una delle più importanti donatrici cittadine. Il suo lascito compare fra i testamenti segreti inediti: tra le donazioni si ricorda quella fatta all’ospedale della Misericordia di Prato. Dal 1956, nella zona occidentale della città, una strada porta il suo nome.

Ofelia Giugni, partigiana
Vaiano (Schignano), 16 marzo 1906 – Prato, 18 maggio 2001

Operaia alla fabbrica del Forti a La Briglia, Ofelia Giugni è stata una partigiana coraggiosa e molto attiva sul territorio. Insieme a sua sorella Ada, entrò a far parte della Resistenza dopo l’8 settembre, nascondendo e aiutando a fuggire i soldati, portando armi, viveri e messaggi ai partigiani della Bogardo Buricchi: fu lì che incontrò il comandante Armando Bardazzi a cui rimase accanto per tutta la vita. Anche dopo la guerra, fedele ai suoi ideali, continuò a lottare per la libertà e a presenziare con orgoglio tutte le manifestazioni a ricordo della Resistenza. L’anno successivo alla sua morte, il Comune le intitolò una strada a Nord della città.

Valeria Crocini, insegnante
Prato, 20 maggio 1881 – Prato, 25 marzo 1938

Figlia di uno dei maestri più conosciuti della città, Valeria Crocini seguì le orme del padre e durante la Prima Guerra Mondiale intraprese dunque la carriera di maestra, insieme alla sorella Sandrina. A partire dal 1925, iniziò a ospitare studenti nella sua casa e a destinare tutte le sue risorse alla loro assistenza e all’acquisto di materiali didattici necessari alla loro istruzione.
La sua generosità portò il Consiglio comunale, nel 1971, a decidere di dedicarle una strada e una scuola primaria, tra San Giorgio e Santa Maria a Colonica.

Albertina Giordano Pero, insegnante e attrice
Torino, 20 giugno 1848 – Prato, 19 gennaio 1941

Albertina nacque a Torino nel 1848 e iniziò la sua carriera professionale come insegnante di scuola elementare, per poi scegliere di dedicarsi completamente all’arte drammatica. Recitò nelle miglior compagnie teatrali all’inizio del secolo. Morì a Prato all’età di 93 anni e, nel 1976, la città le intitolò una strada a Sud del centro.

Fernanda Nocchi-Zipoli, insegnante
Prato, 22 dicembre 1897 – Prato, 9 marzo 1990

Fernanda nacque a Prato, nel 1897. Insegnò alle scuole elementari e al collegio Cicognini e collaborò attivamente con le istituzioni locali, che la nominarono assessora alla Pubblica Istruzione. Morì all’età di 93 anni e dal 2004, a Est di Prato, una strada porta il suo nome.

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Articolo di Sara Benesperi

Nata a Prato e laureata in Scienze umanistiche per la comunicazione all’Università di Firenze, sono laureanda in Media, Comunicazione e Giornalismo all’Università di Roma La Sapienza. Sono una ragazza solare, a cui piace passare il tempo libero nei più svariati modi e fare nuove esperienze, ma soprattutto guardare film, ascoltare la musica, di ogni genere, e leggere.

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