Hallo Hallo Halloween

La piccola sala di Casa Solidale, nel bel parco di Villa Finzi, a Milano, è strapiena. A fatica troviamo posto tra le file di sedie gremite di gente di ogni età, venute chi da Vercelli, chi dalle valli del sondriese, chi da ancora più lontano. Mia figlia Alice, sette anni, si accomoda felice sulle mie gambe, proprio accanto al pianista, vestito di tutto punto, e alla sua enorme tastiera. Chi ci ha riunite e riuniti qui, in questa bella domenica di metà ottobre, è Davide Cattaneo. Solo lui poteva riuscirci, in effetti.
Oggi presenta al pubblico il suo terzo libro per bambini sulle avventure di Patatone: Hallo Hallo Halloween, ancora una volta pubblicato da Edizioni Effetto, ancora una volta bellissimo. Ci sono realtà, come questa piccola ma attiva Casa Editrice torinese, che danno spazio e visibilità a persone come Davide, che di talento ne hanno da vendere, in barba agli scherzi del sempre dispettoso spettro autistico. Anzi, forse è proprio perché di spettri se ne intende, che in questo terzo volumetto, il nostro autore-illustratore ha voluto cacciare Patatone in una serie di rocambolesche avventure che hanno come sfondo proprio la notte di Halloween.
Per chi, come me, ha già letto i primi due episodi della saga (Il tesoro inaspettato, 2017, e Un vero amico, 2019), ritroverà anche in questo terzo racconto i temi, cari all’autore, dell’accoglienza della diversità, della vera amicizia, della famiglia basata sugli affetti, della persistenza del pregiudizio e della bellezza interiore, che spesso si cela dietro le fattezze del mostro.
Patatone è così: nato grande e grosso, con una voce cavernosa da brividi, ricoperto di pelo nero da capo a piedi, con un buffo naso rosso che sbuca da sotto gli occhi e un cuore immenso, sempre in cerca di cose buone da fare e persone che sappiano andare oltre la sua mostruosità e volergli bene. Di Patatone Davide ha molte caratteristiche, con la differenza che il creatore del mostro tenerone è un bel ragazzo di quasi trent’anni, che, a giudicare dalla sala gremita, ha il dono di piacere immediatamente a tutti. In particolare ai bambini e alle bambine, direi, che sono presenti sia come spettatori e spettatrici sia come lettori e lettrici: oggi presteranno la voce a una parte del libro in una interpretazione animata.
Alla guida dell’allegra e variopinta compagnia di interpreti, c’è la solita sorridente Dora Dorizzi, insegnante di teatro e amica di Davide da una vita, sua più grande ammiratrice e sostenitrice, capace di accompagnarlo in ogni sua avventura artistica con una carica e un entusiasmo contagiosi. Barbara, la mamma di Davide, che non saprei come altro definire se non come una vera forza della natura, capace di farsi non so quanti chilometri avanti e indietro per accompagnare suo figlio al corso di doppiaggio, o alla presentazione del prossimo libro, parla di Dora come «una di famiglia, ormai». È lei che ringrazia i presenti, abbraccia Carlo Covini (giocattolaio milanese a cui è ispirato il personaggio di Carlo), Angelo, il fondatore dell’Associazione Diesis, che fa un lavoro incredibile sulle autonomie e il lavoro di adulti/e, e ragazzi/e con autismo ad alto funzionamento e infine dà la parola a Silvio Boselli, illustratore, insegnante di acquarello ed editoria per giovani, che da qualche anno ha anche Davide tra i suoi allievi e le sue allieve. «Quello che è stupefacente del suo modo di disegnare» spiega Silvio, riferendosi naturalmente all’autore di Patatone «è l’immediatezza con cui riesce a mettere su carta quello che ha nella testa. Parte con tratti decisi, non usa quasi mai la gomma e alla fine eccolo lì il quadro perfetto che aveva in mente». Tra il pubblico, è presente anche Flavio Passi, il fondatore di Edizioni Effetto, che svetta dal fondo della sala con una altezza di tutto rispetto. Dal mio timido metro e sessanta scarso, lo guardo con un po’ di sufficienza: facile essere dei sognatori quando la tua testa, già per sua natura, arriva a sfiorare le nuvole! Al di là dei centimetri, però, noto subito che gli occhi di Flavio sono quelli giusti, quelli di uno che si è procurato gli strumenti per seminare bellezza nel mondo. Davide è certamente un seminatore, «non come quegli autori e quelle autrici che si credono prime donne solo perché hanno scritto qualcosa di decente. Non è che siccome tu sai scrivere, allora tutto il mondo deve essere interessato a quello che dici! Davide è diverso, lui bussa alla porta quasi con timidezza, con dolcezza. E di solito le cose dolci, buone di fondo funzionano, nell’editoria come nella vita!». Ci sorridiamo, io e Flavio, mentre ci stringiamo la mano: sono pienamente d’accordo con lui.

Tutto è pronto, il pianista dà il via a una improvvisazione musicale, che fa da sottofondo alla lettura di una parte del libro. La ragazza bionda seduta accanto a me interpreta la signora Anderson, la vicina di casa. Legge benissimo, con una tonalità e un’interpretazione da attrice navigata. Mia figlia Alice la osserva tapparsi le orecchie durante i fragorosi applausi che spesso scoppiano entusiasti in sala. Mi guarda con aria interrogativa. Le spiego sottovoce che ad alcune persone i rumori forti mettono in agitazione o danno fastidio. Capisce al volo, non occorrono altre precisazioni: anche il suo compagno di classe Fausto fa così, ogni tanto. Salvo poi mettersi a gridare il suo nome a squarciagola quando indica qualcosa che desidera gli si porti. I bambini e le bambine della classe sono abituate, non si scompongono affatto. Si alzano a turno e portano al compagno l’oggetto che vuole, magari intrattenendosi con lui per vedere che cosa ne farà.

Al termine della lettura, ogni interprete dice il suo nome e presenta alla platea qualcosa del proprio personaggio. Quando è il turno di Davide, semplicemente l’autore dice «Io ho fatto Patatone». Il pubblico attendeva solo questo momento per la standig ovation. L’applauso è fragoroso, qualcuno grida «Bravo», qualcuno fischia entusiasta. Davide non sorride neppure, ma credo che dentro sia molto soddisfatto. Si accomoda al tavolo e firma copie del libro, dispensando dediche come se non ci fosse un domani. Io guardo perplessa mio marito, che da una buona mezz’ora sta chiacchierando con un signore dai lunghi capelli bianchi. Mi fanno segno di avvicinarmi. Scopro che è un suo insegnante del corso per educatori ed educatrici: sono venticinque anni che non si vedono più. Ma le strade della vita sono così, fatte di corsi e ricorsi, di lunghi silenzi e improvvise ricomparse. O forse è soltanto l’ultimo dono di Patatone a due dei suoi fans.

Davide Cattaneo
Hallo Hallo Halloween
Edizioni Effetto, Vercelli, 2022
pp. 80

***

Articolo di Chiara Baldini

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Classe 1978. Laureata in filosofia, specializzata in psicopedagogia, insegnante di sostegno. Consulente filosofica, da venti anni mi occupo di educazione.

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