Le indimenticabili del nuoto

Annette Kellerman (1887-1975) è molto conosciuta sia per la sua carriera da nuotatrice spericolata che come attrice. Annette si avvicina al nuoto per necessità (deve fortificare le sue gambe, assai deboli) ma se ne innamora presto, ottenendo sin da subito risultati interessanti: nel 1902 è campionessa del Nuovo Galles del Sud e nel 1905, a Londra, nuota per oltre 21 km nel Tamigi.

Annette Kellerman

Sempre nel 1905 tenta un’impresa: vuole essere la prima donna a provare la traversata del Canale della Manica. Sebbene non riesca nell’intento passa alla storia per la sua resilienza: nei suoi tre tentativi infatti riesce a coprire i ¾ della distanza totale, nuotando per ben dieci ore e mezza. La duplice carriera di nuotatrice e attrice procede parallelamente. Negli anni interpreta infatti molte pellicole a tema acquatico e si mette spesso in gioco, facendo, ad esempio, immersioni profonde e bagni con i coccodrilli. A lei inoltre viene dato il merito di aver “inventato” il nuoto sincronizzato, attraverso la messa in scena di un vero e proprio “balletto” in acqua.

Esuberanza, novità e modernità sono i tratti distintivi di Annette Kellerman, che sfida costantemente tutte le convenzioni sociali; nel 1907 è arrestata per aver indossato un costume intero mettendo in mostra gambe e braccia. Questa nuovo modello prende piede proprio grazie a lei e diviene presto un simbolo dell’esaltazione della libertà femminile. 

Gertrude Ederle

Gertrude Ederle (1906- 2003) riesce in quello che Annette Kellerman tenta per ben quattro volte, ovvero la traversata della Manica a nuoto. Originaria di New York, Gertrude inizia a nuotare dall’età di nove anni. Approdata ai Giochi olimpici a Parigi nel 1924 vince la sua prima medaglia d’oro nella staffetta 4×100 stile libero. A questa vanno aggiunte altre due medaglie di bronzo nelle gare individuali, nei 100 e nei 400 metri. 
Ma la vera impresa di Gertrude è la traversata della Manica: dopo un primo tentativo non riuscito, nel 1926 in sole 14 ore riesce ad arrivare sulle rive di Kingstown e a battere il record detenuto dall’argentino Enrique Tiraboschi. Commenta così la sua vittoria: «La gente diceva che le donne non potevano nuotare nella Manica, ma ora ho dimostrato che possono».

Indimenticabile pure la storia dell’australiana Dawn Lorraine Fraser (1937) che fa di una promessa lo scopo della sua vita. In piscina sin da piccola, a tredici anni perde il fratello che in punto di morte le dice: «Tu, Dawn, hai un dono, continua ad allenarti per me».

Dawn Lorraine Fraser

Per onorare questa richiesta, batte tantissimi record; il suo primato più importante è essere la prima donna a scendere sotto al minuto nei 100 metri stile libero. Ma non si possono scordare i successi olimpici: è la prima a vincere l’oro in tre edizioni di fila dei Giochi (Melbourne 1956, Roma 1960 e Tokyo 1964) nei 100m stile libero, categoria in cui durante la sua attività rimane imbattuta. Dawn Fraser ottiene anche quattro argenti olimpici tra il 1956 e il 1964 e infrange nella sua carriera ben 37 record del mondo. 

Via Luciana Massenzi prima dell’affissione della targa

Luciana Massenzi (1945-1966) invece nasce a Roma proprio nell’anno della fine della Seconda guerra mondiale. In vasca sin da bambina Luciana è una promessa del nuoto, soprattutto nella specialità del dorso. Tra i 17 e i 20 infatti conquista quattro ori ai Campionati italiani estivi e primaverili e detiene diversi record italiani nei 100m. La sua esistenza purtroppo viene stroncata da un destino crudele.

Il 28 gennaio del 1966 un aereo Lufthansa, pieno di giovani nuotatori e nuotatrici italiani/e, precipita nei pressi dell’aeroporto di Brema, in Germania. Massenzi ha 21 anni e una carriera brillante davanti a sé, ma l’incidente non le dà scampo. Alla sua memoria e a quella delle altre vittime è dedicato il Campionato nazionale a squadre invernale di nuoto e a Luciana la città di Roma ha intitolato una via in un parco cittadino. 

Luciana Massenzi (a sinistra)
Novella Calligaris

Novella Calligaris (1954) è la prima italiana a vincere una medaglia olimpica nel nuoto (primato per entrambi i sessi).
A Monaco, nel 1972, infatti ottiene un argento nei 400m stile libero (e record europeo) e due bronzi rispettivamente negli 800 stile libero e nei 400 misti.
Nel 1973 è anche oro mondiale a Belgrado negli 800 stile libero segnando un nuovo record del mondo. 

Dopo di lei, per rivedere una medaglia olimpica femminile nel nuoto dovremo aspettare Atene 2004 e Federica Pellegrini (1988), conosciuta come la «Divina» del nuoto azzurro. Detentrice del record del mondo nei 200 stile libero, Federica nel 2008 entra nella storia diventando la prima nuotatrice italiana a vincere l’oro olimpico. In totale sono sette le medaglie mondiali d’oro e cinquantotto le medaglie complessive tra Olimpiadi (2), Campionati del mondo (19) e Campionati Europei (37) nel suo palmares. È già un talento quando nel 2004, ad Atene, nella sua categoria dei 200 stile libero conquista la medaglia d’argento.
Federica ha appena 16 anni e non solo questa è la seconda medaglia femminile nel nuoto italiano della storia, ma è anche la più giovane atleta italiana a salire sul podio. Le Olimpiadi di Pechino sanciscono la sua consacrazione definitiva: Federica è oro e record del mondo.

I suoi successi continuano: a Roma, durante i Mondiali del 2009, oltre a vincere sia nei 200 che nei 400, riesce a stabilire il record mondiale su tutte e due le distanze, scendendo addirittura sotto i 4 minuti e diventando la prima nuotatrice della storia a riuscirci. All’apice della carriera, però, succede qualcosa di inaspettato e drammatico: il suo allenatore, Alberto Castagnetti, muore improvvisamente. Le Olimpiadi successive nel 2012 e nel 2016 sono le più complicate per l’atleta azzurra che non riesce a replicare gli ottimi risultati ottenuti nei Campionati Mondiali ed Europei. Ma Federica resiste: proprio a Budapest. nel 2017, vince l’ennesimo oro mondiale e diventa la prima nuotatrice della storia in grado di salire sul podio iridato per 7 volte consecutive. Migliora il suo stesso record due anni dopo ai mondiali di Gwangju.
Corona la strepitosa carriera a Tokyo 2020 riuscendo a centrare la finale olimpica dei 200 stile libero per la quinta volta consecutiva: mai nessuno prima di lei c’era riuscito.
Ritiratasi nel 2021 dopo i Campionati italiani assoluti, Federica Pellegrini rimane un vero e proprio simbolo dello sport italiano. 

***

Articolo di Marta Vischi

Laureata in Lettere e filologia italiana, super sportiva, amante degli animali e appassionata di arte rinascimentale. L’equitazione come stile di vita, amo passato, presente e futuro, e spesso mi trovo a spaziare tra un antico manoscritto, una novella di Boccaccio e una Instagram story!

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