La visione della donna secondo la storica Ban Zhao

L’argomento che ho scelto per la mia tesi è la figura di Ban Zhao, una donna che è riuscita a emergere in un periodo storico dove la figura femminile era considerata solamente come madre e come moglie.
Ban Zhao è importante perché pone la sua figura in senso altruistico verso altre donne, si pone come modello. È una donna che è riuscita a redersi visibile e ad assumere importanti cariche come, ad esempio, quella di continuare l’opera iniziata da suo padre e suo fratello sulla storia della Dinastia. Nonostante Ban Zhao sia vissuta in un’epoca in cui l’istruzione era solamente dedicata agli uomini, viene indirizzata allo studio esattamente come accade per suo fratello Ban Gu. Questo lo sappiamo in quanto nelle sue opere ci sono molti riferimenti sia alle opere classiche che al confucianesimo, che è una delle maggiori tradizioni filosofiche-religiose che abbiamo in Cina, portata avanti dalla figura di Confucio e dalla stessa Ban Zhao.

Nel primo capitolo della mia tesi ho voluto dare un’idea del periodo storico in cui Ban Zhao vive, ovvero la Dinastia Han Orientale, parlando degli sviluppi avuti in essa, dei problemi dei popoli nomadi che premono sui confini della Cina e infine analizzando le vicende che avvengono all’interno della corte.
All’interno del secondo capitolo troviamo, invece, un accenno alla vita di Ban Zhao, alle sue opere e all’analisi del suo testo più importante I Precetti per le donne. Ban Zhao viene soprattutto ricordata per quest’opera, divisa in sette capitoli, che ha aperto un filone letterario portato avanti solo da donne, per essere poi inserita all’interno dei quattro libri per le donne. Quella di Ban Zhao viene vista come l’opera somma. Alcuni studiosi negli anni hanno criticato I Precetti per le donne, in quanto pensano sia un inno alla sottomissione femminile, ma l’intento di Ban Zhao era quello di dare dei consigli alle donne su come vivere una vita tranquilla nonostante i limiti imposti dai propri mariti e dai propri padri. Sappiamo che non è un inno alla sottomissione proprio perché molti aspetti che l’autrice cita entrano in contrasto con le regole che venivano imposte al genere femminile, lei stessa non ha subito nessuna limitazione nella sua vita. Questa autrice riconosce come siano importanti le tradizioni, ma proprio come è successo a lei, riconosce che la donna debba essere istruita. 
Il percorso di emancipazione descritto da Ban Zhao lo possiamo ricondurre alle lotte che vengono fatte ancora oggi. Il testo infatti ha molti spunti di modernità e altri strettamente legati alla tradizione. L’opera viene scritta con uno stile molto semplice e probabilmente viene composta tra l’89 e il 105 d.C. Nell’introduzione l’autrice evidenzia la sua formazione e i suoi studi e dice di voler scrivere questo libro per le sue figlie anche se questo sembra più un pretesto letterario, in quanto le sue figlie erano già sposate. All’interno di questo testo troviamo riferimento alla cosmologia, alle quattro virtù delle donne, al rapporto che la donna ha con il proprio marito, con i propri suoceri e a come dovrebbe comportarsi all’interno della casa, facendo riferimento anche agli abiti da indossare.

Nel terzo capitolo, invece, ho deciso di far riferimento a tre ambiti specifici.
Il primo ambito è quello dei Dialoghi di Confucio, dove in tre passi vengono citate le donne e su questi dialoghi ci sono diverse interpretazioni che ho analizzato con cura. I dialoghi presi in esami sono: 6.28, 8.20 e 17.25, anche se all’interno dell’opera sembra esserci anche un altro dialogo ovvero il 3.8.
Il secondo ambito che ho scelto di analizzare è quello storico sulla Dinastia Han, in quanto rispetto alle altre dinastie ci sono degli sviluppi che aiutano le donne a emergere. Il terzo ambito è quello della donna nell’opera di Ban Zhao dove troviamo una denuncia perfettamente in linea con la situazione attuale, ovvero quella dei mariti che abusano delle proprie mogli.

Nel quarto capitolo, ho deciso di analizzare altri tre testi della scrittrice, ovvero tre poemi sugli oggetti: poesie che descrivono un determinato oggetto. Il primo che ho analizzato è il poema dell’ago e del filo, che può essere diviso in tre strofe, dove Ban Zhao parla degli utensili usati dalle donne per cucire utilizzati in scopo metaforico, anche qui troviamo delle metafore nascoste negli stessi caratteri cinesi e dei riferimenti all’opera dei dialoghi. Analizzando il poema e i dialoghi ciò che emerge è che gli insegnamenti vengono uniti da un unico filo. Inoltre, Ban Zhao, citando i dialoghi, fa suoi ed estende alla figura femminile i valori fondanti dell’etica confuciana.
Il secondo è il poema del grande uccello, scritto sotto decreto imperiale. Si pensa che questo uccello venne donato da Ban Chao, fratello di Ban Zhao, all’imperatore e che fosse uno struzzo dei Parti, proveniente dalle regioni occidentali. Questo uccello viene accomunato alla fenice, per via delle sue grandi dimensioni, e diviene simbolo di buono auspicio in quanto rivela al sovrano le arti del governo; facendo riferimento alla fenice l’autrice cita un passo dei Dialoghi
Il terzo è il poema della Cicala, che viene paragonata all’essere umano, in quanto vive una vita breve giovandosi delle bellezze del mondo, anche se alla fine ciò che le rimane è solo tristezza e morte. In Cina ci sono alcune fiabe dedicate a questo insetto come quella della Cicala e della Mantide. Molti trovano in questo testo delle istanze taoiste in quanto l’autrice medita sulla natura e sulla vita, facendo riferimento attraverso l’uso di determinati caratteri anche al principio taoista per il quale l’energia va conservata conducendo una vita semplice. La vita della cicala finisce con l’autunno dove troviamo anche l’assenza del suo canto.

Ho scelto di parlare di Ban Zhao in quanto come donna trovo che sia una figura fondamentale e da conoscere, perché come tante donne nella storia ha fatto la differenza; quello che volevo fare con la mia tesi era di dare il mio piccolo contributo all’importanza di essere donna. Trovo che far conoscere donne come lei possa aiutare soprattutto i/le giovani a non commettere errori che sono stati commessi in passato. Come donna vorrei un futuro migliore in cui possano definitivamente cessare le discriminazioni di genere in ogni ambito.

Qui il link alla tesi integrale: 199_Scura.pdf (toponomasticafemminile.com).

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Articolo di Marta Scura

Laureata in Lingue Orientali, presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza, con una tesi incentrata sulla figura della donna Ban Zhao, attualmente iscritta alla facoltà di Editoria e Scrittura, sempre presso La Sapienza, sono molto interessata alle lingue e ai libri, soprattutto riguardanti le tematiche femminili. La mia aspirazione è quella di lavorare nel settore giornalistico o editoriale.

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